L’aereo russo, la Turchia e i turcomanni

jet

Riproduco anche qui il mio nuovo post del blog di “cose turche” che tengo per LookOut News

No, non sta per scatenarsi una guerra tra Russia e Turchia (col conseguente coinvolgimento della Nato), ma l’incidente di questa mattina – come ha affermato il portavoce del Cremlino – è davvero “molto serio”. F-16 di Ankara hanno abbattuto un Su-24 russo al confine tra la Siria e la Turchia, c’è ancora divergenza di vedute sul fatto che lo avesse o meno oltrepassato (la Turchia sostiene inoltre di aver avvisato i piloti per ben 5 volte in 10 minuti).

Punto fondamentale: si è trattato di un incidente annunciato. Dopo l’inizio del coinvolgimento diretto di Putin nella guerra civile siriana, le autorità militari e politiche turche avevano denunciato più volte delle violazioni del proprio spazio aereo; e già il 16 ottobre, sempre nella stessa area, a essere vittima dei jet turchi era stato un drone, probabilmente russo (non ci sono mai state comunicazioni ufficiali a riguardo). Del resto, regole d’ingaggio molto rigide in Turchia sono in vigore dal giugno del 2012, quando fu un aereo militare turco a essere abbattuto – dalle difese anti-aeree di Damasco – sempre per una violazione del confine.

Gli eventi del 24 hanno però un’origine ancora più specifica: lo scontro tra Ankara e Russia sui ribelli turkmeni anti-Assad, protetti dai turchi e invece attaccati nei giorni scorsi dalle truppe lealiste proprio col sostegno dei russi. I turkmeni della regione del Bayırbucak, che per l’appunto si trova nella stessa area dell’incidente di questa mattina: dove invece non ci sono membri di Daesh. Il 19 era stato convocato al ministero l’ambasciatore russo, per protestare contro bombardamenti di villaggi turkmeni; già ieri Ankara aveva mosso i primi passi formali per chiedere una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu per discutere di questo problema.

La posizione del governo Davutoğlu è piuttosto chiara: nel contesto del riavvicinamento tra Russia e Usa in funzione anti-Daesh, dopo gli attacchi terroristici di Parigi, la Turchia non tollererà violazioni dei suoi interessi nazionali in Siria (di cui le sorti dei turkmeni – turcofoni – fanno integralmente parte). Bisognerà però vedere se fare la voce grossa sarà sufficiente a tenere a bada l’offensiva russa, perché un appoggio concreto da parte alleati della Nato – anche nell’istituzione di una zona d’interdizione aerea nell’area al confine turco-siriano, invocata dal 2011 – non sembra al momento esserci.

D’altra parte, non è pensabile una rottura completa dei rapporti tra Mosca e Ankara: è stata apparentemente annullata la visita del ministro degli esteri russo Lavrov in Turchia prevista per domani, forse è il caso che Erdoğan e Putin parlino di nuovo direttamente per trovare una soluzione di compromesso. Una escalation non è davvero nell’interesse di nessuno.

Precedente Abdullah Öcalan cittadino onorario di Palermo Successivo Nudo ottomano, nudo turco

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.