La gita in Slovenia di un giorno e mezzo

Abbiamo a disposizione poco tempo e dobbiamo compiere una missione: scegliere cosa vedere in Slovenia in un giorno e mezzo. Sono le 6 di mattina e abbiamo una notte insonne sulle spalle. Dormire? Escluso categoricamente. Ci sono due possibilità: restare a Lubiana oppure fare i viaggiatori. Beh, nella capitale ci siamo già stati tre anni fa, poi è ancora tutto chiuso. Quindi? Ma certo: prendere un treno per andare al Lago di Bled. Tanto siamo già in stazione. E poi è un luogo incantevole. Almeno a giudicare dalle foto che circolano sul web. Sì, senza esitazioni: si va lì.

Come raggiungere il Lago di Bled

Esistono due soluzioni per raggiungere il Lago di Bled: il pullman oppure il treno. In entrambi i casi la partenza è dalla stazione di Lubiana. Piccola precisazione. Il bus costa un pochino in più, ma vi lascia proprio nei pressi del lago. Il treno no,costa 5,08 euro (eh, si, so cosa state pensando: sono particolarmente precisi in Slovenia) e ferma a Lesce Bled che è piuttosto distante a piedi dall’incantevole bacino. Infatti Lesce non sta per lago. Ma nè io nè Paolino potevamo saperlo. Del resto l’unica parola slovena che conosciamo è “Ilicicccccc”.

Il viaggio, però, è piacevole. Dura un’oretta, un po’ troppo per fare poco più di 50 km. Ma è l’unico inconveniente, perché dal finestrino si godono scorci panoramici unici. Infatti la Slovenia è un arcipelago di villaggi circondati dalle imponenti Alpi. Qui il verde diventa il colore primario in un oceano di silenzio e rispetto per la natura. E’ un paradiso per gli amanti del footing e dello jogging. E non solo.

viaggio in treno Lubiana BledFinalmente arriviamo alla stazione di Lesce Bled. E del lago non c’è traccia, in compenso c’è un nido di tassisti che ci ronzano intorno. Vogliono portarci lì. Ma hanno proprio sbagliato obiettivo. Scucire la grana per fare 5 km? Non esiste proprio! E così, mentre aspettiamo il pullman (sono abbastanza frequenti anche se è domenica) ci concediamo un caffè e un cornetto al bar. Ah, lì scopriamo con profondo sconcerto una cosa: esistono due bagni diversi, a seconda del grado di “urgenza fisiologica”. Vabbè, gli sloveni sono molto ordinati.

L’incantevole Lago di Bled

E mica solo quello. Sono pure atletici, sportivi e con il fisico scolpito. Non è un caso: ancora dobbiamo conoscere un indigeno obeso. Ma intanto siamo arrivati al lago di Bled. E’ proprio come nelle foto: stupendo, meraviglioso, da togliere il fiato. Tutto è incontaminato. Tutto è calmo. Al centro un isolotto sul quale svetta il campanile della chiesa gotica di Santa Maria Assunta. Abbiamo due alternative: continuare a seguire il perimetro del bacino, oppure fermarsi a Grajsko Kopalisce, un piccolo stabilimento privato con giochi acquatici. Beh, non ci pensiamo due volte. proseguiamo dritto.

lago di Bled Slovenia
Scorcio del lago di Bled, Slovenia

 

 

 

 

 

Sull’altra sponda c’è il centro sportivo. In pratica tutti i grandi canoisti sloveni nascono, si formano e diventano atleti olimpionici qui. L’entrata è libera, ma ci sono tanti divieti, tra i quali quello di non prendere il sole. Intorno solo testimonial di una rivista fitness. Ovviamente io e Paolino decidiamo di non toglierci la maglia per non farli sfigurare. Dopo tutto siamo al top della forma con i nostri fisici da “giocatori di bollette” alcolizzati.

