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Sudafrica: Safari in autonomia nel Kruger National Park in Sudafrica

“Quando la realtà diventa più bella del sogno

Quando ti senti a casa pur essendo lontano migliaia di km

Quando il numero dei voli (14) è il doppio dei kg (7) trasportabili in valigia….

allora sai CHE E’ IL VIAGGIO GIUSTO PER TE !”

 

La passione per l’Africa, la voglia di contagiarsi del “mal d’Africa” di cui tutti parlano, di cui tutti hanno sentito parlare ma che pochi hanno potuto realmente provare, il desiderio più ardente di raggiungere l’armonia con la natura più bella e incontaminata del pianeta e di realizzare l’esperienza di un viaggio prima di tutto alla scoperta di noi stessi….tutto questo ci ha spinto ad affrontare un viaggio di due settimane alla scoperta del Sudafrica, dello Zambia e dello Zimbabwe.

9 – 10  AGOSTO 2016  JOHANNESBURG

La prima tappa del nostro viaggione ha previsto il volo intercontinentale Egyptair da Roma Fiumicino a Johannesburg con scalo serale di poche ore a Il Cairo.

Per arrivare a Johannesburg si impiegano circa 7 ore di volo dalla capitale egiziana.
Noi arriviamo al TAMBO INTERNATIONAL AIRPORT di Johannesburg al mattino presto e ben presto capiamo che dopo le fatiche del volo dovremo fare un’altra ora di attesa per la coda al controllo passaporti. Una volta superato il controllo ci rechiamo alla prima agenzia di cambio e decidiamo per il momento di cambiare 200 euro in RAND sudafricani. Al cambio in aeroporto ci perdiamo qualcosa ma ci ritroviamo in mano circa 3000 Rand, quindi col cambio di 1 a 15 circa. Ora dovremo iniziare a familiarizzare subito con questa nuova moneta e l’occasione non manca di certo perché il volo successivo con destinazione KRUGER MPUMALANGA INTERNATIONAL AIRPORT è nel tardo pomeriggio, quindi sfruttiamo sin da subito il notevole tempo a disposizione per girare il più possibile l’aeroporto, iniziamo con i negozietti di souvenir e  ben presto ci accorgiamo che in Sudafrica nessuno ti regala niente. All’interno dei due terminal del Tambo non mancano di certo fast food, ristoranti, bar, minimarket dove potersi rifocillare con prodotti di ottima qualità e a buon mercato, unica nota stonata il caffè, l’espresso italiano è solo un lontano parente. Una nota invece strapositiva va per la pulizia e l’igiene complessivo dei bagni dell’aeroporto, un addetto è sempre presente e anche molto disponibile. Disponibilità e gioia di vivere un po’ le caratteristiche della popolazione sudafricana, sempre pronta a regalarti un sorriso e a chiederti un sincero “come va?”.

Dopo aver passato tanto tempo in modalità perdita di tempo arriva finalmente il volo successivo per Nelspruit, la sede del Kruger International Airport. 20160810_164524

Ad attenderci un piccolo volo della compagnia Southafrican Airways. Il volo da Johannesburg a Nelspruit è davvero una passeggiata a confronto del precedente volo internazionale, infatti ci impieghiamo circa 45 minuti. L’aeroporto del Kruger è davvero essenziale, con uno stile etnico, piccolo ma al tempo stesso completo di tutto, sicuramente la prima sensazione che si ha una volta atterrati è davvero positiva.

Appena mettiamo piede a terra ci incamminiamo verso l’ufficio della compagnia di autonoleggio presso cui avevamo riservato con largo anticipo una VW Tiguan dotata di cambio automatico e navigatore satellitare. In poco tempo devo imparare quindi a usare il nuovo cambio (novità assoluta per me) e devo resettare il cervello sulla nuova guida a sinistra del Sudafrica. Ci metto un po’ con tutta onestà, infatti il problema è anche che l’orario, le 18.40 circa, già troppo buio per quelle strade poco illuminate e piene di rotonde e di nuove precedenze.

11 AGOSTO

Dopo aver trascorso la prima notte in un lodge20160814_080311 a pochi minuti dall’aeroporto e precisamente in localitá White River partiamo l’indomani, ben prima che sorga l’alba, alla volta di Paul Kruger gate, uno degli ingressi principali e piú vicini per noi del Kruger National Park. Da White River al gate d’ingresso la strada é buona ma assente di illuminazione, quindi con massima prudenza percorriamo la strada che prima ci porta verso Hazyview, e qui rimaniamo sorpresi dall’incredibile numero di persone che si possono incontrare a bordo strada, impegnate a macinare a piedi chissá quanti km per raggiungere chi il luogo di lavoro, chi la scuola, chi semplicemente impegnato ad allestire la propria bancarella di frutta o di souvenir sperando in qualche buon affare. Ci mettiamo circa 1h 30′ ad arrivare al gate Paul Kruger.

