USA on the road – Organizzazione del viaggio

Moleskine Wallet Planner Journal-3USA on the road – Organizzazione del viaggio

Quello che sto per raccontare è uno dei viaggi più emozionanti che ho fatto ad oggi: ho passeggiato in parchi incredibili, viaggiato per migliaia di Km nella natura, visitato tre città che tutti noi conosciamo a menadito (non fosse altro per i film e i telefilm che le usano come location), conosciuto il lato periferico degli Stati Uniti, mangiato nelle tavole calde alla Breaking Bad (che a quel tempo non esisteva…) o di qualsiasi altro film o serie americana che vi viene in mente, incontrato gente strana e gente autentica …insomma 22 giorni a zonzo nell’ovest degli Stati Uniti che non si dimenticano.

Il viaggio è un po’ datato, essendosi svolto nel periodo dal 3 Luglio 2008 al 25 Luglio 2008, ma molte informazioni che riporterò sono ancora un valido spunto e aiuto se volete organizzarvi per conto vostro alla scoperta di questa meravigliosa parte del mondo. Chiaramente alcuni siti che cito potrebbero essere sorpassati, ma nel 2008 erano forse i migliori…Sta a voi attualizzarli a oggi.

Noi con il tempo a disposizione (22 giorni), considerando le distanze e quanto volevamo stare in ognuno dei parchi l’abbiamo strutturato così; alla fine devo dire che a parte qualcosina non cambierei granchè nelle tempistiche, infatti in questo modo non abbiamo mai corso e ci siamo goduti tutto quello che volevamo vedere senza patemi.

Chiaramente i parchi non li abbiamo potuti vedere tutti e abbiamo dovuto fare una selezione. Ci sono tante altre cose da vedere e ci siamo ripromessi di colmare le lacune.

Le tappe

Il viaggio ha avuto le seguenti tappe:

03 luglio – arrivo a San Francisco
04 luglio – San Francisco
05 luglio – San Francisco
06 luglio – San Francisco –> Yosemite NP
07 luglio – Yosemite NP
08 luglio – Yosemite NP –> Death Valley
09 luglio – Death Valley –> Las vegas
10 luglio – Las Vegas
11 luglio – Las Vegas –> Zion Park
12 luglio – Zion Park –> Bryce Canyon
13 luglio – Bryce Canyon –> Moab
14 luglio – Moab
15 luglio – Moab
16 luglio – Moab –> Monument Valley
17 luglio – Monument Valley –> Page
18 luglio – Page
19 luglio – Page –> Grand Canyon
20 luglio – Grand Canyon
21 luglio – Grand Canyon –> Barstow
22 luglio – Barstow –> Santa Monica
23 luglio – Santa Monica
24 luglio – Santa Monica
25 luglio – rientro in Italia

Le visite

Per quanto riguarda le città e i parchi visitati abbiamo visto un sacco di cose che riassumo qui sotto.

Città principali
San Francisco
Las Vegas
Los Angeles

Parchi
Yosemite NP
Death Valley
Zion NP
Bryce Canyon
Capitol Reef
Goblin Valley
Canyonlands
Dead Horse point
Arches NP
Fisher Towers
Valley of God
Gooseneck SP
Monument Valley
Antelope Canyon (Upper/Lower)
Horseshoe Bend
Parya Canyon (The Wave)
Grand Canyon

Ci vorrà un po’ di tempo a raccontare tutto, lo farò a tappe cercando di dare un ordine per aiutarvi a prendere appunti nel migliore dei modi.

