Io e te, tre metri sopra il cielo

Qualche giorno fa ho letto che i famosi lucchetti di Ponte Milvio sono stati rimossi. Una parte della collettività ha esultato alla notizia, altri ci sono rimasti male.

Allora se avete un lucchetto da chiudere venite a Budapest, anche qui da qualche anno precisamente a Erzsébet tér è possibile fare la propria promessa d’amore e suggellarla con un lucchetto.

Francamente non entro nel merito del provvedimento, Roma poi è una città storica e forse il Ponte Milvio come punto non era azzeccatissimo per il suo valore storico e artistico. Credo di aver anche letto che fosse un problema strutturale di appesantimento del ponte e in particolare di un lampione che crollò per lo sforzo.

A Budapest anni fa è stata istallata una struttura apposita in un parco del centro città, sufficientemente robusta da sopportare il peso di migliaia di lucchetti. Alcuni dicono che sia solo una copia dell’iniziativa romana e trovano che non aggiunga nulla, altri trovano invece l’iniziativa quanto meno simpatica. Non parliamo certo di un’opera d’arte, ma solo di un posto come un altro dove al di là di tutto si consuma un semplice rito d’amore che non danneggia nessuno .

E allora ieri ho voluto leggere un po’ la storia di questi lucchetti che bada bene non nascono a Ponte Milvio con i film di Moccia, ma prima ancora sono stati visti sul Ponte Vecchio a Firenze, poi a Parigi, a Londra, a Riga in Lettonia, in una città serba a 200 km da Belgrado, ma prima di tutti in Europa fu la città ungherese di Pécs. Esiste anche in Cina un’isola intera, l’isola del lucchetto dove ci sono centinaia di migliaia di lucchetti.

E quindi perché avercela tanto con dei banali lucchetti e due innamorati che decidono di scrivere in questo modo un pezzo della loro storia, oppure preferite che qualcuno scriva con la bomboletta spray sul portone di casa vostra il solito “FEDE TVTB” ?

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