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La moschea di Barbarossa e la moschea di Barbablù

Barbarossa

Ho pensato di dedicare un post apposito – così da aggiungere qualche riflessione specifica e qualche dettaglio in più – alla nuova moschea di Levent dedicata a Barbarossa. Al Barbarossa ottomano, corsaro e grande ammiraglio: non all’imperatore Federico, eh!

Menzionavo questa nuova moschea – attualmente in costruzione – nel precedente post su quella da poco inaugurata di Piazza Taksim. In questo post commentavo un articolo di un giornalista italiano – niente nomi! – che ha esibito tutto il campionario dell’islamizzazione, della Turchia laica contro la Turchia islamica: la solita tiritera, basata su antipatici pregiudizi, che va avanti da un decennio abbondante.

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Veniamo alle moschee. Quella di Taksim è stata inaugurata il 28 maggio: e proprio in quest’occasione, il presidente Erdoğan ha annunciato – ma senza dare riferimenti temporali precisi – la futura apertura al culto di un’altra moschea a Levent, la zona dei grattacieli che ospitano grandi aziende e dei centri commerciali più sfarzosi come il Kanyon. Una zona che è al momento di moschee è priva.

Levent è un quartiere nel distretto amministrativo di Beşiktaş; il quartiere di Beşiktaş è invece tutt’altra cosa: non lontano, ma con caratteristiche molto diverse (è un quartiere storico sul Bosforo, con un grande mercato all’aperto: un quartiere popoloso e popolare; chi scrive professionalmente, queste cose dovrebbe saperle).

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Come dicevo, la moschea sarà dedicata a Barbarossa: e questa cosa al collega non va giù! Ritiene che la scelta del nome sia una sfida, la manifestazione di una volontà di conquista: e questo perché Barbarossa è ancora oggi considerato il nume tutelare della marina militare turca, che per l’appunto – negli ultimi anni – si sta ritagliando un ruolo più propositivo e dinamico nel Mediterraneo orientale.

Il collega tralascia però un dettaglio importante: la moschea si trova su un viale che ha già il nome di Barbarossa. E questo perché nasce proprio da Beşiktaş – come dicevo, sul Bosforo – ed esattamente dal luogo dove si trova la tomba di Barbarossa (e poi si snoda per alcuni chilometri fino a Levent e oltre).

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In realtà, è anche vero che Barbaros bulvar a un certo punto diventa Büyükdere caddesi: la strada è la stessa, cambia solo il nome. La moschea si trova sul tratto col nome cambiato: ma il legame con Barbarossa – col viale – rimane comunque diretto.

In ogni caso: ma una moschea che si trova su viale Barbarossa (sul suo prolungamento), viale che nasce dalla tomba di Barbarossa, ha più senso chiamarla moschea di Barbarossa o moschea di Barbablù? E perché questa informazione – secondo me, rilevante – è stata omessa, nell’articolo di cui sopra? Ma magari decideranno persino di far diventare Barbaros bulvar anche il tratto con nome diverso: così, solo per fargli un dispetto!

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4 Risposte a “La moschea di Barbarossa e la moschea di Barbablù”

  1. Invece di zittire Bahçeli, che ogni sue su tre vuole chiudere partiti (qualche volta anche la Corte Costituzionale e l’Associazione dottori), Soylu che va a fare figuracce in tv, ancora con le moschee?
    D’altronde faccio male io a stupirmi, dato che Fatih e Üsküdar (entrambe municipalita’ AKP) ormai sono un fiorire di madrase e di magazzini adibiti a biblioteche (Karagümrük…). Evidentemente sono arrivati soldi, come sempre spesi male.
    Preferivo i centri commerciali, almeno erano belli.
    E comunque la moschea di Taksim é un simbolo di islamizzazione, dato che volevano edificarla proprio loro fin dai tempi del Refah Partisi (e se non era islamista il Refah Partisi…).

    1. no, Bahçeli vuole far chiudere NON partitI (al plurale) ma UN partitO al singolare: un partito – l’Hdp – che è la vetrina legale di un’organizzazione terroristica. e perché mai un partito che legittima il terrorismo non dovrebbe essere chiuso?

      riguardo invece alla cosiddetta “islamizzazione”, avresti ragione se a Taksim ci fosse solo la moschea e tutti gli altri edifici e monumenti fossero stati resi al suolo: è invece uno dei tanti, che convivono…

    2. ah, anche l’ “Associazione dei dottori”: se si occupasse di sanità non ci sarebbero problemi, il problema nasce invece dal fatto che fa politica (non solo è orientata all’estrema sinistra, ma anch’essa dà legittimità al terrorismo del Pkk per affinità ideologica).

  2. Quale associazione, giornale, rivista, organizzazione (pro iktidar e non) sarebbe rimasta a non ‘fare politica’ in Turchia?
    Che senso ha chiudere l’HDP, se tanto poi c’é la possibilita’ di rifondare un partito simile, con principi simili (che mi sembra gia’ esista). Non é il primo partito pro PKK che esiste in Turchia, é dal 1990 e dal caso Leyla Zana che diversi partiti della stessa matrice vengono aperti e chiusi. Lo stesso HDP aveva al momento della sua fondazione Selahattin Demirtaş segretario, mentre suo fratello Nurettin tra le file del PKK a Kandil che faceva endorsement per il fratello. Non era gia’ assurdo da principio che un partito del genere esistesse? Si pone solo ora il problema? Non ha assolutamente senso chiudere un partito se poi esistono le garanzie costituzionali affinché se ne possa creare uno uguale. Penso, piuttosto, si dovrebbe lavorare attivamente sulla fitta rete di contatti e di clan locali che portano voti a quel partito in determinate zone (che non vuol dire solo nominare un kayyum).
    Sul resto: questi venti di estrema moralita’ sembrano soffiare solo quando di mezzo c’é l’estrema sinistra (anche se ormai basta qualsiasi cosa per essere additati come simpatizzanti/membri di DHKP-C, TİKKO, THKP-C, TKP/ML), poi pero’ guai a toccare cemaat, tarikat come i Suleymancı o gli Uşşaki o stampa spazzatura che inneggia al califfato e all’odio verso tutto quello che non é pro governo (Akit, Milat).

    La moschea di Taksim E’ un simbolo di islamizzazione, se non altro per la cornice ideologica che sta dietro alla sua realizzazione, alle volonta’ di chi ne ha voluta l’edificazione.
    Il problema non é comunque questo, poco importa l’islamizazione presunta o tale. Quello che interessa é: un modo piu’ serio e utile di spendere sti soldi, esiste? C’é volonta’ di risolvere seriamente i problemi?

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