A cena da Moise de Camondo

Camondo

Ormai quasi due anni fa, avevo parlato di un edificio di Galata molto speciale – una delle residenza dei Camondo, famiglia di banchieri ebrei – e dei lavori di restauro allora in corso. Come avevo immaginato, è stato trasformato in hotel di qualità: e nel frattempo ho scoperto qualcosa in più, sulla sua storia.

Ora, prima di tutto vi consiglio di scoprire chi erano i Camondo – le loro vicende sono al contempo esaltanti e tragiche, da Costantinopoli a Parigi – attraverso i miei due post precedenti (uno è in sostanza un articolo del 2009, dedicato a una splendida mostra per l’appunto a Parigi):

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E cos’ho scoperto, di nuovo? Che l’edificio attuale è stato costruito nel 1881, per ospitare non più la famiglia Camondo ma affittuari: era un condominio, insomma (di lusso, ovviamente). La famiglia aveva abitato lì, esattamente lì: ma in un edificio di legno, in un konak; era la casa di Nissim, dove poi – nel 1860 – nacque Moise. I Camondo si trasferirono a Parigi nel 1869, quindi decisero di mettere a frutto i loro possedimenti (concentrati a Galata, dove avevano una serie di han e di istituti bancari).

Dopo il secondo dopoguerra è stato abitato non più da ricchi, ma da famiglie normali: e la famiglia di chi l’ha rilevato in gestione – prima c’era un apart-hotel, di livello discutibile – ha abitato proprio lì, dagli anni ’50 agli anni ’70. In virtù di questo legame speciale, mostra entusiasmo e rispetto per la storia dei Camondo: sia nella scelta dei nomi, sia nella scelta degli arredi e delle decorazioni (foto d’epoca, ritratti di Moise e di sua moglie Irène).

L’hotel DeCamondo è di ottimo livello: adatto per chi non vuole rimanere intrappolato nelle strutture di qualità scadente a Sultanahmet e preferisce invece immergersi nella storia autentica di Istanbul. Il personale è accogliente, le camere spaziose e arredate con gusto: costano da 100-120 euro, fino ai 200 per la suite (camera e salotto).

L’altra sera, con Ayşegül, siamo andati a provare il ristorante in terrazza: che per l’appunto si chiama Moise, come l’ultimo dei Camondo. E’ un ristorante di kebab evoluto: grande qualità nel cibo, menù snello, niente kitsch rustico ma solo raffinatezza nella preparazione dei tavoli, vista splendida sulla penisola storica e sul Bosforo, vini selezionati e cocktail in quantità.

C’hanno fatto assaggiare il piatto misto di meze classiche (antipasti), altre meze calde come humus con pastırma e una melanzana al forno che ti si scioglieva in bocca, il piatto mistissimo di kebab. Abbiamo rinunciato al dolce, per gustarcelo meglio la prossima volta. Ovviamente rispetto alla media di Istanbul è costoso, soprattutto se si bevono alcolici: ma si spende mediamente l’equivalente di 25-30 a persona, ampiamente giustificati. E io comincerò a consigliarlo a tutti quelli che chiedono suggerimenti su dove dormire a Istanbul e su dove andare a mangiare.

Camondo

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