PARTE 1 – ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO

1) Internet

Per organizzare il viaggio il mio riferimento principale è stato internet.
Mi sono mosso con molto anticipo sia per una questione di calma nell’organizzazione, sia per una questione di risparmio economico che per una questione di disponibilità delle strutture.
Ho letto tanto su internet, le principali fonti sono state:

  • diversi forum italiani sugli USA
  • xanterra (per i parchi gestiti da loro)
  • gov (per i “national park”)
  • tripadvisor (per le recensioni sugli hotel)
  • i siti relativi alle città di San Francisco, Las Vegas e Los Angeles

L’itinerario si è andato formando nelle settimane, via via mettevo, poi scartavo, poi rimettevo, insomma seppur all’inizio sembrava non facile riuscire a sintetizzare tutte le info, poi piano piano ci siamo fatti un’idea di quello che avremmo voluto vedere e soprattutto del tempo che ci voleva a vederlo (fattore fondamentale per la riuscita del viaggio)
La decisione più importante è stata quella di scegliere di dormire almeno una notte in tutti i parchi.
Questa scelta permette di vedere un sacco di cose, di fare escursioni e di non affaticarsi eccessivamente in un viaggio che comunque è strutturato per essere un po’ faticoso….

2) Il volo

La scelta del volo, dopo innumerevoli prove fatte con diversi siti di prenotazione, mi ha portato ad optare per “Opodo.com”, dove ho trovato nel dicembre 2007 il prezzo migliore.

Costo del volo –> 2.114 euro per due persone andata e ritorno. (Roma-San Francisco / L.A. – Roma)

Per maggiori dettagli sui costi vedi la sezione “costi“.

NOTA: chiaramente i siti di voli aerei sono innumerevoli, quindi la scelta della tratta, il costo etc dipendono esclusivamente dal momento in cui provate a prenotare, da dove partite e dal sito che in quel momento vi offre le condizioni migliori.
Io avevo anche un preventivo di agenzia (non si sa mai…) e diciamo che lo stesso volo (andata e ritorno) mi costava circa 500 euro in più. Può essere utile farsi fare un preventivo anche da un’agenzia viaggi, non fosse altro per capire quanto è il delta: a volte (poche direi) succede pure che il prezzo spuntato in agenzia risulti migliore.

La prenotazione anticipata ha sicuramente lo svantaggio che paghi diversi soldi con largo anticipo (e poi magari chissà…), ma ha il grande vantaggio di trovare le tariffe migliori, visto che il volo incide per buona parte sul budget della vacanza.
Bisogna avere un po’ di coraggio (è chiaro che ero tutelato in caso di rinuncia con un rimborso parziale), ma il gioco alla fine vale la candela!
Per fare un esempio a marzo, dopo due mesi che avevo prenotato, il volo era salito di 200 euro, a maggio di 500 euro…. si mi facevo un po’ male, ma ero curioso di sapere via via nei mesi se la mia scelta era stata giusta o sbagliata…

3) Gli hotel

La scelta degli hotel è stata piuttosto lunga (visti i tanti spostamenti) e non sempre facile.
Il lavoro principale l’ho fatto sul sito di TripAdvisor, l’ho usato molto per cercare, su tutti gli hotel che adocchiavo, conferme o smentite sui prezzi e sulla qualità.
Devo dire che a fine vacanza solo di uno ci siamo lamentati, l’hotel al Grand Canyon che è risultato effettivamente sotto le aspettative.
Scegliere un hotel con tanto anticipo non è banale (vale il discorso del volo), ha però diversi vantaggi.
Leggendo le recensioni sui forum mi ero reso conto che il consiglio di stare il più vicino ai parchi era da seguire il più possibile, di contro questo richiedeva un certo anticipo nelle prenotazioni perchè le strutture presenti nei parchi erano poche e con pochi posti.
Anche qui come per il volo, mi sono fatto coraggio e dopo aver deciso l’itinerario di massima sono partito con le prenotazioni.
Questa “precoce” iniziativa ha l’indubbio vantaggio di farti iniziare a mettere dei punti fermi, insomma da qualche parte bisogna pur cominciare!

Per prima naturalmente l’arrivo a San Francisco.

