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Ecco perché dopo un anno a Tenerife sono tornato in Italia

Mi chiamo Gabriele, ho 28 anni e sono bolognese. Decisi di trasferirmi a Tenerife nell’Ottobre 2016 insieme ad un amico che ha avuto più fortuna di me ed è rimasto li. Io me ne sono andato a Dicembre 2017 dopo un anno e due mesi di vita a Tenerife, vi racconto perché. Quando siamo arrivati a Ottobre abbiamo avuto difficoltà ad affittare una casa perché non c’erano molte e quelle che si trovava o erano care o in zone che non ci piacevano. Siamo stati in hotel per quasi 20 giorni prima di riuscire a concludere un contratto di affitto e per averlo non avendo lavoro fisso perché appena arrivati l’agenzia ha preteso che pagassimo anticipatamente i 6 mesi di affitto del contratto, 600 euro al mese per una casa con 2 camere a San Isidro, in più due mesi di caparra che ci restituirono a fine contratto e 300 di agenzia, che ci ha preso metà mensilità. Anche se la spesa si divise in due appena arrivato tra hotel e casa sborsai quasi la metà dei soldi che avevo a disposizione ma se non altro per la casa per 6 mesi non avevo problemi.

La ricerca del lavoro

Iniziammo praticamente subito a cercare un lavoro, io parlicchiavo già spagnolo, devo dire che i primi giorni siamo stati presi dal fare il NIE e sopratutto dal cercare casa, poi dopo abbiamo cercato solo la mattina perché volevamo vedere l’isola e alla fine ci siamo messi alla ricerca seriamente dopo un mesetto. Avendo esperienza come barista e cameriere abbiamo battuto palmo a palmo Los Cristianos e Las Americas e l’unica cosa che ci veniva proposta era di fare i PR per locali che pagano 1 euro ogni bevuta che riesci a piazzare ai passanti o ogni 5 euro spesi. Lavori che vanno bene per un ragazzino e che non accettammo ne io ne il mio amico. Lui riuscì a trovare lavoro prima di me in un ristorante come cameriere, io dopo 2 mesi che ero sull’isola, sempre come cameriere. La busta paga era di 800 euro al mese, bassa ma dovetti accontentarmi con la speranza di trovare di meglio.

Mi fecero il contratto di 4 mesi che scadeva il primo Aprile quando l’isola è in bassa stagione. Quando il contratto terminò mi ritrovai nuovamente disoccupato e iniziai a cercare nuovamente. Fino a Luglio 2017 non riuscii a trovare nulla ed i soldi iniziarono a scarseggiare. Vedevo settimana dopo settimana il conto abbassarsi e mi venne la premura di trovare un altro lavoro, così accettai un posto di lavoro dove mi dissero sin da subito che le cose non andavano bene e che potevano darmi 600 euro più pranzo e cena al locale. Accettai ma mi ritrovai a non avere tempo per cercare altro, lavoravo 10 ore al giorno 6 giorni su 7 per riuscire a pagare la mia metà di affitto e delle spese di casa e mi avanzava meno di 300 euro con i quali dovevo fare tutto il resto, incluso pagare i viaggi in guagua. (Gli autobus a Tenerife sono chiamati guagua, ndr)

Tenerife senza soldi…

E’ vero che tutto costa meno, è vero che l’isola è bellissima e che offre molto ma quando sei corto con i soldi non ti puoi godere nulla. Mi ero ritrovato con meno di mille euro in banca e nonostante rinunciassi praticamente a tutto il conto continuava a scendere. Bere un cuba libre o un caffè al bar erano diventati un lusso per me. Mi sono stancato e a Dicembre ho dato le dimissioni, ho fatto il biglietto e sono tornato a casa per fare Natale in famiglia e capodanno con gli amici. Mesi di rinunce e ansia di vedere i soldi finire mi avevano demotivato e ingrigito il morale. Ora sono nuovamente in Italia, non ho lavoro ma almeno non ho spese essendo a casa dei miei familiari, e sto programmando di espatriare di nuovo verso la Germania o l’Inghilterra dove gli stipendi sono più alti. A Tenerife molte persone guadagnano poco e con gli affitti cari che sono diventati non è facile. Per la casa spendevo 300 di affitto più 30-35 di luce e acqua. Il mio amico ha avuto più fortuna di me, guadagna 1200 euro circa con le mance e ha lavoro stabile tutto l’anno, ma anche lui lavora molte ore e quando esce è stanco e deve alzarsi abbastanza presto e non si gode molto l’isola. Io ho preferito terminare questa avventura che comunque reputo positiva.

Cosa mi piaceva e cosa non mi piaceva

Dell’isola amavo indubbiamente il clima, uscire a mezze maniche a dicembre quando in Italia si muore dal freddo è qualcosa davvero particolare, l’estate sembra non finire mai. Amavo il fatto che ci sono i cannabis social club legali, amavo la natura anche se non ho avuto modo di godermela come avrei voluto e non sono riuscito a andare sul parapendio come avrei voluto fare. Cosa non mi piaceva? Il fatto che la reputazione degli italiani è ai minimi termini grazie ai truffatori ma anche ai molti pezzi di m***a benpensanti che non fanno altro tutto il giorno che gettare fango sui loro connazionali. “Stai attento agli italiani” dicono questi italiani che contribuiscono alla diffidenza come se si fosse tutti criminali. Ma questa gente cosa fa in concreto per risollevare la reputazione italiana? Nulla solo sparge m***a e aumenta la cattiva reputazione. L’isola è un gran posto, se uno ha la fortuna di avere soldi da investire, di avere delle rendite o un buon lavoro è un paradiso.

Gabriele per Diario di Tenerife