Non può piovere per sempre. O forse sì: Lisbona sotto la pioggia

A Lisbona è iniziato ufficialmente l’autunno. O, in altre parole: piove.

La pioggia di Lisbona è magica, è un miracolo della natura. Della natura matrigna però: la pioggia di Lisbona è una grande, colossale scocciatura.

Sì, visto che ormai vi avranno fatto una testa così sulle cose belle e favolose e imperdibili di Lisbona, e parlo di tutti i vostri amici che ci sono già stati, dei libri e film cult ambientati qui, delle canzoni di Battiato, e pure del nostro (ganzissimo) blog, vengo con il presente post a sfatare qualche mito lisboeta.

Sì perché anche la bellissima città del grande Pessoa qualche difettuccio ce l’ha, bisogna farsene una ragione.

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Non perché oggi mi sia alzata dal lato sbagliato del letto, non perché al settimo giorno di pioggia già non ce la faccia più (qui forse sto mentendo un pochino), ma soprattutto non perché abbia smesso di amare Lisbona.

Tutt’altro! Proprio perché il vero amore non può essere idealizzazione, ecco che oggi mi lamenterò un po’.

Dicevo, la pioggia.

Non mi riferisco alla pioggia torrenziale con tanto di sferzate di vento atlantico. Alla fine ci si deve un po’ rassegnare al fatto che non può essere eternamente estate.

E sì, è sempre bello starsene al calduccio in casa, possibilmente sotto tre strati di coperte, ad ascoltare il rumore della pioggia che batte sul tetto.

No, io dico quella pioggia a cui i portoghesi hanno deciso di dare un nome ben specifico e assai calzante: la pioggia “molha-parvos”, la pioggia “bagna-scemi”.

Non so come sarebbe la sua definizione scientifica, penso una cosa come: “Trattasi di precipitazione atmosferica particolarmente fine e quasi impercettibile, che nella fattispecie non precipita, ma si disloca nell’atmosfera in qualsiasi direzione che renda completamente inutile l’utilizzo di strumenti altamente specializzati come l’ombrello”.

Insomma, con la bagna-scemi, che siate scemi o che siate Einstein, non avrete scampo. Mai!

E se magari siete davvero dei geni e vi proteggete con impermeabili di terza generazione, non adagiatevi sugli allori, perché potreste adagiarvi, ma rovinosamente, sulla calçada portuguesa!

Dovete sapere che, quando è bagnata, questa bellissima pavimentazione a sanpietrini bianchi e neri (la stessa che con la complicità della luce del sole rende Lisbona così luminosa), si trasforma in un continuo attentato alla vostra incolumità.

A meno che non indossiate scarpe dotate di ramponi.

(Dopo qualche tempo mi sono spiegata come mai vanno così di moda le scarpe da trekking o simil-trekking tra le ragazze portoghesi!)


La pioggia di Lisbona ha anche un’altra caratteristica: tende all’eternità. D’accordo, mettiamoci l’animo in pace!

Facciamo passare questi tre, o forse quattro, o forse cinque, o sei mesi (caspita quanti sono…) di stagione delle piogge.

Il punto è che nella stragrande maggioranza delle case portoghesi, quelle belle case antiche, coi pavimenti in legno e le facciate colorate di azulejos, i tetti coperti di tegole rosse, i balconcini piccoli piccoli, appena sporgenti dalle pareti…

Ecco, dicevo, in queste case bellissime, per qualche oscura ragione, non esistono i riscaldamenti.

È vero, in fin dei conti freddo freddo non fa mai. Magari capita il giorno in cui la tramontana vi prende a schiaffi, ma del freddo proprio non ci si può lamentare. Ma i riscaldamenti aiutano a “seccare” un po’ l’ambiente.


Perché “il problema”, come recita la saggezza popolare (che c’azzecca sempre!), “non è il freddo: è l’umido!”.

L’umido che i panni si asciugano dopo giorni, con quel buon profumo di foglie morte (immagine forse troppo poetica, diciamo pure marce).

L’umido che decora di muffa (altro che Pollock!) le vostre pareti, e improfuma di chiuso gli armadi.

L’umido che fa sempre più freddo in casa che fuori, che, quando ti butti finalmente sotto le coperte per goderti il romantico rumore della pioggia di cui parlavo prima, trovi le lenzuola bagnate.

L’umido che quando ti prepari la cena, per il livello di condensa che si forma la cucina si trasforma in una sauna (alla faccia delle spa!).

Ecco, se state cercando casa a Lisbona, tenete a mente questo dettaglio.

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Ecco, ora mi sento in colpa. Mi lamento mi lamento, ma alla fine da qui non me ne voglio andare.

Sopporterò questi n-mesi di pioggia, lotterò arduamente contro le muffe di casa (o cercherò di venderle all’asta, magari me le scambiano davvero per un Pollock), mi rinchiuderò con i miei amici in qualche bel caffè a bere bevande più o meno calde, più o meno alcoliche.

Metterò la borsa dell’acqua calda a scaldare le gelide lenzuola, e tre paia di calze per dormire senza rischiare l’amputazione delle dita dei piedi per congelamento.

Sarò contentissima se verrà fuori un po’ di sole, per poco che possa durare.

Continuerò ad aspettare che finisca la pioggia.

Continuerò a sperare che il destino, non foss’altro per contraddire questo mio post da vecchia bisbetica, ci regali un insolito inverno di sole, come quello di due anni fa.

(Non garantisco, però, che poi non mi lamenti della pioggia primaverile!)

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2 Risposte a “Non può piovere per sempre. O forse sì: Lisbona sotto la pioggia”

  1. ciao!ho iniziato a leggere i tuoi post, mi piacciono un sacco! anche perchè a metà gennaio vado a lisbona. senti, ma più o meno fino a che mese piove? solo che non vorrei arrivare lì e ritrovarmi nell’umido e nella “bagna-scemi” per mesi!

    1. Ciao! Eh, chi lo sa fino a quando piove..in questo Lisbona è abbastanza imprevedibile: l’anno scorso fino a maggio, due anni fa invece niente. Ma sii ottimista (per esempio, due giorni dopo che ho scritto lamentandomi della pioggia, ha smesso 🙂 ). Io a tutti quelli che mi chiedono informazioni meteorologiche consiglio di consultare il sito dell’istituto portoghese di meteorologia (www.ipma.pt), là ti puoi fare un’idea. Buon arrivo a Lisbona allora, e speriamo che non piova troppo!
      Giulia

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