Che cosa si beve a Istanbul quando si muore di caldo?

AVVISO: questo post è ormai datato, è stato scritto da una persona che si occupava del blog in precedenza; chi lo gestisce oggi non ne condivide l’impostazione. Per contattarmi: giuse.mancini@gmail.com

Eh sì…il caldo comincia davvero a farsi sentire! Dopo una primavera breve come un soffio – appena due settimane – in perfetta corrispondenza con il solstizio, è esplosa l’estate per le strade di Istanbul! Fa CALDO!

Le giornate sono terse, non ci sono nuvole in un cielo azzurro come non mai: infilarsi nella mischia dei turisti e camminare nel dedalo delle stradine a saliscendi della città assomiglia sempre di più a una vera impresa. Da Taksim a Sultanhamet, tra la morsa di Aghia Sofia e la Moschea Blu, passando per il Gran Bazaar, il caldo e la sete cominciano a farsi cocenti! Cosa si beve a Istanbul quand’è così?

Cominciano a spuntare un po’ ovunque, e sempre più numerosi, i venditori d’acqua – 50 Kuros per un bottiglietta – molti dei quali sono in realtà dei lustrascarpe “riconvertiti” in venditori d’acqua, dato che in estate c’é sempre meno domanda di scarpe lustre, e gran scarsità di stivali, mentre la sete si fa sentire per tutti! E i turchi, sempre flessibili e pronti a indovinare le necessità dei turisti, si adattano: e non solo con le bottigliette d’acqua! Ci sono anche i fantastici succhi di frutta freschi. Si trovano agli angoli delle strade, vicino agli attracchi del traghetto e soprattutto, nella salita per il quartiere di Galata: venditori di succo d’arancia, delizioso e spremuto all’istante e utilizzando macchine spremiagrumi azionate a mano. Il prezzo normale per un succo d’arancia si aggira intorno a 1 TL: più cari il succo di pompelmo, carota e uva, melograno e ananas… Ottimi per il calo di zuccheri dovuto alla sudorazione!

Un’altro classico turco per combattere la sete cocente, è il mitico Ayran! Non l’avevo mai nemmeno sentito nominare prima di venire a vivere qui…e proprio non immaginavo che mi sarei trasformata in una bevitrice professionista del suddetto. Che cos’è l’Ayran? E’ una sorta di leggerissimo e rinfrescante yoghurt da bere, totalmente non zuccherato, anzi…direi leggermente salato, dato che è fatto con yoghurt, acqua e sale: perfetto da bere dopo un pasto piccante, per togliere il bruciore procurato dal cibo piccante, e per calmare i morsi della sete in una giornata afosa! I turchi ne bevono a litri, e io anche…normalmente viene venduto a circa 1 TL in bicchierini di plastica simili a quelli di uno yoghurt, e consumato insieme al kebab, oppure servito più tradizionalmente in coppette di rame.

Se siete amanti delle bollicine, c’è la Soda turca, ovvero la bevanda più frizzante mai ospitata in una bottiglietta verde, più gassata e dissetante della Perrier! Perfetta per fare il ruttino. Si prosegue con la Cola Turka, una sorta di imitazione della multinazionale Coca Cola, e con la birra locale: la mitica Efes, da consumare ghiacciata! Il fatto che siamo in un paese musulmano non impedisce a nessuno di bersi una bella birra.

Se avete paura di prendervi una congestione, con tute queste bollicine ghiacciate, potete seguire il consiglio degli esperti: bevete un bel chay caldo! A quanto pare bere una bibita calda aiuterebbe a sentire meno il caldo…Non ho mai stabilito se fosse vero o meno. Voi, che ne pensate?

2 Risposte a “Che cosa si beve a Istanbul quando si muore di caldo?”

  1. L’ayran e il chay. Le due bevande che ho amato e che tuttora amo di più di Istanbul. Il primo l’ho provato la prima volta che ho visitato la città nel 1988: è stata una scoperta deliziosa, fresco, gradevolissimo, un toccasana per attenuare il gusto di tutti i cibi speziati. Pochi turisti lo conoscono e lo chiedono, qualcuno che magari ha ordinato la solita birra ci guarda incuriosito e noi facciamo un figurone a spiegare di che si tratta. E poi il chay: che meraviglia berlo a qualsiasi ora, e soprattutto dopo il pasto! L’ultima volta ne abbiamo comprato un bel po’ al bazar delle spezie ed io lo bevo tutte le mattine a colazione. Ho anche comprato la teiera doppia. Ma non è proprio la stessa cosa, a Istanbul ha un altro sapore … (sospiro)

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