Il Kruger è aperto tutto l’anno ma avvistare gli animali è più facile in inverno, da Giugno ad Agosto quando il parco è più secco, per quanto riguarda il rischio Malaria è consigliato prendere precauzioni particolarmente nel periodo estivo (da Ottobre a Marzo), noi non abbiamo fatto nessuna profilassi nel periodo trascorso nel parco.DSC_0011 (2)

Appena arriviamo, sono circa le 7 del mattino, ci affacciamo al punto informazioni/biglietteria dove paghiamo l’ingresso per il parco, circa 17 euro al giorno

Ora si apre la sbarra del gate d’ingresso e può incominciare così il nostro self drive safari, un Safari in perfetta autonomia alla guida della nostra VW Tiguan attraverso le strade del Kruger National Park.

All’interno del parco c’è una strada principale ben asfaltata che permette di raggiungere tutti i punti d’interesse ma che non è possibile percorrere a più di 50 km/h DSC_0020 (2)

quindi bisogna calcolare bene i tempi di percorrenza del proprio itinerario, il Kruger ha un’estensione pari alla Lombardia, frequentemente visitatori provano a coprire un tratto di strada troppo grande. La guida lenta e i numerosi stop fotografici fanno perdere parecchio tempo quindi evitare di coprire distanze troppo grandi.

 

La mattina presto e il tardo pomeriggio sono solitamente i momenti migliori per avvistare gli animali, più facile nei pressi delle pozze d’acqua. Fondamentale una reflex, lo zoom fotografico si usa tantissimo, quasi sempre, il telefonino va bene per i video o per qualche foto con minore distanza da coprire. Consigliati medicinali, soprattutto antistaminici e creme cortisoniche topiche per punture di insetti.

Regola principale….tenere ben chiusi i finestrini dell’auto e mettere la sicura!

Il Kruger offre un’ampia varietà di alloggi, differenti non solo in grandezza, ma in servizi e in prezzi. Per prenotare una struttura all’interno dei RestCamp si può utilizzare il sito internet SANParks e pagare direttamente online scegliendo la struttura più adatta alle proprie esigenze e all’itinerario pianificato.

C’è anche una gran varietà di servizi offerti dai differenti Gates e Camps, dai servizi igienici ai bar ai ristoranti, ai negozi di souvenir, ai minimarket, ai distributori di benzina

I gates sono i soli punti di entrata/uscita dal Kruger. Quando si entra nel parco attraverso un gate viene dato un permesso che si deve mostrare ogni volta che si cambia accomodation e quando si lascia il Kruger.

I Restcamps principali hanno la maggioranza delle unità alloggio e sono il fulcro delle attività umane nel Kruger. Questi hanno receptions, negozi, stazione di rifornimento carburante, ristoranti e caffetterie.

Appena superato il gate inizia il nostro vero Safari, ci imbattiamo subito in un gruppo di gazzelle a bordo strada impegnate a mangiare, fermiamo l’auto e attiviamo subito la nostra reflex per immortalare il momento, scattiamo un numero spropositato di foto, zoom, primi piani ecc..e ripartiamo.DSC_0046 (2)

Ben presto ci rendiamo conto che le gazzelle sono gli animali piú facili da incontrare nel Kruger. Continuiamo il nostro Safari percorrendo la strada principale in direzione Satara, le indicazioni stradali non mancano DSC_0448 (2)

ad un tratto scorgiamo in lontananza tra gli alberi più verdi, un gruppo di elefanti, l’emozione cresce piano piano col procedere dei km. Procedendo per alcuni km non vediamo animali, non capiamo se guardare a destra o a sinistra della strada, poi improvvisamente una pozza d’acqua e allora accostiamo per capire se ci possano essere animali nelle vicinanze e con nostra meraviglia scorgiamo degli ippopotami parzialmente immersi in acqua, rimaniamo piacevolmente colpiti dal verso inconfondibile di questi enormi animali…rimaniamo per alcuni minuti ad ascoltarli, i colori della pozza d’acqua sono incantevoli e questo rende il tutto ancora piú spettacolare. 2016-08-12 20.31.07

