Buyukada: consigli per arrivarci e viverla al meglio!

AVVISO: questo post è ormai datato, è stato scritto da una persona che si occupava del blog in precedenza; chi lo gestisce oggi non ne condivide l’impostazione. Per contattarmi: giuse.mancini@gmail.com

Le isole del principe, chiamate affettuosamente “le isole” dagli istanbuliani, rigogliose, tuffate nel Mar di Marmara, sono da sempre la meta ideale per i week end al sole di chi vuole fuggire dal caos della metropoli turca per eccellenza, e a buon diritto: sono isole a dir poco stupende, un magico idillio fuori dallo spazio e dal tempo.

Qui il tempo sembra davvero esserci fermato: nell’isola che ho visitato ieri, Buyukada, non ci sono a auto o mezzi di trasporto. Solo carrozze variopinte guidate da cavalli, i cosiddetti feyton, che con poco meno di 10TL vi scarrozzeranno ovunque sull’isola, alla ricerca delle sue calette nascoste o alla volta del tramonto. La popolazione dell’isola è oggi di circa 7.000 persone: nel week end, aumenta esponenzialmente, se potete, cercate di visitare l’isola in settimana.

Armatevi di scarpe comode e  affrontate la salita faticosa per Ayia Yorgi, una chiesetta idilliaca dove godrete di una vista senza pari, e potrete anche rifocillarvi con caffè, nella taverna vicino alla chiesa di Ayia Yorgi (San Giorgio, in greco Άγιος Γεώργιος), Yucetepe Kir Lokantasi (90-216-382-1333; yucetepe.com), in cima alla vetta più alta del Buyukada. Andateci al il tramonto, ma tenete presente che ci vuole almeno mezz’ora per salire la strada che sale da Birlik Meidani (Union Square). Portare con voi i contanti: le carte di credito non sono accettate. Cena per due: 45TL.

Da sempre meta dei ricconi greci, turchi e armeni, vedrete alcuni tra i più begli edifici coloniali del mondo: case di legno con terrazze e patio in un bianco squillante, incorniciato dalle bougainvilles e da alti alberi ombrosi, appena mossi da un vento fresco che soffia dal mare.

In una di queste case a ridosso sul mare visse lo scrittore russo protagonista della rivoluzione d’ottobre Lev Trotsky, in esilio dalla sua madrepatria; lungo sarebbe l’elenco di tutte le celebrità ospitate da Buyukada – letteralmente, isola grande – già colonizzata dai greci ed eletta dall’ imperatore bizantino Giustino II come sua dimora prediletta, in cui fece anche erigere un monastero nel 569 d.C.

Una passeggiata tra le sue vie e ve ne innamorerete per sempre! Arrivare qui è davvero semplicissimo: basta recarvi all’imbaracadero di Kabatas (o di Kadikoy, se alloggiate sulla sponda asiatica) e con il traghetto pubblico sarete sull’isola in un’ora o poco più! Costa solo 3,75TL. Ogni ora circa. A kabatas ci sono anche traghetti privati che vi porteranno sull’isola più velocemente, ma costano molto di più.

Se volete fermarvi a dormire sull’isola, potrete scegliere tra pensioncine scalcagnate (come la Mimoza Pansyon, www.mimosapanzion.com) o tra alberghi di superlusso, come il mitico e famosissimo Palace Splendid. Affittare una bici sull’isola, per girarla tutta, sarà facilissimo: troverete mille affittabici un po’ ovunque, anche sulla piazzetta principale che troverete appena arrivati sull’isola. A voi la scelta!

Per mangiare: tutti i ristoranti sono buonissimi, e quelli a bordo mare sono più costosi, da segnalare: Ucler Tasfirin (Recep Koç Caddesi 22; 90-216-382-1505) dove per poche lire, si può pranzare con pide e lahmacun; Di Sukru (Gulistan Caddesi 16; 90-216-382-1245; bysukru.com.tr), offre mezes come polipo alla griglia, melanzane arrosto e insalata di fagioli bianchi, da accompagnare con vino o raki. I camerieri parlano inglese. Che delizia!

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