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Il cardinale Dolan, Claudio Cerasa e i cristiani in Turchia

Dolan

Ci mancava solo il cardinale arcivescovo di New York, Timothy Dolan, a scrivere solenni sciocchezze sulla Turchia. In un articolo pubblicato sul Wall Street Journal il 16 dicembre, dal titolo “Remember the Persecuted at Christmas“, il presule si è concentrato su alcuni casi di cristiani perseguitati nel mondo, dalla Nigeria alla Cina passando per il Medio oriente. Casi drammatici, giustamente condannati.

Ma la Turchia? Cosa c’entra la Turchia? Scrive Dolan che: “Recep Tayyip Erdogan threatens Christians in Turkey and beyond. Greek Orthodox Christians painfully witnessed the Istanbul’s Hagia Sophia Cathedral and Chora Church converted into mosques. Turkish-backed militias have persecuted Armenian and Syriac descendants of Christians who survived the Ottoman Genocide in northeast Syria and Artsakh (Nagorno Karabakh).

Riassumendo: Erdoğan minaccia i cristiani, la cattedrale di Hagia Sophia e la chiesa di San Salvatorre in Chora sono state convertite in moschea, milizie sostenute dalla Turchia hanno perseguitato cristiani in Siria e Nagorno Karbakh.

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Minacce? E quali sarebbero i riscontri? Innanzitutto: Hagia Sophia e San Salvatore sono state convertite in moschea rispettivamente nel 1453 e qualche decennio più tardi, utilizzate come spazi desacralizzati aperti alle visite turistiche dal 1935 e 1945, riconvertite in moschea nel 2020. Per l’appunto, hanno cessato di essere chiese oltre 5 secoli fa: come si fa a parlare di “conversione”?

Riguardo le milizie che hanno operato in Siria e Nagorno Karbakh, possono esserci stati degli episodi di violenza contro cristiani: ma come si fa a parlare di “persecuzioni”? Le operazioni militari a cui hanno partecipato, in ogni caso, nulla hanno a che vedere con la religione, con politiche “anti-cristiane”.

Quel che è peggio, Claudio Cerasa (il direttore de Il Foglio), oggi ha ripreso quell’articolo e l’ha sintetizzato, con commenti ulteriori. Riguardo la Turchia, ha scritto che “In Turchia, da anni, Recep Tayyip Erdogan ha scelto di ridurre lo spazio di libertà per i cristiani, trasformando per di più in moschee cattedrali e chiese come “Hagia Sophia” e “Chora”.”

Come? Erdoğan ha ridotto – addirittura “da anni” – “lo spazio di libertà per i cristiani”? In che senso? Quali sono gli esempi concreti di questa “riduzione”? Cerasa chiama in ballo Hagia Sophia e “Chora”, che come ricordavo non sono più chiese da secoli: cosa c’entra eventualmente il presidente turco?

Ma ormai in Italia l’assalto alla Turchia a messo stampa è quotidiano: da parte un po’ di tutti, in modo assolutamente gratuito e senza riscontri concreti. Nel caso specifico, come ho spesso scritto qui e altrove, i fatti dicono l’esatto contrario: e che cioè, dopo decenni di discriminazioni da parte del regime laicista, con l’ascesa al potere dell’Akp e quindi negli ultimi 20 anni i cristiani di Turchia hanno ritrovato proprietà (in precedenza confiscate, visibilità, legittimità. Ma quando la propaganda nera imperversa e dilaga, incontrastata, appellarsi ai fatti serve a poco.

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