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Brasile: Missione Amazzonia

Eccoci arrivati alla parte più impegnativa del nostro viaggio…,l’Amazzonia!
Dopo due giorni in cui ci siamo rifatti gli occhi con le splendide cascate di Foz do Iguacú ci aspetta un volo per Manaus, capitale dell’Amazzonia e punto centrale per affrontare uno dei moltissimi tour offerti dalle agenzie di viaggio locali.
Arrivati all’aeroporto di Manaus, ad attenderci troviamo una delle guide di un tour che avevamo prenotato con largo anticipo via internet. Il nostro tour operator locale ha preteso il pagamento in anticipo lì in aeroporto però poi ci ha condotto nell’ostello in cui avevamo la prenotazione per la nostra prima notte a Manaus.
Il tour che abbiamo scelto, della durata di due giorni e una notte l’abbiamo prenotato con Amazon Backpackers, la cui sede è nel cuore di Manaus a due passi dal famoso Teatro Municipale e dal caratteristico mercato locale, luoghi che vi consiglio di visitare se avete almeno mezza giornata a disposizione prima del tour.

La cittá offre l’opportunità di acquistare alcuni souvenir come magliette o calamite a prezzi veramente vantaggiosi, ad es una maglietta la si trova a circa 3 euro e una calamita a circa un euro. Ci sono innumerevoli negozi che attraversano Manaus e che conducono al mercato locale che si trova nei pressi del Porto fluviale della città. Il porto fluviale è sicuramente il cuore economico della città perché è il punto di partenza dei tour, perché è il fulcro del trasporto locale di merci, di banane in particolare. Le cose che mi hanno colpito maggiormente sono state le imbarcazioni a più piani con amache a bordo utilizzate come posto letto per i passeggeri e la presenza di tonnellate di caschi di banane di ogni tipo e colore nel mercato di banane del porto. Assolutamente unico!

Il nostro tour inizia di buon mattino, fuori dall’ostello troviamo ad aspettarci un membro dello staff di Amazon Backpackers che ci accompagna in agenzia ed é qui che conosciamo la nostra guida Alf, un simpaticissimo ragazzo sulla trentina, originario del posto e con un bagaglio di esperienza davvero unico.
Dopo aver conosciuto Alf partiamo…prima tappa il porto fluviale di Manaus dove ad attenderci
troviamo un’imbarcazione veloce che ci porterà  sull’altra sponda del fiume, non prima però di aver
osservato con i nostri occhi l’incontro delle acque, ovvero il punto in cui si incontrano due fiumi, il Rio Solimoes ( Rio delle Amazzoni) ed il Rio negro, caratterizzati da colori, densità, temperature e velocitá differenti…davvero imperdibile.

Arrivati sull’altra sponda ad attenderci troviamo un piccolo furgoncino che ci porterà nei pressi della zona in cui sosteremo per la notte. Questa parte del viaggio è davvero emozionante, perché si può iniziare ad assaporare la vera Amazzonia. Durante il tragitto in pullmino ci fermiamo diverse volte per fare carburante ma soprattutto per fare acquisti di beni di prima necessità, il nostro Alf si è occupato dell’acquisto di tutto l’occorrente necessario a sfamarci per la durata dell’intero tour.

Al termine del nostro giro in pullmino giungiamo ad un piccolo porticciolo fluviale comprensivo di punto ristoro in cui le barche diventano piccoli scafi che servono agli autoctoni per raggiungere i loro lodge disseminati lungo il fiume Rio Negro.

Caricate le valige sul piccolo scafo affrontiamo l’ultimo tratto di viaggio che ci condurrà a casa di Alf, un insieme di lodge simil palafitte su terraferma ma a due passi dal fiume e da tutto ciò che lo compone, fauna e flora compresi.

La vera Amazzonia inizia qui!

 

 

L’Amazzonia ad agosto regala temperature vicine ai 40 gradi e un tasso di umiditá sempre superiore al 90% ma per cercare di limitare al minimo le punture delle zanzare abbiamo scelto di indossare jeans e camicie (o maglie ) lunghe spruzzandoci costantemente i vari repellenti addosso. Abbiamo potuto osservare a nostre spese che i vari autan non sono efficacissimi in quei contesti, piú utile è stato invece il repellente a base di DEET, chimico ma meno tollerato dalle fastidiosissime zanzare.

Appena arrivati nel nostro lodge e sistemato i bagagli abbiamo pranzato. La moglie della nostra guida si è rivelata davvero una cuoca eccellente, tra le pietanze che ci ha servito abbiamo gustato un riso con pollo speziato eccellente, delle zuppe di pesce, dei pancake vegani  e addirittura un semifreddo al limone, frutta in abbondanza, ovviamente acqua potabile.
Dopo questo splendido pranzetto di accoglienza abbiamo potuto saggiare le nostre capacitá di canoisti salendo a bordo di una piccola e instabile canoa, non curanti di cosa potesse esserci nel fiume (caimani?  Piranha?, anaconde?). Per fortuna la canoa non è scuffiata e siamo stati in grado di
riportarla alla base senza danni.