Poi a seguire quelle dei parchi dove avevo idea ci potessero essere più problemi ricettivi e quindi:

– Yosemite
– Death Valley
– Bryce Canyon
– Zion

Queste prenotazioni le ho fatte tutte nel mese di Gennaio, erano tappe che sicuramente avremmo fatto e per fortuna praticamente una di seguito all’altra.
Le strutture sono quasi obbligate in questi parchi, quindi una volta capito che comunque non erano poi tanto male, ho prenotato in tutti gli alberghi il più vicino o dentro i parchi e la scelta si è rivelata azzeccatissima!

A Febbraio, anche per dare pace alla carta di credito, ho fatto un’altra prenotazione importante:

– Santa Monica

La scelta è caduta su Santa Monica perchè avevo capito che stare a Los Angeles oltre a costare abbastanza anche nelle catene più economiche, non era il massimo, soprattutto per chi voleva magari farsi una giratina serale post cena.
Di Santa Monica avevo letto bene, città tranquilla, turistica e attaccata a Los Angeles.
La scelta è stata ottima perchè Santa Monica ha una posizione strategica per raggiungere la maggiori attrazioni di Los Angeles, ma ne parleremo poi.

A Marzo quando le idee sul viaggio erano chiare quasi completamente è toccato alle due cittadine:

– Page
– Moab

Cittadine strategiche per visitare diversi parchi.
Qui le strutture non mancano per cui ho potuto avere vasta libertà di scelta.

Infine a Maggio ho chiuso le prenotazioni nei i due posti con pochi problemi di ricettività:

– Las Vegas
– Barstow

Per Las Vegas ho aspettato che ci fossero delle tariffe buone o promozioni.
La mia scelta è caduta sul Bellagio (l’hotel di ocean’s eleven…), sia perchè volevo un hotel di alta qualità (per far pari con gli altri…), sia perchè con la forza dell’euro (a quel tempo, ma non tanta diversa da oggi) ci si poteva permettere qualcosa in più a costi contenuti.
In effetti le scelte potevano essere infinite, avrei speso anche la metà (per esempio al Luxor), però per una volta che andavamo a Las Vegas, c’eravamo decisi a concederci il meglio.
Barstow invece non poneva problemi perchè città di passaggio, non turistica per cui nessun problema di ricettività.

Alla fine della vacanza devo dire che tutti gli hotel hanno soddisfatto le aspettative, certo alcuni di più, altri un po’ meno, ma molto dipende, non tanto dalla catene (che sono più o meno standardizzate), quanto da chi le gestisce.
Qui ci vuole un po’ di fortuna, per esempio la stessa catena RodeWay Inn, dove abbiamo pernottato a Page e a Barstow, è risultata molto diversa in termini di qualità.
A Page la gestione era affidata a dei ragazzi, volenterosi, gentili, ma meno attenti ai particolari e alla pulizia, a Barstow la gestione era di una famiglia che oggettivamente la stanza la sapeva curare molto di più.
Per quanto riguarda gli hotel nei parchi abbiamo avute buone risposte da quasi tutti a parte il Maswick Lodge del Grand Canyon che è risultato tenuto male, con nemmeno la pulizia minima giornaliera e senza aria condizionata (magari oggi le cose sono cambiate).
Se dovessi fare un classifica degli hotel e sulla loro qualità (a Luglio 2008) per vostro spunto direi:

– Bellagio (Las Vegas) –> 10
– Hampton Inn (Kayenta/Monument valley) –> 9.5
– BW Ruby’s Inn (Bryce Canyon) –> 8.5
– SeaShore Motel (Santa Monica) –> 8
– Stovepipe Wells (Death Valley) –> 8
– Quality Inn (Zion Park) –> 7.5
– Cedar Lodge (Yosemite) –> 7.5
– Rodeway Inn (Barstow) –> 7
– RedStone Inn (Moab) –> 6
– Buena Vista Motor Inn (San Francisco) –> 5.5
– Rodeway Inn (Page) –> 5
– Maswick lodge (Grand Canyon) –> 4

Chiaramente prendetela con le molle, sono passati 6 anni, ma comunque potete verificare oggi il livello della loro qualità su tanti siti.

