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La Turchia (immaginaria) di Arturo Scotto

Arturo Scotto è un parlamentare napoletano di Mpd (la “sinistra sinistra”). Per puro caso, mi sono imbattuto in un suo articolo/testimonianza sull’Huffington post di qualche giorno fa, dedicato al processo in Turchia contro il leader d’opposizione Demirtaş.

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Al di là delle considerazioni sul processo in sé, che non intendo commentare (la questione è molto complessa), mi ha colpito questo passaggio:

La Lira è in caduta libera, svalutata come non mai, due volte tanto rispetto al referendum di sei mesi fa, i bancomat sono vuoti, manca la liquidità. Sembra un paese che ripiega. L’inverno della repressione (magistrati, funzionari pubblici, giornalisti, politici) coincide con l’inverno della recessione.”

Dico: ma com’è possibile che dei parlamentari – Scotto risulta peraltro laureato scienze politiche, quindi un minimo di economia l’ha studiata – possano scrivere simili scemenze? Sì, la lira si è pesantemente svalutata: ma il deputato di Mpd, dove diavolo li ha trovati i “BANCOMAT VUOTI”? Ma cosa diavolo si sta inventando?

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E la recessione, poi? La RECESSIONE? Ma se nel terzo trimestre l’economia è cresciuta dell’11%, con proiezioni di una crescita tra il 5% e il 7% su base annua? Certo, l’inflazione è salita in parallelo, la banca centrale ha ulteriormente innalzato il tasso d’interesse: fattori di rischio, a cui le istituzioni devono porre rimedio (e cosa ci stanno a fare i ministri dell’economia e i banchieri centrali, sennò?). Parlare di “recessione” e di “bancomat vuoti” è da camicia di forza, però: e il dramma è che poi c’è chi lo legge, gli dà retta e sulla Turchia si fa stranissime idee.

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