É stato il nostro approccio con il fiume, un assaggio di quel che
avremmo visto di lì a poco con la perlustrazione della foresta acquatica, questa volta però non in canoa ma in imbarcazione veloce e ovviamente accompagnati dal nostro Alf.
Quel che si prova navigando sul Rio Negro, osservando la vegetazione rigogliosa, ammirando uccelli ipercromatici, ascoltando i suoni della natura a motore spento, specchiandosi nelle sue calme e scure acque circondate dalla natura piú impenetrabile del pianeta in cui i tronchi degli alberi portano addosso i segni delle stagioni più piovose appena trascorse quando il livello dell’acqua era molto più alto è davvero unico.

La nostra guida, con un ottimo inglese ci ha descritto e nel dettaglio spiegato cosa stessimo osservando e nei tratti in cui la vegetazione era più fitta e misteriosa ha condotto con grande abilita’ e maestria l’imbarcazione armeggiando con estrema disinvoltura la pagaia un po’ come un gondoliere  fa con il suo remo.

La gita in barca è proseguita con un tuffo nelle acque del Rio Negro nell’unico punto in cui a detta di Alf non c’era il rischio di essere preda di una delle creature non troppo amichevoli che vivono in quelle acque. Dopo aver nuotato per pochissime bracciate ed essere risaliti sulla barca ci siamo dati alla pesca dei piranha, il minaccioso e aggressivo pesce carnivoro amante a quanto pare di pollo perché come esca abbiamo utilizzato pezzetti di pollame e una canna da pesca realizzata dallo stesso Alf.

L’unico a riuscire a pescare il piranha e’ stato proprio lui ma su questo non avevamo dubbi!
Dopo aver dedicato parecchio tempo e dopo aver dato da mangiare pollo all’intera popolazione di piranha del Rio Negro abbiamo deciso di fare un po’ di spotting, prima di uccelli, poi di bradipi e infine di delfini rosa, delle creature straordinarie che e’ veramente difficile riuscire a vedere da vicino se non al tramonto, purtroppo noi li abbiamo visti da molto lontano e per pochissimi istanti.
La prima giornata si è conclusa osservando il sole al tramonto e devo ammettere che raramente ho visto un sunset così spettacolare e infine dopo cena con l’avventuroso spotting dei caimani. Quest’ultima parte ammetto che un po’ di inquietudine e preoccupazione ce l’ha messa addosso perché siamo usciti al buio e con la barca ci siamo avvicinati a delle fittissime piante acquatiche che sono presenti ovunque e che rappresentano il nascondiglio dei caimani,che di notte diventano più attivi,e quindi la paura era che all’improvviso spuntasse qualcosa da lì ma per fortuna non ci sono stati problemi. Per avvistare i caimani Alf si è munito di una torcia-faro che ha indossato sul capo e che serve per avvistare il riflesso degli occhi dei caimani nel buio generale. Evidentemente Alf deve aver visto bene quando ha puntato con la barca una zona precisa piena di piante acquatiche e all’improvviso si e’ portato rapidamente da poppa a prua e ha infilato il braccio in acqua tirando fuori con nostro stupore e incredulità un piccolo caimano delle dimensioni di 40-50 cm di colore olivastro e dopo averlo fatto calmare e “tranquillizzare” ce l’ha consegnato tra le mani per farcelo toccare, e per regalarci un’emozione indescrivibile

. Dopo una decina di minuti l’ha liberato in acqua e siamo ripartiti per il lodge per affrontare la nostra prima notte nella vera Amazzonia. La difficoltà della notte è dovuta alle zanzare, un numero spropositato di zanzare, molto attratte dalla luce e capaci di infilarsi ovunque tra i vestiti, quindi per evitare punture eccessive abbigliamento a copertura totale o quasi con calzini a coprire i pantaloni + repellente + lenzuola, tutto cio’ barricati nel lodge a temperature elevatissime. La nottata per fortuna l’abbiamo superata senza grossi problemi e il giorno seguente sveglia alle 5 per ammirare dal fiume il sorgere del sole con vista mozzafiato perché il Sole dell’Amazzonia è qualcosa di straordinario, di spettacolare, è un’esplosione di colori caldi e intensi e poi c’e’ la cornice del paesaggio che non ha eguali nel mondo se non in Africa.

Dopo il Sunrise dalla barca, rapida colazione e percorso avventuroso nella foresta amazzonica, quindi boots on the ground ed escursione mattutina di circa un paio d’ore tra i giganteschi alberi e la fittissima vegetazione della foresta con prove di sopravvivenza e descrizione delle piante ad uso medicinale da parte di Alf.

Una volta fuori dalla foresta ritorno al lodge e fine della nostra “missione Amazzonia”, bagagli a bordo

e ritorno a Manaus ma con il cuore gonfio di emozioni e gli occhi vivi di immagini straordinarie, dai colori caldi e rilassanti e con un suono fisso in testa, il rumore del motore della barca che guidava Alf che riporta ogni volta alla mente i luoghi meravigliosi che abbiamo visto solo per due giorni ma che valgono una intera esistenza.