Dal punto di vista economico (per maggiori informazioni vedi la sezione “costi“) le cose non cambiano, visto che Bellagio e Hampton Inn sono stati i più cari della vacanza, sempre meno però che un buon 3 stelle in Italia.
Per dare un ordine di grandezza il Bellagio è costato 125 euro (camera/a notte) e l’Hampton Inn circa 118 euro.
Gli altri si sono attestati su una media di 60/70 euro (camera/a notte).
Dal punto di vista della “paura di pagare in anticipo”, sappiate che comunque tutti gli hotel era possibile disdirli fino a 24/36 ore dall’arrivo senza penali.
Solo in caso di mancata disdetta e non arrivo, l’hotel avrebbe trattenuto la prima notte come indennizzo.
Per le prenotazioni mi sono affidato ad expedia e booking, ma la maggior parte degli hotel li ho prenotato direttamente sui siti degli alberghi.
In ogni posto dove arrivavo c’era la mia prenotazione e l’unica cosa di cui si stupivano i gestori era la data di quando avevo fatto la prenotazione. Che animo candido!

Chiedete sempre all’arrivo se la colazione è compresa, noi abbiamo scoperto che in alcuni hotel, dove non pensavamo di averla, l’avevamo compresa.
Controllate prima di partire quali hotel vi hanno già fatto pagare la notte in anticipo, così da evitare di doverla pagare doppia.

4) Macchina-Noleggio-Velocità-Assicurazione-Benzina

Anche qui ampia libertà di movimento, diverse possibilità per il noleggio.
La mia scelta è caduta a quel tempo su “autoescape.com” che mi ha trovato la tariffa migliore per la macchina che volevo.
L’unica differenza è che la prenotazione non la puoi fare direttamente su internet, ma telefonicamente parlando con l’operatice (o almeno così funzionava quell’anno, informatevi).
La scelta è caduta su un SUV perchè volendo fare qualche sterrata la soluzione migliore ci è sembrata questa.
Devo dire che è stata azzeccata, oltre alle dimensioni e alla comodità di questa Toyota enorme, questo SUV ci ha permesso di fare diverse strade difficili che forse con una berlina non mi sarei azzardato a fare.
Tra queste quelle più lunghe e in alcuni tratti proprio non facili sono state la sterrata della Monument Valley (che oggettivamente tengono male) e quella del Parya Canyon per “The Wave”.
Questi bestioni bevono molto effettivamente, ma il costo della benzina, seppur salito anche negli States, mantiene ancora un livello decisamente abbordabile.
La media è stata di 4,30/4,40 dollari/gallone (rif. 2008) e tenendo conto che un gallone sono poco meno di 4 litri fate voi i conti.
Il pagamento dal benzinaio è con carta di credito/bancomat o in ultimo contanti.
Alcuni posti richiedevano sulla mia carta di credito il PIN (che non avevo naturalmente) per cui alcune volte ho dovuto arrangiarmi. Tornato a casa ho scoperto che avevo anche il PIN della carta di credito, per cui controllate e portatevelo eventualmente.

Per quanto riguarda la guida, nulla di più facile.
Tre marce (avanti, indietro R, parcheggio P), poi una volta scoperto anche il Cruise Control tra la miriade di pulsanti ho smesso anche di accelerare.
Le strade in città sono molto semplici da trovare.
San Francisco, Las Vegas e Los Angeles sono dei reticolati perfetti e gli americani hanno alcune idee per il traffico niente male, come quella di mettere un incrocio prima, il nome della strada che incontrerete all’incrocio successivo, in modo di dare il tempo di prepararsi a girare senza dover tagliare improvvisamente la strada a tutti.
I semafori agli incroci sono dalla parte opposta dell’incrocio, non come in Italia all’inizio, per cui occhio a non trovarvi a fermarvi nel mezzo di strada!

