Le foto di Ara Güler all’Istanbul Modern

Ara Güler

C’è una nuova mostra sulle foto di Ara Güler al museo Istanbul Modern (nella sua sede provvisoria, in attesa che quella nuova venga costruita in riva al Bosforo): più specificamente, di foto che ritraggono Istanbul.

E’ una collaborazione tra il museo e archivio Ara Güler e l’Istanbul Modern: con foto provenienti dalle rispettive collezioni, direttamente firmate dal maestro.

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Ho già parlato del suo museo/archivio, ho già parlato del suo “occhio” e del suo stile fotografico, oltre che dei suoi temi preferiti; qui potete leggere cosa ne ho scritto altrove, in un articolo sulla sua collaborazione artistica con lo scrittore Orhan Pamuk:

“La specificità delle foto di Guler – rigorosamente in bianco e nero, scattate all’alba o al tramonto per enfatizzare i contrasti di luce – è quella di far esplodere le contraddizioni di una capitale millenaria sprofondata nella miseria e nel degrado. Ritraggono monumenti pericolanti, scene di ordinaria disperazione, stradine in ripida pendenza invase da fango e sporcizia, i mestieri umili del porto, le navi sul Bosforo e all’attracco, i cimiteri con vista pittoresca; ritraggono soprattutto persone: povere, fragili, sfigurate e deformate dalla fatica quotidiana (portatori, venditori ambulanti di ogni cosa). Ha fissato indelebilmente il ricordo di quel mondo oggi proiettato nella modernità, quasi sterilizzato dalle sue forme più arcaiche; un mondo che sopravvive solo in alcuni villaggi in riva al Bosforo, o in poche bidonville del centro in via di definitivo smantellamento.” 

La mostra all’Istanbul Modern, in programma fino al 17 novembre 2019, non mi convince granché: una cinquantina di foto esposte in uno spazio angusto insieme a dei documenti d’archivio, molte foto famose che quindi – per chi già le conosce – appaiono un po’ scontate. Nel senso che la mostra non aggiunge nulla di nuovo a quello che già sapevamo, sul tema generale dei cambiamenti a Istanbul negli ultimi 60 anni; anche se, per chi invece non conosce l’arte di Ara Güler, possono essere una buona introduzione.

Di tutt’altro spessore sono invece le mostre organizzate dal museo/archivio nello spazio espositivo di Bomontiada: al momento è ancora in corso quella dedicata al sito archeologico di Aphrodisias, che sicuramente merita una visita.

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Lo stesso istituto culturale, diretta emanazione del gruppo industriale Doğuş 8questo sì che è mecenatismo!), ha poi organizzato un’altra mostra itinerante: prima Londra, poi Parigi e New York, poi a gennaio a Roma, al museo di Trastevere: ve la racconterò quando potrò vederla, in Italia.

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