Binali Yıldırım, un premier curdo per la Turchia

YildirimErdogan

(già pubblicato sul mio blog “Cose turche” di Look Out news)

Tutto come previsto. Sarà infatti Binali Yıldırım, ministro dei trasporti dal 2002 (con un breve intervallo tra il 2014 e il 2015), il nuovo leader dell’Akp e il prossimo primo ministro. Come annunciato oggi, dopo ampie consultazioni con tutti i quadri nazionali del partito, il sessantenne di Erzincan si presenterà in veste di candidato unico al congresso di Ankara di domenica prossima 22 maggio, convocato dopo le recenti dimissioni di Ahmet Davutoğlu.

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Yıldırım, le cui fortune politiche si devono soprattutto ai grandiosi e capillari progetti infrastrutturali – autostrade, ferrovie ad alta velocità, ponti, porti e aeroporti – che hanno trasformato la Turchia e il suo sistema economico, ha due specificità: primo, è un fedelissimo alleato di Erdoğan e con ogni probabilità ne asseconderà le ambizioni presidenzialiste e le più importanti scelte politiche (soprattutto in politica estera, campo nel quale non ha mai mostrato preferenze personali); secondo, è curdo e continuerà sulla linea da tempo tracciata dal governo: pugno di ferro contro il terrorismo che sta tenendo in scacco il sud est a maggioranza curda del paese, ambiziosi programma di ricostruzione e di sviluppo economico (e infatti, appena resa nota la sua designazione è partito per Diyarbakır, dove inconterà le famiglie di alcune vittime del Pkk). Nulla di strano, contrariamente a quanto cerca di far credere la propaganda filo Pkk: la Turchia ha già avuto leader politici curdi – come il presidente Turgut Özal, ad esempio – e ovviamente non tutti i curdi si sentono rappresentati dalle fazioni estremiste e violente.

Il congresso porterà a nuove nomine ai vertici del partito, sono ovviamente previsti dei cambiamenti di assestamento nella squadra di governo: ed eventuali nuovi nomi di peso – o rinunce eccellenti – faranno immediatamente in che modo verrà applicata l’agenda riformista – sia istituzionale, sia in campo economico – voluta dal premier uscente Davutoğlu dopo le elezioni del 1° novembre.

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