I limiti di velocità sono ovunque, sempre segnalati e consiglio vivamente di rispettarli.
Io, a parte la corsa che ho fatto per arrivare in tempo alla lotteria del Parya Canyon (se mi fermavano mi mettevano in carcere e buttavano la chiave…), li ho sempre rispettati.
Di polizia ne ho vista in giro, stanno o al lato o nel mezzo, pronte a scattare se da una parte o dall’altra della carreggiata qualcuno fa il furbo!
Tenete conto che le interstate/statali (dove in genere il limite è 55/65 miglia) sono piuttosto lunghe e tanto diritte, perciò si può pensare di annoiarsi guidando, in realtà il paesaggio a me ha sempre distratto e coinvolto.
Al massimo accendetevi la radio e a suon di musica country (è come la nostra “radio maria” si becca ovunque!) e andate avanti.
Discorso diverso sono i parchi.
Qui i limiti sono molto bassi (25/35 miglia max) il che vuol dire fare anche un’ora di viaggio per percorrere 50 chilometri.
Questo consideratelo nelle vostre escursioni, perchè qui i limiti li fanno rispettare e comunque non si può correre visto la serie di tornanti a cui si va incontro.
I parchi sono grandi e anche andare a vedere un view point può portare via molto tempo, e non è solo l’andata è soprattutto il ritorno che può pesare.
Quindi fatevi sempre bene i calcoli, vi renderete conto anche che le miglia non sono chilometri e ci mettono un sacco di più a passare (1 miglio = 1,6 Km).
Noi abbiamo fatto circa 5500 Km, ma a parte una o due tappe impegnative non sono mai pesati.

Per quel che riguarda l’assicurazione ve ne servono sostanzialmente due, la CDW e la LDW, che sommate fanno la nostra Casco (non ho verificato se oggi le cose sono cambiate).

Per quel che riguarda l’orientamento e le strade da seguire avete tre possibilità:

– comprare la cartina stradale degli Stati Uniti (magari se esiste solo quella dell’Ovest)
– prendere il GPS a 3/4 euro in più al giorno
– scaricarvi e stamparvi con Google Map tutti gli itinerari principali che vi servono

Noi abbiamo optato per questa terza scelta e si è rivelata comodissima.
Tenete presente che una volta fissati gli hotel il percorso è deciso e Google Map vi permetterà di avere tutte le strade per raggiungere gli hotel .
Nei parchi poi vi fornirete delle cartine relative e avrete tutto per non sbagliare strada.

NOTA: Per approfondire vedi la sezione “distanze stradali“.

5) Assicurazione viaggio

La mia scelta cadde a quel tempo su “viaggisicuri” la più bassa che avevo trovato a parità di prestazioni.
Non ne abbiamo avuto bisogno per fortuna, ma sulla carta aveva tutto per “salvare” il salvabile in caso di problemi.
La scelta la dovete fare per quel che riguarda il massimale legato all’infortunio o alla malattia.
Non conviene avere massimale illimitato che costa molto, noi avevamo un massimale di 3 milioni di euro, credo sia sufficiente, anche perchè ci siamo detti che se ci fosse servito quel massimale avevamo ben altri problemi da risolvere e che i soldi in quel caso sarebbero stati l’ultimo dei nostri pensieri….

