La chiesa del primo giorno del mese di Istanbul

Dice: ma a che santo è dedicata, questa chiesa? In realtà, è dedicata alla Madonna: ma è conosciuta da tutti come “Ayın Biri Kilisesi“, per l’appunto la chiesa del primo giorno del mese! Si trova nel quartiere di Vefa, vicino all’acquedotto romano di Valente: dietro al grande centro commerciale specializzato nei tessili – esattamente, all’altezza del terzo blocco – che costeggia Atatürk Bulvarı. Ma perché questo nome? Perché è il primo giorno del mese – il primo giorno di tutti i mesi dell’anno – che fedeli di tutte le religioni si mettono in fila per accendere candele, ricevere la benedizione, attingere alla sorgente di acqua miracolosa (ayazma), propiziarsi i santi per ricevere grazie di ogni tipo.

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E’ una chiesa greco-ortodossa, ma è frequentata in gran parte da musulmani: uno dei vari esempi di ibridità religiosa a Istanbul, in cui i luoghi miracolosi hanno storicamente sconfitto le barriere confessionali e settari. La logica è: il santo è potente e fa i miracoli, proviamoci anche noi che non si sa mai! L’avevo scoperta nel corso delle mie ricerche libresche, sono riuscito finalmente ad andarci qualche giorno fa: il primo giorno del mese di luglio.

Sinceramente, non mi aspettavo tutta la gente che ho incrociato: soprattutto donne, visto che la grazia più frequentemente richiesta secondo la tradizione è quella di avere bambini. All’esterno come nel giardinetto interno, si trovano in vendita amuleti di ogni tipo; all’interno, invece candele e piccole chiavi portafortuna: che vengono strofinate sulle vetrinette che custodiscono le immagini sacre, con le quali si fa il gesto di aprirne le serrature.

Una religiosità prossima alla superstizione: con rituali ripetuti spesso per imitazione (anche di chi precede nella fila), segni della croce abbozzati in maniera goffa e approssimativa; tutti fanno così, è così che si farà. nelle vetrinette, sfruttando un apposito foro, vengono anche infilati biglietti con le proprie richieste; poi si la fila per ricevere la benedizione dai due sacerdoti in servizio: davanti all’immancabile vassoio per le offerte. Per grazia ricevuta, si mettono a disposizione degli altri fedeli zollette di zucchero, caramelle e dolciumi vari (il 1° settembre 2016 – data della mia ultima visita – qualcuno ha comprato una bella scatola di Ferrero Rocher!)

E’ un’esperienza da fare: un po’ una curiosità, un po’ la dimostrazione di come religioni diverse non implicano necessariamente separazione e odio. E a Istanbul, nella Istanbul ottomana, questa è stata storicamente la regola più che l’eccezione.

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