Troppi italiani e troppo mal visti, me ne vado a Malta!

Ciao Diario di Tenerife seguo da un bel po questo blog e devo dire che ho trovato molti spunti utili. Sono a Tenerife da quasi un mese e anche se ero venuto per stabilirmi tra meno di 2 settimane tornerò in Italia e credo che andrò a Malta.

Lavoro su internet come supporto clienti per un portale ma non sono dipendente e vengo pagato con la partita iva. Lavorando da casa e quindi potendo lavorare ovunque cercavo un luogo dove le tasse fossero abbordabili ed il costo della vita inferiore e credevo che Tenerife facesse al caso mio. Ma anche se l’isola è bellissima e la temperatura eccezionale ho deciso di non stabilirmi.

Arrivato sull’isola in hotel mi sono messo a cercare una casa in affitto e ho fatto il Nie. Ho trovato dei prezzi degli affitti molto gonfiati rispetto a solo qualche mese fa, perché dicono che ci sono poche case e molte richieste. Sopratutto gli italiani tendono a trovare degli affitti molto cari infatti credo sia meglio andare dai locali ed evitarli. Sono stato avvicinato da diversi personaggi che offrono auto a noleggio a nero e altri servizi ma li ho tenuti alla larga.

Quando avevo trovato una casa che poteva essere abbordabile nella cittadina di Guaza a 400 euro al mese la immobiliare mi ha chiesto la busta paga o una dichiarazione dei redditi. Ho spiegato la mia situazione cioè che stavo trasferendomi e che avevo già una occupazione e tutto il resto ma la signora non ha accettato documentazioni italiane e mi ha proposto di prendere la casa pagando 2 mesi di anticipo e 6 mesi di affitto anticipato e infine la commissione di agenzia di 200 euro. Dovevo tirare fuori per entrare 8 mesi e mezzo di affitti in totale e sinceramente questa somma mi scomoda. Senza nomina e senza la renta non è facile trovare casa e ho una forte impressione che ci sia grande diffidenza per noi italiani. Pare che ce ne siano molti che non pagano l’affitto oltretutto.

Sono stato avvicinato da diversi italiani che ti attaccano bottone per chiederti se vuoi comprare marijuana o altre cose, se vuoi entrare nei club dell’erba libera, auto in affitto a nero e di tutto un po’. Ho l’impressione che a Tenerife ci sia un discreto numero di italiani che vivono di espedienti e che contribuiscono a questo clima di diffidenza nei confronti dell’italiano. La prima cosa che ti viene detta da tanti italiani stessi è di diffidare dei connazionali. C’è un clima (e non mi riferisco al clima ambientale ma a quello umano) che non mi è piaciuto, anche per i davvero tanti italiani che si sono trasferiti a Tenerife. Ora che sono sull’isola approfitterò per vederla e girarla, per godermi il carnevale e quando arriva la data del volo di ritorno tornerò in Italia e mi organizzerò per visitare Malta e magari stabilirmici se la situazione mi piace.

V.T.

 

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