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Tenerife mi ha ridato la dignità ed il futuro che l’Italia mi negava

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Testimonianze expat: riceviamo ed in forma anonima pubblichiamo la testimonianza di un giovane connazionale che da 3 anni vive nel nord di Tenerife: “mi ha ridato la dignità ed il futuro che l’Italia mi negava“. Se vivete all’estero e desiderate raccontare la Vostra esperienza, spediteci il Vostro racconto e lo pubblicheremo, affinché possa essere di ispirazione a coloro che intendono espatriare.

L’intervista è ispirata alle seguenti domande, a cui ha risposto liberamente.

Da quanto tempo vivi a Tenerife? Come ti ci trovi? Come hai deciso di trasferirti? Perche proprio Tenerife? Che lavoro fai? Che lavori hai fatto a Tenerife? Come è stato ambientarsi? Sei soddisfatto? Cosa ti manca dell’Italia? Credi di rimanere qui per sempre o tornerai in patria?

Vivo a Tenerife da 3 anni a ottobre e anche se anche qua non è che sia tutto rose e fiori e tutto facile come forse qualcuno pensa a giudicare dall’Italia io posso dire che mi trovo molto bene e spero di fare qui la mia vita, che ha preso una piega per rimanere. Io sono pugliese e quando avevo 22 anni (oggi ne ho 31) mi sono trasferito a Roma per lavoro, e ci sono stato fino a 3 anni fa che sono venuto qua, lavorando nel campo dell’edilizia. Avevo un buon lavoro a Roma e ero assicurato e tutto, regole della sicurezza rispettate sul cantiere e tutto bene fino a quando che non hanno licenziato tutti e lasciato a casa. Guadagnavo 1800 euro e con lo straordinario a volte 2000 ma in 6 anni a Roma ho sempre vissuto con altri coinquilini perché lavoravo nelle zone centriche e se non vai fuori le case sono un lusso, quindi per evitare di fare avanti e indietro da fuori ho sempre preso stanze in appartamenti condivisi con altre persone, studenti, lavoratori, italiani, rumeni, situazioni di tutti i tipi, senza avere mai una casa. A Rebibbia in Via Casal dei Pazzi pagavo 400 euro al mese, poi ho vissuto in Via Tiburtina 450 euro al mese e zona Monti Tiburtini 450 euro al mese. A Monti tiburtini convivevo con un giovane medico che lavorava in ospedale turni su turni e nemmeno lui si riusciva a prendere casa da solo. Quando una persona che lavora non può avere nemmeno casa in affitto c’è qualcosa che è profondamente marcio che non va. Ma in Italia è visto come normale questo e anche fare mutui che si lavora una vita per pagare e che prendono uno stipendio ad una famiglia. Quando persi il lavoro provai a cercare per alcuni mesi ma non trovavo niente eppure ho discreta esperenza nel settore edilizio e ho patente c ma niente. Dopo alcuni mesi volevo trasferirmi a nord dove avevo delle prospettive maggiori, anche avendo miei conoscenti a Padova, ma poi un altro amico mi disse di andare da lui a Tenerife per lavorare con lui, entrare in una società di un locale e altre disavventure che non voglio stare qua a raccontare, ho perso tre mesi e 10.000-12.000 euro dei miei risparmi, liquidazione, ecc. e avevo passato chiuso in un locale il tempo che ero stato a Tenerife, al sud. Finita la disavventura con perdita di denari che per me erano e sono una somma molto importante che vale 1 anno di lavoro quasi ero molto depresso, cupo e non sapevo che fare e sarei dovuto tornarmene in Puglia che avevo lasciato la stanza di Roma da un pezzo. Alleggerito di quasi metà risparmi della mia vita, demotivato e depresso non sono voluto tornare a casa a farmi compatire, e avendo ancora 2 mesi di contratto di affitto a 250 euro in Costa del Silencio per un piccolo monolocale in residence con piscina, mi sono preso il tempo di decidere il da farsi senza scelte emozionali. Un mese dopo quasi per caso ho trovato quello che ancora è il mio lavoro. Ho letto un annuncio su un sito internet di annunci dove mettevo le mie referenze sull’edilizia che cercavano un panettiere a Santa Cruz, la capitale nord dell’isola che tutti dicevano fosse un luogo piovoso e freddo (cavolate) ho scritto un messaggio senza crederci io stesso perché avevo avuto solo poca esperienza in quel campo e non pensavo che mi chiamassero e invece fu cosi e dopo un colloquio iniziai questo nuovo lavoro. Il brutto è che lavori di notte ma dopo ti abitui e riesci a organizzare le giornate comunque bene sopratutto se non sei uno che vuole dormire 10 ore. Trovare questo lavoro fu la svolta, perché dopo 1 mese e poco più di pesante andivieni nord sud lasciai la casa e mi trasferii a Santa Cruz, 300 euro per una casa di 2 camere da letto in condominio. In questi anni mi sono diciamo canarizzato, ho socializzato abbastanza e ho amici più locali che italiani, sono fidanzato e convivo e stiamo pensando di comprarci la casa perché il mutuo ventennale qui costa quanto o meno dell’affitto, e attualmente stiamo pagando 350, cifra che paga anche una persona sola. Sono cose piccole e niente di grande ma quando parlo con coetanei miei rimasti giù che passano la giornata alla tv, sui social e hanno perso anche la speranza di trovare un lavoro, farsi una famiglia normale capisco che ormai c’è da essere fortunati a poterlo fare, a Dio piacendo.

Cosa mi manca dell’Italia? I miei parenti che quando vivevo a Roma non vedevo più di quanto vedo adesso e una altra manciata di amici. Di certo non mi manca altro a parte i supplì alla romana che qua non usano, per il resto anche il cibo italiano e ristoranti italiani c’è tutto. Tornare in Italia non credo poi mai dire mai ma ormai la mia vita è qua e ho trovato quell’equilibrio e quella serenità che in Italia non avevo avuto, in Italia lavori e non puoi nemmeno avere una casa tua è una cosa orribile essere costretti a convivere con coinquilini nonostante tu lavori, e trovarsi inevitabilmente alle prese con quello che fa rumore, quello che grida al telefono anche la sera, l’altro che alle 3 di notte rientra con amici e si mette a fare gli spaghetti e ti sveglia quando alle 7 devi essere sul cantiere per una giornata pesante di lavoro. In Italia quelli come me non gli danno nemmeno la dignità di persone perché se non hai una casa non hai una dignità. Anche se sono arrivato a Tenerife con un pessimo investimento e fidandomi di una pessima persona se quello era il modo per conoscere e arrivare su quest’isola penso che sia valsa la pena lo stesso anche perdere quei soldi, ma grazie a quella perdita ho ritrovato molto di più.

 

Diario di Tenerife