Il monastero dei SS. Cosma e Damiano a Istanbul

Quel che resta del monastero dedicato ai Santi Cosma e Damiano – i santi medici, guaritori – a Costantinopoli, lo vedete in queste foto: molto poco, quasi niente. Anzi, neanche è sicuro che queste costruzioni facessero proprio parte del monastero/santuario: però, la vista è in ogni caso magnifica e c’è una breve storia da raccontare.

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La localizzazione del Kosmidion di Costantinopoli – così era chiamato il monastero – su quella collina è piuttosto decente e per l’appunto si tratta solo di un’ipotesi, ancorché molto credibile. Ad avanzarla è stato lo studioso turco Haluk Çetinkaya in occasione di un convegno sulla medicina nell’antica Bisanzio (un’attività parallela della mostra nel 2015 al museo di Pera) – o almeno, io è in questa circostanza che l’ho ascoltata per la prima volta: e la sua relazione non solo è stata pubblicata negli atti, ma è liberamente consultabile online.

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Le foto pubblicate da Çetinkaya mostrano le strutture dei terrazzamenti in condizioni molto migliori di come le ho trovate io: ma sono del 2000, di quasi 20 anni fa; e poi io sinceramente più di tanto non mi sono avventurato, non mi sono spinto fino alla sommità della collina e sono rimasto un paio di metri più in basso (e cosa potevo saperne di cosa c’è dall’altra parte del muro?); ci dovrò tornare in un altro periodo, quando ci sarà meno vegetazione. In ogni caso, appartengono all’XI-XII secolo.

E dove si trova questa collina, alta circa 65 metri? Si trova dalle parti di Ayvansaray sul Corno d’oro, a 800 metri dalle mura di Costantinopoli da una parte e a una distanza ancora minore dalla tomba e moschea Eyüp. In effetti, al di là dell’esatta identificazione, le fonti sono chiare sul fatto che il Kosmidion si trovasse in questa zona: e dal mio punto di vista la cosa più significativa è che sia Cosma e Damiano sia Eyüp sono conosciuti per le loro guarigioni miracolose, cristiani i primi e musulmano il secondo.

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Le figure sacre e le religioni sono diverse, i meccanismi sono gli stessi: ed è probabilmente anche per questo motivo che oggi i greco-ortodossi vanno in pellegrinaggio alla tomba e moschea di Eyüp per chiedere la grazia, incuranti di presunte barriere che invece qui a Istanbul semplicemente non esistono.

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