Il design torna a Istanbul con la biennale 2020

(mio articolo di presentazione per il numero di ottobre 2020 de Il Giornale dell’Arte)

design

Anche a Istanbul il covid ha rivoluzionato l’organizzazione di rassegne d’arte e festival internazionali. La quinta edizione della Biennale del design della fondazione IKSV inizierà il 15 ottobre e avrà una forma ibrida: con sedi espositive tradizionali, sedi alternative in parchi e giardini, dirette sul web; terminerà il 15 novembre negli spazi al chiuso, con prolungamenti per l’open air e l’online fino al 2021 inoltrato.

LEGGI ANCHE: La Biennale del design 2014 a Istanbul (presentazione)

La curatrice Mariana Pestana, architetto portoghese con esperienze al V&A museum, ha compiuto le sue selezioni attorno al tema conduttore “Empatia rivisitata: design per più di uno”; i partecipanti sono singoli e collettivi, hanno provenienza territoriale ed esperienze professionali variegate: architetti, artisti, attivisti, designer, pensatori.

LEGGI ANCHE: Due passi alla Biennale di Istanbul

Nella concettualizzazione proposta in occasione della presentazione alla stampa, l’empatia prende le forme dell’interconnessione, rappresenta i sentimenti collettivi e condivisi: e il design ha come compito di inglobare più di una prospettiva, più di una dimensione, più di un corpo. Vengono richiamati, come strumenti di mediazione, tavole apparecchiate, o visori per la realtà virtuale e chat room.

LEGGI ANCHE: La Biennale 2019 aperta a Istanbul

Gli interventi sono stati raggruppati seguendo tre filoni. “Show di cucina critica” sarà solo online, presenterà il cibo come scelta consapevole. “Biblioteca di terra e mare”, presso l’ARK Kultur, raccoglierà progetti di ricerca sul Mediterraneo: ad esempio quello sugli orti e i frutteti di Istanbul, di Aslihan Demirtas, o quello italo-turco-palestinese sulle strategie collettive di resistenza e solidarietà attraverso le sementi. “Nuovi rituali civici”, al museo di Pera e in città, offrirà tra le altre iniziative una piattaforma per la danza delle svedesi di Dansbana! dove la musica è diffusa tramite bluetooth, o la disidratazione degli alimenti come pratica condivisa da parte del collettivo londinese Public Works.

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
https://www.facebook.com/IstanbulEuropa

Precedente I Santi Apostoli di Costantinopoli, monumento perduto Successivo La torre di Galata sulla via della cultura

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.