Gli italiani combattenti contro la Turchia

Mi dicono: ma se questo è un blog di viaggi, perché ti ostini a scrivere di politica? Beh, la mia risposta è semplice: perché continuo a ricevere molti altri messaggi in cui mi si chiedono informazioni sulle condizioni di sicurezza a Istanbul, perché molti italiani – spaventati e fuorviati da tv e grande stampa – continuano a rinunciare a venire in Turchia.

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La liberazione di Afrin dalle milizie del Pyd/Ypg – il braccio siriano dell’organizzazione terroristica Pkk – è stato un pretesto per attaccare di nuovo la Turchia: ho letto di assurde petizioni che parlano senza senso del ridicolo di stermini e genocidi (vabbè…). E la morte di qualche combattente europeo che si era unito a costoro, favoleggiando di rivoluzioni e resistenze, mi ha indotto a pensare: e se a morire ci fosse stato qualche italiano, ve li immaginate i piagnistei di amici&parenti in mondovisione?

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Perché, sì: sarebbero almeno 4 – da quel che leggo da varie fonti – gli italiani che si sono arruolati come foreign fighters. Se non tutti, almeno alcuni sono dichiaratamente d estrema sinistra: persino una giovane donna, del giro dei centri sociali e con esperienze no tav.

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Che poi, tutti questi vari articoli ne invocano l’arresto perché sono andati a combattere contro un nostro alleato nella Nato, fianco a fianco coi membri di un’organizzazione terroristica? Beh, ovviamente no: e anzi, costoro vengono addirittura presentati come esempi positivi, quasi come modelli da seguire (e un altro sciagurato, già in precedenza, è stato invitato a parlare nelle scuole).

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Quand’è che verrà messa fine a questo scandalo? Quand’è che le autorità italiane prenderanno i necessari provvedimenti? Quand’è che i giornalisti italiani la smetteranno di fare il tifo per gli estremisti addirittura pronti a imbracciare le armi?

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