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Dan Brown, l’Inferno e una Istanbul da romanzo

Ecco, ci mancava solo Dan Brown! Beh, penso che ormai lo saprete tutti, visto che la notizia è stata data a reti unificate e in mondovisione: il nuovo bestseller dello scrittore americano autore del Codice da Vinci è appena arrivato in libreria ed è già in testa alle classifiche di vendita di tutti i tempi; ha per titolo Inferno, parla vagamente della Commedia di Dante Alighieri, ha come protagonisti uno scienziato pazzo che in sostanza vuole distruggere il mondo – che novità! – e il mirabolante professor-investigatore Robert Langdon, è ambientato a Firenze, Venezia… e Istanbul!

Ovviamente il libro ancora non l’ho letto, lo farò immagino tra almeno un paio d’anni: dopo esser passato per The Lost Symbol e aver aspettato il paperback (magari d’occasione); in compenso, ho letto qualche recensione sulla stampa anglo-sassone: e ho scoperto tutto ciò che c’è da scoprire! Insomma, dopo aver finito il libro precedente, Dan Brown si è fatto un giretto in riva al Bosforo, nel 2009: un giretto – e come puoi sbagliare? – nel centro turistico di Sultanahmet. Di conseguenza, a figurare nel romanzo sono quei monumenti conosciuti da più o meno tutti, come da copione: Ayasofya, bazar egiziano e soprattutto basilica cisterna in cui è ambientato il gran finale (col lieto fine, ovviamente!).

Ripeto: ci mancava solo Dan Brown! Perché già agli sventurati turisti vien solitamente rifilata la Istanbul delle “cose principali”: cioè, il nucleo del potere politico e religioso – romano, bizantino, ottomano – di Sultanahmet, con al massimo qualche puntatina a Taksim (la “parte moderna”); ma adesso, sono sicurissimo che il fenomeno si moltiplicherà a dismisura: che gli stessi identici tour avranno ancora maggior appeal perché presentati come “la Istanbul di Dan Brown”, “la Istanbul di Inferno”.

Poveri turisti, poveri noi: che cerchiamo invece di raccontare una città stratificata, multi-religiosa, multi-etnica, multi-culturale, con chiese, sinagoghe e moschee; una città che racchiude un’infinità di sorprese, di scorci, di quartieri, di sfaccettature, di popoli: e che andrebbe assaporata con lentezza, a piedi, da una parte e dall’altra del Bosforo. E immagino che ci faranno anche un film: un vortice di perversione che si auto-alimenta! Scusate lo sfogo: ma solo Dan Brown ci mancava!

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
https://www.facebook.com/IstanbulEuropa

4 Risposte a “Dan Brown, l’Inferno e una Istanbul da romanzo”

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