Expat, attenzione alle truffe: ecco le ultime segnalazioni ricevute

La classica truffa del posto di lavoro

Torniamo a parlare di truffe dopo che nel giro di tre giorni ci sono stati segnalati due nuovi casi. Il primo riguarda una ragazza che dall’Italia ha inviato 230 euro per disbrigare pratiche relative ad una ipotetica assunzione. Oltre alla somma estorta, la ragazza ha perso anche i soldi del biglietto aereo che aveva già fatto – altri 150 euro buttati – salvo poi vedere sparire nel nulla i suoi interlocutori.

L’immancabile truffa sull’affitto vacanze

La seconda truffa invece riguarda l’affitto di un appartamento per le vacanze. 300 euro corrisposte come acconto per affittare una casa due settimane a Los Cristianos a 600 euro. Un vero affare il prezzo, peccato che una volta effettuato il pagamento (tra l’altro richiesto come versamento su una carta prepagata italiana) il falso agente immobiliare abbia smesso di rispondere al telefono.

Inutile sottolineare che entrambe le truffe sopra citate sono state commesse da italiani a danno di altri italiani. Noi sul Diario di Tenerife abbiamo a più riprese affrontato la questione, dispensando consigli per evitare di cadere nella rete di questi ladri di polli. Ma evidentemente tutto questo non basta. In troppi si affidano a sconosciuti incautamente e senza le necessarie garanzie.

Informazioni semplici vendute a caro prezzo

Ci segnalano inoltre professionisti che richiedono il pagamento di somme anche vicine ai 100 euro per presunte consulenze dove vengono spiegate cose elementari, che si possono apprendere in rete oppure chiedendo informazioni sui gruppi Facebook. Ovviamente chi decide di trasferirsi all’estero si preoccupa di compiere tutti gli adempimenti necessari, e facendo leva sulla paura di sbagliare c’è chi specula su informazioni talmente basilari che qualsiasi professionista serio – ma anche i connazionali che hanno già compiuto gli stessi passi – forniscono gratis.

Per fortuna oltre ai tanti “sgaboloni” ci sono anche persone per bene, che aiutano per spirito di solidarietà – come cerchiamo di fare anche con Diario di Tenerife – e non per lucrare su chi, trasferendosi all’estero senza conoscere il posto, si trova in una condizione di maggiore vulnerabilità.

Trasferirsi è facile e non c’è bisogno di ‘pseudoconsulenze’

Trasferirsi alle Canarie, ma anche in Spagna, essendo all’interno dell’Unione Europa è facile e non richiede particolari procedure. Una volta sbarcati sull’isola dovete recarvi agli uffici della Policia Nacional per conseguire il NIE (Numero de Identificacion de Extranjero) che è qualcosa di assimilabile al nostro codice fiscale, e quando avrete trovato casa dovete recarvi agli uffici dell’Ayuntamiento (il Comune) per fare l’empadronamiento (la residenza). Non è necessario fare altro. Sia il NIE che l’empadronamiento potete farli da soli, senza “professionisti” e richiedono poche ore il primo e pochi minuti il secondo.

Sedicenti professionisti che per arrivare a fine mese spacciano informazioni basilari per consulenze a peso d’oro evidentemente hanno poco lavoro e per campare sono costretti a lucrare sulle spalle degli expat in cerca di “appoggi e sicurezze”. Anche per avere informazioni sulla fiscalità e sull’apertura di una azienda o di una “alta de autonomo” (la partita Iva) gli studi seri forniscono informazioni gratuitamente, come avviene in Italia del resto.

DIFFIDATE di chi chiede laute somme per queste informazioni!

Diario di Tenerife 

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