Antakya, un tappeto di mosaici (con nuove foto)

Antakya

Vi ho già parlato dell’incredibile museo/hotel di Antakya – già Antiochia ad Orontem, oggi al confine tra Turchia e Siria – che aprirà tra pochi giorni. Ho scritto sull’argomento un primo articolo introduttivo per Il Giornale dell’Arte, ne scriverò uno ancora più approfondito dopo aver trascorso un po’ di tempo sia nel museo sia nell’hotel: sono nello stesso edificio, ma sono entità separate (il museo è un museo nazionale, gestito dal ministero della Cultura e del Turismo: e le entrate sono separate).

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Sono state diffuse, dall’agenzia di stampa turca Anadolu Ajans, delle nuove foto (o almeno, io non le avevo viste prima): e ho pensato di fare un post apposito, poi per l’appunto fra 2/3 settimane arriveranno anche le mie. Queste, come vedete, sono straordinarie.

Qualche dettaglio in più dal mio articolo:

[…]

Al di là di qualche tratto di mura e di acquedotto, tutti i monumenti più prestigiosi dell’Antiochia romana – palazzi, teatri, terme, templi, un grande foro, due strade colonnate lunghe tre chilometri – sono ormai sepolti sotto i sedimenti del fiume e le abitazioni della città moderna. Il museo-hotel si trova proprio lungo l’asse di una di queste strade colonnate, nei pressi del Parmenius affluente dell’Oronte. Si tratta di un’area archeologica formalmente protetta, quindi prima di iniziare i lavori per la sua costruzione – nel 2009 – sono stati scavati 29 pozzi per sondaggi da parte del personale del museo archeologico di Antakya, su di un’area di circa 17.000 metri quadrati.

I risultati sono stati sbalorditivi, sin da subito: domus, pavimenti musivi in ottimo stato di conservazione, un impianto termale che faceva anche da argine. La famiglia Asfuroglu, imprenditori del settore energetico ma già gestori di un hotel poco distante, è stata costretta a un cambiamento radicale di programma: si sono affidati all’architetto di fama internazionale Emre Arolat per elaborare un progetto alternativo e innovativo in grado di combinare la musealizzazione delle strutture e dei mosaici con l’ospitalità alberghiera, hanno deciso di sponsorizzare tutte le attività di scavo e poi restauro iniziate a pieno ritmo nel 2011.

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