Crea sito

Emigranti italiani: sono più dei nuovi arrivi!

Il numero degli emigranti italiani, da alcuni anni supera quello degli immigrati che si trasferiscono in Italia. Ed i politici tacciono…

Ormai gli italiani sono tornati ad essere un popolo di migranti. E’ ufficiale, sono i numeri a rivelarlo. Dopo le bastonate inferte da Mario Monti agli italiani, c’è stato un vero e proprio boom di espatriati, che non accenna a fermarsi. Ed in molti vorrebbero andarsene, ma per vari motivi ancora non hanno deciso di farlo veramente. E’ una scelta che richiede anche un certo coraggio, anche se ormai la situazione e le prospettive sono tali che forse ci vuole più coraggio a rimanere in Italia. Dove c’è poco lavoro, mal pagato, l’abitazione è un lusso – visto che gli affitti in alcune città corrispondono ad uno stipendio medio – mentre i lavoratori autonomi sono massacrati da un fisco iniquo e devastante. Un vero e proprio “socio occulto” che si mangia più della metà del tuo lavoro, del tuo tempo, della tua vita.

Gli emigranti italiani hanno superato gli arrivi in Italia

Escludendo dal conteggio i clandestini che ormai quotidianamente sbarcano in Italia, che giuridicamente sono considerati “richiedenti asilo”, e non migranti residenti, il 2015 sarà il terzo anno consecutivo in cui il numero degli italiani emigrati all’estero è superiore di quello degli stranieri, di qualsiasi nazionalità (UE e non) che decidono di stabilirsi nell’ ormai ex belpaese.

L’Italia da anni importa migranti disperati disposti ad affrontare il mare con i barconi pur di cercare condizioni di vita migliori in Europa (spesso l’Italia è solo un paese di transito verso altri lidi, ma una minoranza si stabiliscono in Italia, perché hanno parenti o amici disposti ad aiutarli, o per altri motivi) ed esporta all’estero molti giovani laureati, privati di un futuro e di qualsivoglia prospettiva nella terra natia, che provano a cercare fortuna all’estero. Ma tra i migranti italiani ci sono anche giovani che si trasferiscono per fare un’avventura all’estero e cercare lavoro, e pensionati che decidono di godersi il meritato assegno INPS in luoghi dove il potere d’acquisto della pensione è più alto. Dove possono condurre una vita dignitosa, senza contare gli spiccioli e senza dover rinunciare a cure o altri beni di prima necessità.

Se i politici continuano a parlare di “ripresa”…

I politici ed i teatrini televisivi continuano a parlare di “ripresa”, di “uscita dalla crisi”, ma qua non siamo dinnanzi ad una crisi passeggera, ma ad un impoverimento globale di una intera nazione, ordito a tavolino. Le grandi aziende delocalizzano e licenziano i lavoratori. Le piccole imprese chiudono perché non reggono la concorrenza di quelle che hanno delocalizzato. I negozianti chiudono perché la grande distribuzione domina il mercato. Le entrate tributarie e fiscali diminuiscono mentre il debito pubblico aumenta. Ci può essere salvezza in un contesto così? Ci può essere uscita dalla crisi?

Siamo al “si salvi chi può”, siamo alla competizione nazionale per 3 posti da vigile urbano in un paesino sperduto del nord Italia. In 10.000 per un concorso da bidello, se giocate un terno al lotto avete un numero di probabilità più elevato di vincere.

Molti dicono “io non me ne vado, resto e combatto”… combatto cosa? Combatto chi? Il teatrino destra-sinistra? Combatti condividendo su Facebook articoli e link? Certo informare la gente è positivo, ma se da ciò crediamo possano cambiare le cose nell’immediato, state freschi…

“Dobbiamo fare qualcosa” dicono tutti. Io l’ho fatto. Ho fatto l’unica cosa che potevo fare, nel mio piccolo. Me ne sono andato. Se ho fatto o meno la scelta giusta, sarà il tempo a dirlo…

Inizia questa avventura.

Inizia questo diario…  DiariodiTenerife