Contemporanee italiane, donne curde, Pkk

Contemporanee

Le operazioni anti-terrorismo della Turchia in Siria, contro le posizioni del Ypg/Pkk, sono state accompagnate da una campagna di disinformazione particolarmente intensa.

E’ stata ovviamente inscenata dal Pkk e da tutti i suoi fiancheggiatori, che hanno fatto ricorso a temi sia consolidati sia di immediato consumo. L’approccio di fondo ha come obiettivo quello di creare confusione tra il Pkk e i cosiddetti “curdi” o il cosiddetto “popolo curdo”: spacciandosi in sostanza per rappresentanti legittimi di tutti i curdofoni – specialmente di quelli cittadini turchi – mentre gli stessi curdi di Turchia fanno parte e votano per una molteplicità di partiti politici.

In occasione della guerra civile in Siria, hanno aggiunto due elementi: la lotta contro l’Isis, che hanno compiuto come mercenari degli Usa e per la quale sono stati pagati in denaro e mezzi (questo ovviamente lo tacciano); il ruolo delle donne, utili a costruirsi un’immagine di modernità e libertà.

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Infine, quando la Turchia ha iniziato le sue operazioni militari, incapaci di porre la benché minima resistenza senza disporre della copertura aerea americana (senza la quale, persino l’Isis li avrebbe spazzati via) hanno inserito l’ultimo tassello: quello degli attacchi indiscriminato contro i civili, reso più mediatico da una serie di immagini che fanno sì inorridire ma sono completamente fasulle (ritraggono crimini di guerra compiuti da Russia e da Assad).

Come è stata accolta questa campagna di disinformazione, in Italia? Con un pizzico di sano scetticismo? Beh, no: con un’ondata di isteria collettiva, alimentata proprio dagli organi dio stampa che in sostanza si sono schierati a favore dei terroristi e contro la Turchia, che è un nostro alleato e partner commerciale.

Sono allora fioccati appelli a fermare massacri mai esistiti, a boicottare la Turchia, a sospendere la vendita di armi alla Turchia; a favore dei cosiddetti “curdi”, del cosiddetto “popolo curdo”, delle donne curde (una delle quali, definita comandante, è stata ospite del Parlamento italiano e ha imperversato in tv e alla convention di Renzi: ha parlato da sola e senza nessun contraddittorio, è stata libera di spacciare falsità con corredo di foto taroccate).

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Tra questi appelli vari, due sono quelli più rappresentativi: l’appello di Saviano per fermare inesistenti massacri (lo stesso Saviano, noto per aver fatto il tifo per i golpisti nel 2016, si è spinto addirittura a ipotizzare un folle intervento militare contro i nostri alleati); l’appello di un collettivo di donne chiamato “Le contemporanee“, firmato da giornaliste, politiche e intellettuali italiane.

Tra queste firme, spiccano quelle di Marta Ottaviani e Monica Ricci Sergentini, che si occupano professionalmente di Turchia (negli anni, dipinta sistematicamente in chiave negativa, se non apocalittica); dico: ma con che coraggio chi dovrebbe fare informazione non solo si fa sedurre dalla propaganda, ma si schiera apertamente a favore di un’organizzazione terroristica? E le autorità turche, non hanno da dire nulla in proposito? Va bene così?

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