Ayasofya di nuovo moschea? Tutti i dettagli

Ayasofya

Vi propongo un paio di paragrafi del mio nuovo articolo sul futuro di Hagia Sophia/Ayasofia, la chiesa della Sapienza divina di Costantinopoli (no, non si chiama Santa Sofia: non ha nulla a che vedere con una santa chiamata Sofia) che forse tornerà a essere un luogo di culto. Lo potrete leggere integralmente nel numero di maggio de Il Giornale dell’Arte.

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Chiesa, moschea, poi museo. E adesso di nuovo moschea? Lo ha fatto intendere il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, in due interviste televisive prima delle elezioni amministrative del 31 marzo: non ha parlato esplicitamente di un ripristino come luogo di culto, ma ha rivelato la sua personale volontà affinché Hagia Sophia/Ayasofya torni a chiamarsi “moschea” e non più “museo”, che non ci sia più un biglietto d’ingresso. Ulteriori piccoli passi verso la riconversione, comunque? 

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In principio, vennero eliminate icone e reliquie e aggiunti la nicchia che indica la direzione della mecca (mihrab) e il pulpito islamico (mimbar), oltre a tappeti e una mezzaluna sulla cupola imponente al posto del crocifisso. Ma non tutti i mosaici vennero intonacati, senza comunque danneggiarli: solo quelli dei livelli inferiori, mentre quelli dei livelli superiori continuarono a far mostra di sé fino al ‘500 inoltrato. Ai due minareti di Mehmed II ne vennero poi aggiunti altri due da Selim II, un secolo più tardi.  

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Nel 1934, il presidente Mustafa Kemal Atatürk ne formalizzò la trasformazione in museo, così da preservarne la storia sia romano-bizantina sia ottomana: niente più preghiere, ma visite turistiche tenendo le scarpe e senza obbligo di coprirsi i capelli per le donne. Una decisione mal digerita dal movimento politico islamista, un gesto – nella loro interpretazione – che trasformava la chiesa-moschea in nuovo simbolo di vittoria: stavolta della repubblica nei confronti dell’impero defunto, della secolarizzazione nei confronti della religione. Da allora meditano la rivincita.

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Nel frattempo, sono tornate a essere moschee – dopo aver funzionato per decenni come museo – altre due Ayasofya in precedenza chiese, quella di Nicea/Iznik nel 2011 e quella di Trabzon nel 2013. Sono aperte al culto, ma solo in aree delimitate; nelle altre si può circolare liberamente, come turisti: in quella di Iznik sono sempre visibili il pavimento in opus sectile e gli affreschi sopravvissuti, in quella di Trabzon durante le preghiere le immagini cristiane vengono coperte con un telo. Sarà questo l’approccio che verrà eventualmente seguito per la Hagia Sophia/Ayasofya di Istanbul?  

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Un commento su “Ayasofya di nuovo moschea? Tutti i dettagli

  1. Lara il said:

    oh mio Dio! NO! rifarla tornare moschea no! a parte il fatto che in Città di moschee ce ne sono già abbastanza… Quella Basilica è il simbolo della Cristianità Ortodossa da sempre, com’è stato scritto nell’articolo: “Nel 1934, il presidente Mustafa Kemal Atatürk ne formalizzò la trasformazione in museo, così da preservarne la storia sia romano-bizantina sia ottomana”, non è che Ataturk mi stia simpaticissimo, però l’idea di trasformarla in un museo mi è sempre sembrato un buon compromesso … speriamo bene…

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