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Lo scippo islamico a Dacia Maraini

Dacia Maraini è una scrittrice affermata, quindi una persona con un grado di preparazione culturale superiore alla media. Da 20 anni collabora col Corriere della Sera, il più influente quotidiano nazionale.

Eppure, dopo aver subito uno scippo a Roma nei giorni scorsi, ha prodotto un articolo in cui esibisce pregiudizi, disinformazione e pura cialtroneria propri di uno sfogo al bar, o sui social network.

Non m’interessa l’analisi in sé, quindi non mi avventurerò a farne un riassunto. Sono per me rilevanti solo due passaggi: quelli in cui attribuisce la responsabilità dello scippo da lei subito – e più in generale, della microcriminalita violenta – al cosiddetto “terrorismo islamico”.

E’ quello che scrive direttamente lei, non una mia interpretazione: “Qualcuno potrebbe dire che, in un modo sotterraneo, il terrorismo islamico ha creato una strada simbolica tenace e seducente, introducendo fra i giovanissimi una malattia contagiosa: una specie di noia della normalità, un sordo innamoramento della devastazione, che li porta a drogarsi, ubriacarsi, correndo verso la morte come fosse una liberazione esaltante.

Capito? da quando esiste un fenomeno chiamato “terrorismo islamico”, i giovani hanno iniziato “a drogarsi, ubriacarsi” e a fare scippi. In precedenza, no: droga, alcol facile e scippi non esistevano!

Anzi, i “terroristi islamici” hanno un’ulteriore responsabilità! Quale? “Da dove viene per esempio la pratica tutta nuova di lasciarsi crescere la barba se non dai barbuti predicatori di odio?” Eggià, la barba l’ha inventata l’Isis: che non lo sapevate? Poi però ci si lamenta di Facebook, delle fake news etc etc…

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