La chiesa bizantina dei SS. Costantino ed Elena

chiesa

La Turchia abbonda di luoghi di fascino straordinario, poco conosciuti dai più e completamente ignorati dal turismo di massa. Ho scoperto da poco – e spero di andarci, un giorno – la chiesa dei Santi Costantino ed Elena in Cappadocia, nel villaggio di Aktaş tra Niğde e Kaisery. Risale al VI secolo, con successive modifiche; gli affreschi sono invece dell’XI o XII secolo.

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E’ rimasta in stato di abbandono per secoli, addirittura utilizzata come deposito di mele dopo la seconda guerra mondiale, poi fatta saltare in aria negli anni ’70; dalla metà degli anni ’90 è stata sottoposta a minuziosi restauri, ha riaperto alle visite da poche settimane. Ne ho parlato, come al solito, per Il Giornale dell’Arte (nel numero in uscita a giugno).

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Oggi della chiesa rimangono in piedi solo la facciata, l’abside, la navata settentrionale.

I due santi sono raffigurati ai due lati di una croce, fanno parte di alcuni cicli di affreschi che dell’XI o XII secolo che sono tornati a splendere nei loro colori vividi. Raffigurano scene del Nuovo Testamento, come la Natività, la resurrezione di Lazzaro e l’arrivo di Gesù a Gerusalemme; santi-soldati della tradizione orientale, come San Demetrio, San Procopio, Sant’Eustachio e San Mercurio; gli arcangeli Michele e Gabriele.

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