Ad Antiochia, l’hotel più bello del mondo

Antakya

Ho avuto la fortuna di visitare questo posto magico quand’era ancora in costruzione, ad ottobre; aprirà finalmente tra poche settimane, ad Antakya in Turchia: una volta Antiochia ad Orontem città ellenistica fondata nel III secolo a. C., poi come capitale della provincia romana di Siria una delle più popolose e opulente città dell’impero. ho già scritto un primo articolo introduttivo, di presentazione, per Il Giornale dell’Arte: sul blog come al solito vi anticipo qualche paragrafo.

Ma dopo l’apertura, a metà luglio, avrò mondo di tornare ad Antiochia, di ammirare i mosaici in tutto il loro splendore, soprattutto di passare la notte nell’hotel che è anche un museo: e poi ne scriverò, con le mie sensazioni e un’intervista all’architetto che lo ha progettato, per Al-Monitor.

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È un edificio unico al mondo. Al piano terra è un museo nazionale, con resti di ville romane risalenti al II, IV e V secolo d. C., e oltre mille metri quadrati di pregevoli mosaici in situ, geometrici e figurativi; nei tre piani superiori, le stanze e le strutture di un hotel a 5 stelle.

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Sono stati rinvenuti oltre 30.000 oggetti – monete, ceramiche, terrecotte, frammenti architettonici – in cinque strati principali, che si estendono dal III secolo a. C. ellenistico a quello ottomano. E poi i mosaici, ovviamente […] . Innanzitutto, nove pannelli di una dimora signorile del VI secolo d. C. con rappresentazioni geometriche dall’estensione di 1050 metri quadrati; alcuni di questi pannelli, a causa di successivi terremoti, seguono l’attuale conformazione “a onda” del terreno e sono perciò ancor più spettacolari.

A un’abitazione del secolo successivo appartengono invece un medaglione con la personificazione della Megalospichia – rappresenta l’anima creativa – circondata da uccelli, sempre in coppia maschio/femmina e perciò dalle dimensioni e dal piumaggio diversi; e poi pannelli più piccoli con animali selvatici. I più belli e interessanti, a una profondità maggiore, sono invece del II secolo d. C., coevi e ugualmente raffinati di quelli già famosi della vicina Zeugma, con un’estensione di circa 200 metri quadrati (decoravano un triclinium): un grande quadrato con il cavallo alato Pegaso e tre ninfe, un pannello rettangolare con otto muse e ai lati Calliope musa della poesia epica insieme a Esiodo e le personificazioni della Boeotia e del monte Alcyone dove per l’appunto le Muse risiedevano. Un ulteriore pannello di un ninfeo ritrae amorini che pescano.

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Antakya
Antiochia
Antiochia

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