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Il nuovo museo di pittura di Dolmabahçe

Dolmabahçe

(articolo pubblicato sul numero di marzo 2021 de Il Giornale dell’Arte)

Ha riaperto al pubblico il museo di pittura del palazzo imperiale di Dolmabahçe in riva al Bosforo: inaugurato nel 2014 con un primo allestimento parziale, poi completato nel corso degli anni successivi. A disposizione della struttura, ospitata in quella che era la residenza del principe ereditario costruita nel 1856, oltre 11.000 metri quadrati: divisi tra spazi espositivi su due piani negli appartamenti finemente decorati, laboratori di restauro, depositi.

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Il percorso di visita si snoda attraverso 34 sale tematiche, con 553 opere sulle oltre 3.000 che fanno parte della collezione. Una raccolta che ha un’origine unica: perché è stata assemblata direttamente dai sultani, attraverso sia le loro committenze dirette sia acquisti mirati a Parigi di autori orientalisti, poi arricchita da pittori turchi di formazione o ispirazione europea.

Comprende capolavori dei pittori europei di corte, come quelli di Fausto Zonaro: le grandi tele sulla conquista di Istanbul da parte di Maometto II, o di carattere militare. Spiccano la galleria coi ritratti dei sultani, insieme a un vasto numero di dignitari dell’Impero; e la raccolta di vedute marine di Ivan Aivazovski, nel Salone delle cerimonie. Si può persino visitare lo studio dell’ultimo califfo Abdülmecid II, che ha dipinto la deposizione del cugino Abdülhamid nel 1909. Il museo testimonia l’influenza europea sulla pittura ottomana durante il periodo dell’occidentalizzazione.

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