Çayla, la risposta turca a Starbucks

Cayla03

Vabbè, è quanto dichiarato dal suo general manager il giorno dell’apertura, un paio di settimane fa: “Çayla è la risposta turca a Starbucks“. Mah, io direi proprio di no: potrebbe sicuramente funzionare in Turchia ma non all’estero, anche se nei programmi ci sono apeture sia alla Mecca sia a New York (oltre a molti altri in patria, in franchising).

LEGGI ANCHE: Le bevande di Istanbul, il çay

Vi spiego comunque di cosa si tratta. Innanzitutto, “çay” in turco vuol dire tè (dal cinese mandarino chà): e la particolarità dei Çaila – al momento in tutto 3, 2 dei quali praticamente sotto casa mia a Bağdat caddesi (sponda asiatica) – è quella di servire il classico tè nero in modo più raffinato, aggiungendo moltissime opzioni di tè aromatizzati che voglio di volta in volta provare. Çayla, in sostanza, vuol dire semplicemente “con il tè”. Il brand è una diretta emanazione della Çaykur, l’azienda statale che – se non sbaglio – ha il monopolio della produzione del tè in Turchia: livello medio-basso, purtroppo.

Quello che non mi piace è la presenza nello sterminato menù, oltre a dolci e gelati apparentemente aromatizzati al tè (soprattutto verde: ma nel nostro keşkül proprio non l’abbiamo sentito, questo presunto aroma), di qualsiasi prodotto commestibile: colazioni turche, tost, sandwich, pide, piatti che solitamente si trovano nei ristoranti. A me però intrigano molto i tè freddi a cui vengono aggiunti succhi di frutta e altri aromi: sicuramente ne abuserò, quest’estate.

In compenso, i locali sono molto grandi ed arredati con cura, si possono comprare tè e tisane sfusi ed è stata lanciata una linea di oggettistica tematica. Per i turisti e i visitatori è comunque un’esperienza da fare.

Çayla00
Çayla01
Çayla02

Precedente La strage del PKK a Dürümlü Successivo Binali Yıldırım, un premier curdo per la Turchia

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.