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Sudafrica: Muizenberg, Boulder’s beach e Capo di buona speranza

Reduci dall’emozione del safari nel kruger e dalla bellissima tappa tra le attrazioni del Blyde River Canyon, partiamo alla volta di Città del Capo. Il volo che parte dal kruger international airport della British airways fa scalo a Johannesburg. Da qui saliamo a bordo di un aereo low cost della compagnia kulula che ci porta a Città del Capo. É quasi mezzanotte ma le società di noleggio auto hanno gli uffici ancora aperti. Noi con anticipo di alcuni mesi avevamo prenotato tramite sito web AVIS una macchina economica con navigatore satellitare incluso. Una volta arrivati in ufficio ci forniscono le chiavi di una Ford fiesta con cambio manuale a sinistra con cui dobbiamo subito prendere confidenza, impostiamo il satellitare per la nostra destinazione, la guest house Hollywood a pochi minuti di auto dall’aeroporto, una struttura molto accogliente con un proprietario molto gentile disposto ad aspettarci sveglio nonostante il nostro arrivo ben oltre la mezzanotte. La notte passa in fretta, abbiamo il tempo di fare una buona colazione ma abbiamo tanto da fare e soprattutto da vedere. Ci mettiamo in macchina e impostiamo il navigatore su Muizenberg, località di mare sulla garden route, famosa per le sue cabine colorate.

https://www.youtube.com/watch?v=BfSGHi9KJlI

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Il navigatore è davvero fondamentale per muoversi lungo la tangenziale di Città del Capo. La strada che porta a Muizenberg è molto bella, una sorta di costiera Californiana più che africana con splendide ville che si affacciano sul mare, con una popolazione prevalentemente bianca e con cittadine dense di locali, pub, caffetterie, banche. Muizenberg è una località di mare con una distesa immensa di spiaggia bianca, su cui spuntano torrette rosse di bagnini alla baywatch  e soprattutto con numerosissime cabine multicolor in legno, molto scenografiche, bellissime da vedere e da immortalare in uno scatto fotografico. A Muizenberg lo sport principale è sicuramente il surf, infatti appena si raggiunge la spiaggia spuntano tavole da surf e paddle tra le onde e a cavalcarle impavidi surfisti che oltre a sfidare le onde provano a sfidare anche altri pericoli, uno di questi è sicuramente lo squalo bianco, molto presente sulle coste sudafricane.

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MUIZENBERG

Infatti a maggior ragione sono presenti cartelli che indicano i colori delle bandiere che segnalano la buona o scarsa visibilità in acqua.

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Nel mese di agosto la temperatura può raggiungere anche i 18-20 gradi ed è un piacere poter passeggiare a maniche corte lungo il bagnasciuga e farsi baciare dal tiepido sole sudafricano. A Muizenberg dedichiamo circa un’ora e mezza, abbiamo una meta molto più importante da non perdere, Boulder’s beach e la colonia di pinguini africani, distante solo 30 minuti di auto, a pochi km da Simon’s Town e  facile da raggiungere percorrendo la strada costiera. Prima di arrivare a Boulder’s beach attraversiamo la cittadina di Fishoek, davvero graziosa, con un bel porticciolo e sempre ricca di pub che però in inverno non restano aperti mai oltre le 6 p.m eccetto qualche rarità.

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La spiaggia di Boulder’s beach è ben segnalata ed è semplicissima da raggiungere. C’è un parcheggio per auto, una passerella che conduce alla riserva e alla biglietteria ma già prima di raggiungere il punto informazioni e quello ticket è facile scorgere tra la vegetazione ai lati della passerella i tanto ambiti pinguini, davvero carini e coccolosi, dolcissimi e buffi ma pronti a farsi fare delle foto dai numerosi turisti che giungono sul posto.

Il sito è tenuto benissimo, l’area di accesso è dotata di bagni pulitissimi, c’è una biglietteria che accetta anche pagamenti con carte di credito. Il ticket di ingresso ha un costo giornaliero di 70 R per gli adulti e 35 per bambini.

Una volta superato il punto di accesso percorriamo la passerella in legno che conduce alla spiaggia e ci troviamo di fronte lo spettacolo della natura, una bellissima spiaggia con acqua limpida e azzurra che con la schiuma delle sue onde si infrange sul bagnasciuga di sabbia bianca e, intenti a bagnarsi da soli o in gruppo i meravigliosi pinguini, buffi e maldestri nel muoversi sospinti dalle onde, ma molto agili e abili una volta arrivati in acque più profonde.

La colonia di pinguini è numerosa, sono presenti un po’ dappertutto, in acqua, sulla spiaggia, sulle colline di sabbia che circondano il percorso obbligato della passerella lunga una cinquantina di metri e stracolma di turisti, muniti di reflex e telefonini.

A Boulder’s beach dedichiamo un paio d’ore, sono circa le 2 p.m e a malincuore lasciamo i teneri pinguini ma abbiamo ancora da fare e allora di nuovo in macchina, questa volta la direzione è Capo di Buona Speranza, l’estremità meridionale della Penisola del Capo.

Percorriamo la M4 in direzione sud, dobbiamo coprire 23 km per raggiungere la nostra nuova metà, circa 30 minuti di auto ma siamo costretti a rallentare la nostra corsa per un inatteso quanto splendido fuoriprogramma. Lungo la strada improvvisamente spunta una dozzina di babbuini che presto invadono la carreggiata e ci costringono con piacere a fermarci e a filmare l’intera scena.

La zona in effetti è ricca di segnali stradali che indicano il possibile attraversamento di babbuini ma finché non lo vedi con i tuoi occhi non ci credi. Dopo questa piacevole sosta riprendiamo la nostra marcia e raggiungiamo l’ingresso del parco di Capo di Buona Speranza…solita biglietteria, ticket di ingresso per adulti 135 R per adulti e 70 per bambini, questa volta però non c’è bisogno di scendere dalla macchina e percorriamo la strada asfaltata che ci porta a destinazione.

Un incontro inaspettato e spettacolare avviene anche qui, si tratta di uno struzzo che spunta tra gli arbusti nei pressi degli scogli a pochi passi dal mare.

Praticamente abbiamo visto uno struzzo in piena savana nel kruger e ora ne vediamo un altro in un paesaggio totalmente diverso. Questo Sudafrica è meraviglioso, unico!

Dopo pochi km raggiungiamo un parcheggio, lasciamo l’auto e proseguiamo a piedi verso il punto preciso indicato anche da un’insegna in legno come CAPE OF GOOD HOPE. Qui una marea umana prova a immortalare il momento con uno scatto alla celebre scritta e noi siamo lì apposta per fare la stessa cosa. Mentre una strada asfaltata conduce a CAPE of Good HOPE ce n’è un’altra che porta al famoso faro, a Cape Point. Qui dopo aver lasciato l’auto abbiamo due possibilità, salire a piedi in cima al farò o sfruttare la funicolare. Noi non ci pensiamo due volte e saliamo a bordo del mezzo, non prima però di aver acquistato il solito biglietto (andata e ritorno). In cima al faro la vista sulla penisola del Capo è magnifica, d’obbligo gli scatti fotografici di rito, ai piedi del faro e con il celebre palo con annesse le insegne dei km di distanza dalle principali metropoli del Pianeta. Emozione stupenda aver messo piede nel luogo in cui l’esploratore portoghese Vasco da Gama circumnavigò l’Africa per raggiungere le Indie.