Le vacanze rivoluzionarie in Turchia dei comunisti italiani

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Ieri l’organizzazione terroristica Pkk – in 3 diversi attentati – ha ucciso nel sud est del paese 12 persone: soldati, poliziotti, almeno un civile (e tra le decine di feriti, anche dei bambini). Eppure, ci sono degli italiani esponenti di gruppi estremisti di sinistra che ancora vengono in Turchia per portare il loro sostegno – beninteso: politico, non materiale – ai terroristi: e quando vengono arrestati e/o espulsi, hanno persino il coraggio di lamentarsi! Ultimo caso, quello di Pietro Pasculli e Claudio Tamagnini – immagino di Rifondazione comunista – di cui parla Il Fatto quotidiano: arrestati, processati, assolti, espulsi dalla Turchia qualche giorno fa, perché intenti a “documentare” – cioè, a presentare in modo deformato dall’ideologia – le operazioni antiterrorismo condotte dall’esercito turco.

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Mi chiedo: ma le autorità italiane non dovrebbero scoraggiare questo tipo di turismo rivoluzionario? E soprattutto, com’è possibile che la televisione pubblica si ostini a invitare persone che – come il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero – continuano imperterrite a fare l’apologia del Pkk, di fatto legittimandone le quotidiane attività terroristiche contro i cittadini turchi? Roba da pazzi!

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Un commento su “Le vacanze rivoluzionarie in Turchia dei comunisti italiani

  1. Simi il said:

    Purtroppo tanti italiani hanno un impressione negativa della Turchia. I giornalisti italiani fanno capire che li c’e il terzo mondo. I progressi incredibili di questo paese, non sono riconosciuti. Si sputta veleno anche da altri paesi contro la Turchia. Meno male, il golpe non e’riuscito.

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