Crea sito

La dea Cibele è tornata in Turchia

(articolo scritto – come sempre – per Il Giornale dell’Arte)

La Cibele di Afyonkarahisar, dopo un’aspra battaglia legale, è tornata in Turchia: uno dei 4.441 oggetti recuperati negli ultimi 18 anni. È stata accolta dal ministro Mehmet Nuri Ersoy al museo archeologico di Istanbul, dove rimarrà provvisoriamente esposta. La statua della divinità frigia è in marmo, è alta circa 60 centimetri, è assisa in trono con al fianco due leoni e ha in testa un corona turrita; presenta un’iscrizione dedicatoria in greco, da Hermeios agli dei dell’Olimpo.

LEGGI ANCHE: Un viaggio nei siti archeologici della Turchia

La statua che risale al III secolo d. C. è stata restituita volontariamente da un collezionista israeliano, che voleva venderla negli Usa. Dopo esser stata trafugata dalla Turchia negli anni ’60, era entrata nella ricchissima collezione privata del generale dal generale Moshe Dayan (famoso per la sua benda nera sull’occhio sinistro), in parte rifornita con pezzi provenienti da scavi illeciti.

LEGGI ANCHE: Il museo archeologico di Istanbul rinnovato

L’ultimo proprietario, Eliezer Levin, aveva acquistato la Cibele nel 1987, pochi anni dopo la morte del generale e la dispersione della sua collezione. Aveva deciso di venderla nel 2016 da Christie’s a New York, dov’è arrivata con tutti i permessi. Le autorità turche l’hanno individuata e, attraverso un paziente lavoro di ricostruzione anche attraverso interviste a persone residenti nell’area degli scavi illegali, hanno dimostrato in modo inequivocabile la sua esatta provenienza e la sua esportazione del tutto illecita. Tornerà ad Afyonkarahisar solo quando vi verrà ultimato il nuovo museo archeologico.

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
https://www.facebook.com/IstanbulEuropa
https://twitter.com/IstanbulEuropa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.