La mia storia italiana

In questo post la mia cara amica inglese Alys ci racconta come e perchè ha scelto di acquistare una casa per le vacanze in Italia.

LA MIA STORIA ITALIANA. 

“Sin dall’anno 1992, abbiamo speso milioni di lire e poi migliaia di euro  per ristrutturare la nostra casa di villeggiatura a Corinaldo. Abbiamo subìto molto stress e tre furti. Ho passato molte notti insonni in Inghilterra a preoccuparmi per il costo dei lavori italiani, la burocrazia comunale, il drenaggio bloccato e così via. Per esempio, riconoscerete la nostra casa per il tetto storto,  fatto così dal muratore quando noi eravamo in Inghilterra. 

Perché abbiamo  fatto questa scelta? Siamo pazzi? (No, ma un po’ di pazzia aiuta, se volete ristrutturare una casa all’estero! )

Ho scritto questo post su richiesta della mia amica Angela,  per spiegarvi perché. L’ho anche scritto come ringraziamento al mio caro marito paziente, senza il quale non avrei mai realizzato questo mio sogno.

Ho sempre amato l’Italia, la Grecia e il Mare Mediterraneo. Ne  amo il paesaggio, il clima, la cultura, la storia, la cucina e il vino. Ho passato l’infanzia in Grecia e Italia (mio padre era un diplomatico) e perciò mi ci sento sempre a casa.

I pini, gli ulivi e l’oleandro – gli alberi caratteristici delle terre mediterranee. Mio marito ricorda sempre che dissi  “Mi sento tornata a casa” quando, dopo una lunga assenza,  vidi gli oleandri lungo l’autostrada italiana.

Mia mamma con me a Sounion.

Sono nata in Grecia e poi siamo andati in italia, dove abbiamo vissuto un anno a Bologna e due anni a Roma.  Amo quelle due città e mi sento sempre felice quando ci torno.

A Roma ho presto assimilato la cultura romana, benché frequentassi una scuola inglese e parlassi pochissimo italiano. Il gioco preferito di mia sorella e me si chiamava “Mamma mia”. Una di noi guidava il triciclo, l’altra  il monopattino. A un certo punto facevamo finta che tutti e  due i  “veicoli” si urtassero. Immediatamente li abbandonavamo e cominciavamo a gesticolare e gridare “Mamma mia!” Questa sequenza si ripeteva a piacere.

A Natale ci piaceva fare il giro dei presepi nelle chiese del quartiere Parioli, dove abitavamo. Ne ricordo uno in particolare, con le luci che si accendevano, e un ruscello carino che cominciava a scorrere, quando si azionava l’interruttore. Durante le feste  i nostri genitori ci accompagnavano in piazza Navona, dove c’era un grande presepio ed alcuni pastori dei colli albanesi suonavano le cornamuse.

Dopo l’Italia, abbiamo vissuto cinque anni in Grecia. Qui è nata in me la passione dell’antichità e delle civiltà greca e romana. È questa passione che mi ha spinta a studiare le lingue, la storia, la filosofia e la letteratura dei greci e romani a scuola e all’università. Naturalmente, ho dovuto leggere le Georgiche di Virgilio, e queste righe mi fanno sempre pensare ai bei borghi dell’entroterra marchigiana:

“tot congesta manu praeruptis oppida saxis

fluminaque antiquos subter labentia muros.”

“Tanti paesi accatastati sopra rocce scoscese

E fiumi scorrenti sotto le antiche mura”.

(Georgiche II, righe 156-7).

Arcevia [By Claudio.stanco via Wikimedia Commons.]
Urbania [By Belmetauro via Wikimedia Commons]
 I miei studi legati alle memorie felici dell’infanzia mi hanno stimolata, quando avevo 18 anni,  a passare tre mesi all’Università degli Stranieri a Perugia per imparare l’italiano. Tre mesi felici! Stavo in una pensione con un gruppo di bei ragazzi maschi – ero la sola femmina  e andavo d’accordo con tutti. Facevo un po’ scandalo con le mini-gonne!

Così ho cominciato a vivere la vita italiana degli anni  ‘70. Ecco qualche memoria domestica.

Ogni settimana si faceva bucato. Benche’ ci fosse una macchina lavatrice a casa, per lavare la biancheria c’era il rituale del “bricco”: si scaldava un enorme bricco di acqua, e la Signora e la donna di servizio lavavano la biancheria a mano. A pranzo si mangiava sempre un primo piatto, un secondo piatto e il dolce; a cena si mangiava una minestra e poi un piatto più leggero.  Il sabato guardavamo alla tivu’ un programma presentato da Romina Power, che cantava una canzonetta  “Io sono per il sabato”. Se volete capire la vita della gioventù italiana a quell’epoca,  andate a trovare quella canzonetta su Youtube. Com’è triste oggi!

Come molti giovani, pensavo solo a me stessa e alla piccola cerchia attorno a me. Comunque la bellezza della città e della lingua mi hanno affascinato, così l’anno successivo sono tornata in Italia all’Istituto Britannico di Firenze.

Lì frequentavo un corso sull’arte del ‘400. Andavo ogni giorno agli Uffizi, e guardavo spesso i ritratti di Federico e sua Duchessa , senza sapere che  fanno parte del patrimonio dei duchi di Urbino.  Cosi è nata in me la passione di Piero e dell’arte quattrocentesca, l’età dell’innocenza del Rinascimento, prima della Riforma e della Controriforma. Piero è parzialmente responsabile della nostra scoperta delle Marche. Ecco come:

Il tempo passava… Io mi sono laureata, ho trovato lavoro, mi sono sposata e sono diventata mamma. Ma non dimenticavo mai l’Italia. Quasi vent’anni  dopo il mio ultimo viaggio nel bel paese, abbiamo deciso di comprare una casa in Italia. Pensavamo all’Umbria, dove avevo passato tanti giorni felici. Lì siamo andati in vacanza,  ma appena arrivati, abbiamo capito che le case umbre costavano  troppo. Ma il destino ha voluto che abbiamo fatto l’itinerario chiamato “Piero della Francesca”. Abbiamo attraversato l’Alpe della Luna, siamo arrivati nelle Marche, e ad Urbino siamo entrati in un’agenzia immobiliare – solo così casualmente. Abbiamo visto che i prezzi erano molto più accessibili per noi, e così è cominciato il nostro viaggio alla scoperta di quella regione che ormai conosciamo e amiamo.

Dopo avere molto girato alla ricerca di una casa, abbiamo trovato la casa giusta e per fortuna, il posto giusto.

Il tramonto visto dal nostro giardino

Non conoscevamo la zona, e non abbiamo meritato di trovarci a Corinaldo: secondo me, uno dei più bei borghi delle Marche.

Corinaldo

Io mi ci sento veramente a casa, e mi vanto di essere una corinaldese di adozione. Mi fa piacere salutare la gente quando vado in giro per i vicoli di Corinaldo, mi fa piacere sostenere l’agricoltura del territorio mangiando e bevendo i buoni prodotti locali,

Tagliere alla trattoria Clarice di Ancona

Enoteca di Scuretto a Corinaldo. Mi piace girare, guardare il bel paesaggio e conoscere il ricco patrimonio delle Marche. 

I dintorni di Serra Sant’Abbondio
Presepio all’oratorio di San Giuseppe a Urbino

Allora, è valsa la pena? La risposta è un definitivo Sì!

Alys 

il blog di Alys: alysb.wordpress.com/