La temperatura inizia rapidamente a salire. Eravamo partiti alla volta del Kruger intorno alle 5 con 2 o 3 gradi sopra lo zero e dopo poche ore vediamo il termometro dell’auto salire rapidamente fino a 25, 28, 32 gradi con nostra incredulitá. Per fortuna ci siamo vestiti a strati e abbiamo con noi una buona scorta di acqua per affrontare il caldo che inizia a farsi sentire, iniziamo però ad avvertire una certa fame, per fortuna manca poco per la sosta al campo di Satara che rapidamente raggiungiamo. L’accesso ai campi è libero, le soste sono davvero fondamentali per fare rifornimento di carburante, per fare scorta di acqua o cibo o più semplicemente per una pausa alla toilet. La nostra pausa dura poco, il tempo di comprare un po’ di frutta da utilizzare come snack durante il viaggio.

La nostra tappa successiva è Letaba, distante 70 km da Satara e circa 2h e 30 considerando la bassa velocità consentita all’interno del Kruger. La vegetazione che osserviamo cambia spesso, in alcune zone diventa secca e arida, in altre più rigogliosa, il tutto improvvisamente. Di animali ne iniziamo ad avvistare davvero tanti….DSC_0012 DSC_0698 (2) DSC_0785 (2) DSC_0982 (2)

…zebre, facoceri, licaoni, iene, ippopotami, gnu, bufali, gazzelle, scimmie, babbuini, struzzi e addirittura siamo fortunati in questo primo giorno, notiamo un gruppo di auto ferme con i passeggeri impegnati a zoommare i propri obiettivi fotografici al massimo, probabilmente hanno visto qualcosa di grosso, e in effetti distanti un centinaio di metri dalla strada e in fase di riposo scorgiamo all’ombra di un albero un leone e due leonesse.

Ad alcune decine di metri da questi una gazzella impaurita attende le loro mosse sperando di non rientrare nel loro menù per la cena ma per sua fortuna i grossi felini sono sazi o non hanno voglia di affaticarsi troppo in un inseguimento. Riprendiamo il nostro safari e man mano che ci avviciniamo alla nostra tappa di giornata, Letaba gli avvistamenti diventano più grossi, infatti abbiamo la fortuna di assistere all’attraversamento della strada davanti alla nostra auto di un’intera famiglia di elefanti  e rimaniamo sorpresi dalla loro tranquillità nonostante la presenza a volte sicuramente fastidiosa di un numero eccessivo di auto.

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L’ultimo avvistamento del giorno prima di arrivare al campo di Letaba è dedicato ad un gruppo di giraffe, finalmente riusciamo ad apprezzarle in tutta la loro altezza e grazia da molto vicino.

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Come primo giorno non ci possiamo proprio lamentare, abbiamo praticamente visto tutti gli animali che volevamo vedere eccetto il leopardo e il rinoceronte. Arriviamo al Letaba Rest Camp alle 17.30 circa con un’oretta di anticipo rispetto al tempo limite d’ingresso nel campo, dopo aver fatto tappa alla reception per il check in ci indirizziamo al nostro splendido bungalow, dotato di parcheggio auto all’esterno e all’interno di un letto comodo, doppia coperta per la fredda notte che ci aspetta, bagno privato con doccia, frigo, freezer e un utilissimo bollitore.DSC_0804 (2) Nel campo di Letaba come in quello di Satara c’è una buonissima ricezione per i cellulari ma è quasi impossibile accedere al wi-fi, praticamente presente solo in alcuni minimarket e difficilmente utilizzabile. All’interno del campo non manca il ristorante con caffetteria e noi ne approfittiamo per gustare una cena a base di uova, pollo, cheddar, bacon, salsa allo yogurt e insalata con pomodori. Terminata la cena ritorniamo al bungalow e ci prepariamo alla prima notte all’interno del Kruger. La notte la temperatura scende parecchio in Agosto e c’e’ bisogno di una coperta supplementare per superare indenni lo sbalzo termico, noi ne aggiungiamo addirittura un paio, in dotazione all’interno del bungalow.DSC_0829 (2) DSC_0834 (2)

12 AGOSTO
La sveglia è impostata alle 5 ma in realtà non ce ne sarebbe bisogno perché a svegliarci ci pensa la natura, in particolare ci svegliano i versi dei babbuini o di animali di non facile individuazione per la nostra poca esperienza. Neanche il tempo di vestirci e di caricare nuovamente le valigie in macchina che inizia a sorgere l’alba di un nuovo giorno e rimaniamo incantati dagli splendidi colori che solo il sole che cresce può regalare.alba tinta forte

Non possiamo non fare un numero indecente di foto all’alba africana prima di ripartire e di riprendere il nostro viaggio alla rotta di Olifants.

