La Repubblica degli estremisti di Afrin

L’offensiva della Turchia per liberare la città di Afrin (in territorio siriano) dal Pyd/Ypg – il ramo per l’appunto siriano dell’organizzazione terroristica Pkk (sì, so bene – e l’ho scritto spesso… che è anche un movimento politico, di estrema sinistra) – ha fornito l’assist alla galassia dell’antifascismo militante, a qualche intellettuale d’area e persino alla grande stampa per esibirsi in una disgustosa apologia dell’estremismo rivoluzionario.

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Un’apologia che piega la realtà fattuale a interessi di parte: dove la “parte” è indicata dalla comunanza politico-ideologica, dalla comune e autoproclamata “lotta” contro non si sa bene chi e cosa. E’ il caso di un articolo pubblicato su La Repubblica il 20 marzo, a firma Paolo Gallori: dedicato a “quei giovani europei morti in Siria per difendere Afrin e la libertà dei curdi” – cioè, a quegli sciagurati accecati dalla propaganda che si sono fatti uccidere – pace alle loro anime – combattendo tra le fila di un’organizzazione terroristica. Vittime delle propaganda, poi trasformati anche da morti in testimoni della propaganda anti-turca.

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Dico: ma la Turchia non è un nostro alleato storico, membro della Nato e candidata a entrare nell’Unione europea, partner commerciale di grande rilievo per l’Italia? E allora come diavolo si fa a fare il tifo per un’organizzazione estremista che impone la propria volontà politica con la violenza e compie attentati terroristici (o altre azioni militari), spacciando i loro membri e i loro sostenitori internazionali per “resistenti” o “difensori delle libertà” (altrui)? Come diavolo si fa persino a esaltare chi si fa plagiare da ideologie estremiste, fuori dal tempo e dalla storia? Non sarebbe ora di finirla?

2 Risposte a “La Repubblica degli estremisti di Afrin”

    1. mi pagano 100 euro – i servizi segreti turchi – per ogni commento idiota come questo. altri 1.000 li prendo per la segnalazione del tuo indirizzo di posta elettronica

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