6) Soldi e carte di credito

Ecco questo è stato l’unico tasto dolente della vacanza.
La carta di credito che credevo avrei usato sempre, dopo circa 10 giorni si è resa inutilizzabile.
Naturalmente ho provato a chiamare l’assistenza in Italia, ma quando ti serve non funziona mai!
Il problema l’ho scoperto al ritorno, praticamente avevo esaurito il mio credito massimo mensile.
Ora dopo dieci giorni non avevo speso tanto, ma il problema è che gli hotel tengono bloccata la cifra delle prenotazioni per svariati giorni in automatico e non la eliminano subito nonostante il pagamento (almeno così mi è stato spiegato…)
Quindi il consiglio è portatevi due carte di credito, di cui una che non avete utilizzato per i pagamenti degli hotel nel periodo in cui andate in vacanza; altrimenti cercate di avere un massimale alto!
Siamo andati quindi avanti a bancomat per più di metà vacanza, ma anche qui diversi problemi, perchè non tutti gli ATM prendevano il bancomat (e ne avevamo due).
Per cui ci siamo ritrovati in alcuni momenti senza soldi e a dover pagare la stanza.
A Page i gestori sono stati gentili ci hanno permesso di pagare alla fine quando eravamo riusciti a prelevare il contante necessario.
Il discorso è anche che i bancomat, a noi è sembrato, funzionano con l’orario italiano per cui se fate un prelievo del vostro massimale in orario americano non è detto che ve lo faccia fare se il precedente risulta ancora nello stesso giorno in Italia.
Il prelievo in linea di massima è limitato a non più di 200 dollari che per pagare magari tre giorni di hotel, mangiare e fare due spese non è poi tanto (rif. 2008).
Portatevi quindi contanti di sicurezza, noi eravamo partiti con 400 dollari, a saperlo avrei portato di più.
In ultimo rimane la banca, ma oltre a dover ingoiare commissioni alte, non tutte operano il cambio euro/dollaro (e non ho capito perchè).
Insomma fate attenzione perchè rimanere senza soldi non è simpatico.

7) Clima

Il clima naturalmente varia a seconda di dove siete.
Noi comunque a parte San Francisco non abbiamo mai beccato brutto tempo, nemmeno un FlashFlood e un temporale, ma magari siamo stati fortunati!
Molto caldo nei parchi, a parte il Gran Canyon (dove il tempo è stato nuvoloso).

8) Mangiare

Ci sono centinaia di catene dove mangiare, tra le migliori probabilmente il Dennis e il PandaExpress. Ora ce ne saranno anche di nuove. A voi e al vostro stomaco decidere!
Tenete presente che nei FastFood paghi da bere il primo bicchiere e poi il resto è gratis, non come da noi che ti fanno pagare anche la maionese.
Esistono anche gli “All you Can Eat” (Las Vegas è tutta così) dove con in media 12/15 dollari uscite piegati dal cibo.
Noi abbiamo mangiato sia ai FastFood (discreti), che alle SteaKHouse (ottime!), che in pizzeria (buone).
Si spende in generale poco rispetto che da noi (e ci vuole poco!), noi ce la cavavamo con una grossa colazione, qualcosina a pranzo (ma non sempre) e la cena.
Più o meno posso dire circa 40/50 dollari al giorno/coppia per mangiare (rif. 2008).

9) Acquisti

Anche qui i costi sono molto contenuti rispetto all’Italia.
Noi avevamo deciso di concederci mezza giornata di shopping a Las Vegas nei suoi due outlet principali.
E’ stata una scelta indovinata, abbiamo preso diverse cose a dei prezzi imbarazzanti, ne siamo usciti veramente soddisfatti.

10) Varie

a) Portatevi diversi GigaByte per la digitale perchè li userete tutti, i posti sono stupendi, la digitale invoglia e quindi alla fine abbiamo scattato circa 1300 foto (4 GByte a 5M di risoluzione)!!

b) Ricordatevi che le prese elettriche sono diverse che in Italia, gli USA vanno a 110 V.
A San Francisco abbiamo acquistato il trasformatore/adattatore di tensione per circa 15 dollari ed è servito per il cellulare, per le pile della macchina fotografica e altre cosuccie…
Controllate le specifiche degli arnesi elettronici che vi portate:

– se c’è scritto tensione in ingresso: 110/220 V vi serve solo un adattatore di spina
– se c’è scritto solo 220 V vi serve un trasformatore/adattatore che vi faccia la conversione da 220 a 110 e che vi adatti la spina alla presa americana

c) La carta NP dei parchi la fate al primo National Park che incontrerete, costo al luglio 2008: 80 dollari a veicolo.
Gli State Park sono parchi in cui si paga l’ingresso e la carta NP non vale.
I parchi gestiti dai Navajo si pagano anch’essi a parte e mi sembra solo in contanti.