Il tratto di strada che divide Letaba da Olifants è di circa 30 km, quindi un percorso piuttosto breve e agevole per il nostro secondo giorno all’interno del Kruger National Park, proprio per questo abbiamo molto tempo in più da dedicare al nostro safari, alle nostre foto e alla ricerca di nuovi animali. Il percorso che ci aspetta è davvero bello perché siamo a ridosso del fiume Olifants, anche se non alla massima portata d’acqua, anzi abbastanza in secca rispetto ai mesi di maggiore pioggia e proprio per questo ancora più affascinante perché rende più semplice la vista degli animali che si avvicinano per abbeverarsi. Infatti basta poco per riuscire ad avvistare ippopotami, giraffe, elefanti, gnu sulle rive del fiume o tra gli scogli risparmiati dalle acque.

Dopo qualche ora di guida raggiungiamo il campo di Olifants e ne approfittiamo per sorseggiare un  discreto caffè espresso con una splendida vista sul fiume e sul paesaggio circostante. 20160812_085702 Olifants river camp come tutti i campi principali ha un negozio di souvenir, con bancomat e minimarket e noi ne approfittiamo per fare qualche acquisto, una buona barretta energetica al cioccolato e nocciole, un po’ di calamite da frigo, un po’ di frutta e ovviamente acqua, tanta acqua. Restiamo incantati da quanta bella roba ci sia nel negozio di souvenir ma i prezzi sono piuttosto elevati e di conseguenza le possibilità di acquistare qualcosa, limitate.

Riprendiamo il tragitto e questa volta verso Orpen per raggiungere il vicinissimo campo tendato Tamboti in cui passeremo la seconda e ultima notte all’interno del Kruger. La distanza da Olifants ad Orpen è di circa 102 km e prevede più o meno 4 ore di auto, dobbiamo riprendere la direzione Satara e poi deviare appunto per Orpen. Seguiamo sempre la strada principale asfaltata per evitare di affrontare tratti in sterrato e siamo premiati da tanti avvistamenti, nel tratto più vicino ad Olifants c’è una presenza importante di elefanti, giraffe e babbuini, man mano che ci si avvicina a Satara invece é più facile incontrare zebre, struzzi, facoceri  e un numero notevole di uccelli di specie diverse. Il campo tendato di Tamboti è a soli due km da Orpen ma bisogna passare prima dalla reception di quest’ultimo camp per effettuare il check in che consiste nell’assegnazione della tenda.

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Il campo tendato di Tamboti non dispone dei servizi dei campi principali come bar, ristoranti o minimarket ma ha degli ottimi bagni e docce che poco hanno a che fare con i bagni dei nostri campeggi in quanto estremamente puliti e dotati dei principali comforts.

20160812_182452 Nei pressi della zona bagni/docce c’è anche una zona cucina con lavabo e piastre elettriche che permette a chi ha voglia di preparare piatti caldi e in più un sistema di bollitori di acqua automatici che erogano direttamente acqua bollente. Nel Tamboti tented camp ci sono 40 tende, alcune dotate di servizi per disabili.

20160812_173024     Le tende sono eccellenti, rigide, resistenti alla pioggia più insistente, dispongono nella zona antistante di un ampio posto auto, di un patio rialzato in legno massiccio con balconcino, frigo e freezer, di un paio di letti singoli e un buon impianto elettrico con diverse prese per ricaricare qualsiasi apparecchio elettrico, illuminazione interna ed esterna, inoltre per gli amanti delle grigliate c’e’ anche un barbeque esterno. Unico problema è la notte per via della fortissima escursione termica, nella tenda ci sono un paio di coperte supplementari ma è importante coprirsi bene a prescindere.

13 AGOSTO

Passiamo una notte fredda ma tranquilla ma sappiamo che non dormiremo più di tanto infatti molto prima dell’alba, verso le 4 del mattino la natura ci fa da sveglia, soliti richiami e versi di animali. Difficile non sentirli ma in fondo il bello di dormire all’interno del Kruger é anche questo.

Richiudiamo le valigie, abbandoniamo il campo Tamboti e riprendiamo la strada per Orpen dove facciamo una sosta rifornimento carburante prima di uscire definitivamente da Orpen Gate. Il nostro Safari volge al termine, avremmo fatto volentieri qualche altro giorno nel Kruger per godere a pieno dei meravigliosi scenari che riesce ad offrire e per avvistare più da vicino i leoni e i tanto ambiti Leopardi ma i giorni sono pochi per tutte le cose che abbiamo ancora in mente di fare e di vedere. La successiva tappa è il Blyde River Canyon