Cosa visitare a Lubiana

Alla fine torniamo nella capitale via bus e ad ora di pranzo siamo nel centro. La città è a misura d’uomo e non occorre tanto tempo per visitarla tutta. Le attrattive non mancano. Anche se il primo consiglio per visitare Lubiana è sempre lo stesso: viverla, lasciandosi guidare dal luogo. La prima cosa che noterete è la pulizia e l’ordine, poi lo splendore architettonico con il Triplice Ponte, il biglietto da visita di Lubiana. Però, a mio avviso, il Ponte dei Draghi è più bello: colpisce un po’ per l’eleganza e un po’ per lo spavento che emanano le creature alate simbolo della città. Infine alzate lo sguardo per ammirare il castello che veglia sulla capitale slovena dal Medioevo. Davvero pregevole, nonostante faccia il dispettoso e provi a nascondersi dietro gli alti palazzi d’epoca asburgica.


Se siete stanchi di artisti e musicisti di strada, allora non resta che fare una capatina al Parco Tivoli, appena fuori il centro cittadino. E’ il polmone verde di una città comunque very green. E’ il posto ideale per riposarsi e sedersi su una delle panchine. A farvi compagnia un po’ di fresco, un piccolo giardino botanico, viali geometrici punteggiati da alberi e un parco giochi per bambini. La struttura è aperta h24 e l’ingresso è gratuito. Forse anche per quest’ultima cosa è piaciuto a Paolino.

Metelkova con le guest stars

A Lubiana abbiamo anche incontrato Fiorenza, la rubacuori balcanici, Francesco il lord, Chiara, alias prof.ssa SuperChiarQ e Cristiana, la prodiga. Per colpa di quest’ultima abbiamo pagato qualcosa come 8 euro per due bottiglie d’acqua. Vi serva come monito: l’acqua costa di più della birra. Molto di più. Quindi regolatevi di conseguenza. E poi la birra è un ottimo integratore perché contiene sali minerali. Parola di Chiara. Con i fantastici 4, e su consiglio di Cristiana, abbiamo visitato Metelkova, spesso ignorata dalle guide tradizionali.

Metelkova LubianaBeh, si tratta di un quartiere sui generis. Molto underground, più da Berlino che da Lubiana. Nei fatti è una ex caserma dell’Esercito Nazionale Jugoslavo riadattato a … beh, qui dipende dai punti di vista. Per qualcuno è un centro socio-culturale alternativo, per altri è un ricovero dormitorio per fattoni. Qualunque sia il giudizio, Metelkova ha il suo fascino perché è un museo a cielo aperto, un luogo libero in cui gli abitanti danno libero sfogo alla loro arte su muri, porte, balconi e persino pali della luce.

Forse il quartiere stride un po’ rispetto all’elegante neoclassico dell’architettura cittadina, magari è una provocazione forte come un’opera di Duchamp o di Piero Manzoni, però una cosa è certa: non lasciatevi vincere dal pregiudizio, un giro a Metelkova è cosa buona e giusta. Anche se in mezzo a tanta creatività potrete vedere qualche stortura: chi si inietta una dose nelle vene, chi si avvicina per chiedervi una sigaretta con indosso il cappotto anche se ci sono 30° all’ombra. Ma non vi spaventate, nessuno vi farà niente.

Dove dormire a Lubiana

“Ne, ma faje propr schif!”Queste sono state le prime parole che ho ascoltato al mio risveglio, dopo 12 ore di sonno. Ovviamente a parlarmi, pardon, a offendermi era Paolino. Ebbene sì, sono andato a dormire alle 18:30 e mi sono svegliato alle 6,30. Suvvia, un po’ di comprensione: non sono più un ragazzino e le fatiche del giorno prima (oltre alle birre, sempre grazie SuperChiarq e Paolino) si sono fatte sentire.

Ah, se non sapete dove dormire a Lubiana, noi vi consigliamo l’Hostel Dic. una soluzione economica e al tempo stesso più che dignitosa. Ve la cavate con una ventina di euro per pernottamento e prima colazione. Non è in centro, ma ricordatevi che Lubiana non è grande, quindi basta un quarto d’ora a piedi per raggiungere i principali luoghi d’interesse della città. Ma ormai, si è fatto tardi: dobbiamo scappare alla stazione. Ci attende un’altra giornata di viaggio, con mezzi, coincidenze e scali da incastrare come al tetris. C’è una lotta contro il tempo da vincere e c’è Belgrado dietro l’angolo. Si fa per dire, eh!

comitiva italiana turismo lubiana

 

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