d) Qualcosa sul cartaceo da portare. Noi avevamo:

– tutte le copie delle prenotazioni degli hotel (stampate dalla mail)
– tutte le mappe delle strade, divise per itinerario, fatte con GoogleMap
– tutte le info sui parchi/città (più che altro le info generali) scaricate da internet, prese da diverse fonti (forum e siti ufficiali)

Laggiù abbiamo preso al visitor center (dove è sempre bene farci una capatina), ogni volta che arrivavamo in un parco, la cartina del parco stesso con gli itinerari/sentieri presenti.
Nelle città da molte parti (hotel, bacheche, information point) si trovano cartine e info generali gratuite.

Credo sia tutto per l’organizzazione, seguirà nei prossimi giorni/settimane la descrizione nel dettaglio delle varie tappe

NOTA A MARGINE.

Durante la vacanza abbiamo incontrato alcune coppie italiane sparse qua e là e parlando è venuto fuori anche come avevano organizzato il loro viaggio.
Le tre coppie con cui abbiamo parlato erano tutte “agenzia organizzate”, per curiosità abbiamo chiesto un po’ di prezzi e il giro che facevano.
E’ saltato fuori che:

– 2 coppie facevano un giro simile, 15 giorni (anzichè 23 come noi) facevano molti meno parchi (tipo senza bryce, arches antelope per citare i principali), andavano da San Francisco a Las Vegas in aereo saltando a piè pari la Death Valley, mentre lo Yosemite lo facevano in una giornata (andata e ritorno)!!… insomma tutte queste cose e spendevano la nostra stessa cifra (anche loro cibo escluso), dormendo anche in posti più disagiati (a Las Vegas non erano nemmeno sulla strip, ma in un motel in periferia….)
– la terza faceva 18 giorni spendendo circa 1000 euro più di noi, ma dopo aver visto San Francisco e Las Vegas saltava in groppa ad un aereo e andava a nord (wyoming e dakota ????)…

Tutto questo organizzato da agenzie che spesso non si tengono informate sulle cose da vedere e comunque ti impongono degli itinerari che, se non ti informi, devi prendere per buoni, perdendo magari dei posti incredibili (come si fa a essere nello Utah e non andare a arches o ad antelope???)
Non voglio stigmatizzare completamente le agenzie, non tutti hanno il tempo, la voglia e l’interesse di organizzarsi un viaggio impegnativo on the road soprattutto se è la prima volta, quindi le agenzie servono sicuramente, il problema è che in generale costano care, non sempre i servizi sono all’altezza e non si sbattono, spesso e volentieri, per farti vedere veramente le cose che valgono.
Quando noi accennavamo al nostro giro e come l’avevamo fatto, vedevamo i visi stupiti e qualche borbottio da parte di questi ragazzi.

Un viaggio negli States è da organizzare su internet per svariati motivi. Negli Stati Uniti come in nessun altro posto la carta di credito è il mezzo più usato per pagare, per cui tutte le prenotazioni via internet sono tranquille e sicure, quasi mai senza sorprese.
I siti dove informarsi sono tantissimi, il viaggio veramente lo puoi costruire su misura, l’on the road è il classico viaggio quindi testato e ritestato da migliaia di persone.
Le persone anche scettiche che leggono queste righe si devono far coraggio, un bel viaggio negli States si può organizzare da soli, basta un po’ di accortezza e intelligenza organizzativa (che ti fai leggendo le esperienze degli altri).

Una risposta a “USA on the road – Organizzazione del viaggio”

  1. Hello! I’ve been reading your weblog for some time
    now and finally got the bravery to go ahead and give you a shout out from Houston Tx!

    Just wanted to say keep up the great work!

I commenti sono chiusi.

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