La nuova birra Efes

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Dopo 2 settimane di commenti sul golpe in Turchia, riprendo a occuparmi anche di tutto il resto: ma come al solito non mancherò di rispondere alla disinformazione – spesso di matrice islamofoba – che proprio dal 15 luglio si è contraddistinta per virulenza e cialtronaggine.

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Uno dei temi favoriti di chi parla male a tutti i costi della Turchia guidata da un partito di ispirazione islamica – distorcendo e strumentalizzando compulsivamente notiziole e fattarelli – è quello della cosiddetta “islamizzazione”: termine che induce i lettori a pensare che in Turchia sta per essere introdotta la sharia, che le donne saranno obbligate a indossare il cosiddetto “velo”, che orde di fanatici e famelici “islamisti” con barba e baffi (e niente occhi azzurri: parola di Marco Ansaldo!) aiuteranno a imporre la purezza vestimentaria, che le bevande alcoliche saranno proibite.

Ecco: non solo – come ho testimoniato sul blog – sono state recentemente create nuove marche di birre artigianali che hanno spezzato il monopolio di birre industriali e senza gusto come la Efes, ma nei giorni scorso ho scoperto che persino l’Efes ha immesso sul mercato nuovi prodotti di migliore qualità. Il mercato cambia, i gusti si evolvono e i consumatori diventano più esigenti: altro che “islamizzazione”!

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Sabato le abbiamo comprate – tutte e tre: bianca, ambrata, rossa – e abbiamo organizzato una bella degustazione. Il giudizio è positivo solo sulla bianca (anche per preferenze personali), le altre due sono nettamente inferiori ai rivali Pera e Gara Guzu già documentati sul blog; il prezzo è invece sostanzialmente quello, 6 lire turche per ogni bottiglia da 33 cc (formati diversi non ne ho visti). Più marketing che sostanza, insomma: ma il tentativo di modernizzarsi è comunque da apprezzare.

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