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Il museo di pittura e scultura di Ankara restaurato

Ankara

(già pubblicato nel numero di marzo 2021 de Il Giornale dell’Arte)

Il museo statale di pittura e scultura di Ankara è un compendio di storia dell’arte ottomana e turca degli ultimi 150 anni. Dopo due anni di lavori, necessari sia per un restauro strutturale sia per il completo riallestimento della mostra permanente, è di nuovo aperto al pubblico.

La sua sede è prestigiosa e iconica: un edificio nato tra il 1927 e il 1930 nella nuova capitale per ospitare un’associazione culturale nazionalista, trasformato in museo solo nei primi anni ’80; la presenza di un teatro da 400 posti, anch’esso restaurato, si spiega con questa prima destinazione. La collezione, che vanta al momento 3.629 pezzi tutti digitalizzati, è stata costituita a partire dagli anni ’70: sfruttando principalmente materiale disperso in uffici pubblici e selezionato da un comitato, poi arricchito da acquisti e donazioni.

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L’organizzazione è cronologica, presenta tutte le maggiori correnti locali fino ai nostri giorni. L’allestimento è moderno e con un’illuminazione ben curata; viene fatto un uso intelligente delle nuove tecnologie, con app informative. Tra le 240 opere in mostra: “Il venditore di armi” di Osman Hamdi Bey di fine ‘800, scene della guerra d’indipendenza, paesaggi anatolici, ritratti della principessa Fahrünnisa Zeyd, le scene parigine di Fikret Mualla Saygı, le vedute astratte di Devrim Erbil attivo nel XXI secolo. Una mostra temporanea parallela racconta la storia dell’edificio, la sua trasformazione in museo.

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