Crea sito

Le donne, l’islam e gli italiani

Inn

Si sta facendo un gran parlare, negli ultimi giorni, di un racconto di viaggio sull’Iran della giornalista Giulia Innocenzi: e dei pregiudizi che ha espresso – o che ha comunque lasciato trasparire – sul ruolo della donna nei paesi islamici.

Purtroppo è proprio il mondo dell’informazione che, contrariamente a quello che dovrebbe essere il suo compito principale, diffonde e rafforza a tutto spiano pregiudizi pvrticolarmente antipatici. E la Turchia, come vi racconto spesso sul blog, è uno dei bersagli preferiti: proprio a cominciare dalle donne, considerate “sottomesse” solo perché si coprono i capelli con un foulard; e al di là dell’abbigliamento (tra l’altro, le più giovani portano ormai – oltre al foulard sulla testa- abiti attillati che mettono in evidenza le forme del corpo), viene taciuto tutto ciò che riguarda il ruolo delle donne – “velate” e non – nel mondo culturale, vccademico, imprenditoriale, politico (sì, ci sono anche molte donne “sottomesse” e maltrattate dagli uomini: ma ciò avviene, come in moltissimi altri paesi “cristiani, soprattutto in ambito rurale)

LEGGI ANCHE: Istanbul, l’arte, le donne

LEGGI ANCHE: Cosa pensa Erdoğan delle donne (e il W20)

LEGGI ANCHE: Le donne in Turchia, quello che la disinformazione non dice

LEGGI ANCHE: Donne, maternità e lavoro in Turchia

Per me è comunque sempre una sconfitta quando m’imbatto – in questo caso, su Facebook – in pensieri del genere, che mostrano ignoranza e odio (l’autore è un musicista , appartiene quindi all’élite culturale):

la donna nel mondo islamico è trattata malissimo. Questo non è un pregiudizio, è la realtà. Noi occidentali non possiamo avere rispetto per il mondo islamico dove la donna è trattata spesso da schiava e non ha alcun diritto.Non siamo noi ad avere pregiudizi, è L’Islam che fa orrore, più o meno tutto il mondo islamico.

2 Risposte a “Le donne, l’islam e gli italiani”

  1. Avrei voluto scrivere alla Innocenzi e raccontarle la mia storia. Chissà che non lo faccia, anche se in ritardo. Perchè a me sono capitati pari pari gli stessi sgradevoli episodi accaduti a lei, esibizionista compreso – mi ha bloccata in una carrozza ferroviaria. Solo, diluiti nel tempo e non compressi nell’arco di una vacanza. E soprattutto, sono successi tutti nella civile, tollerante, laica – la fede religiosa è solo facciata o bigottismo ormai, nei più – Italia. Equamente distribuiti fra Nord e Sud, così mettiamo a posto anche Salvini, e i molestatori erano italiani. Non è questione politica nè di credo, per me; semplicemente di educazione e di rispetto verso l’altro, in questo caso diverso per genere. Di credenze limitanti, di pregiudizi, di istinti mal governati e mascolinità malintesa. Nel sonnacchioso Polesine in cui mi trovo ad abitare, pochi giorni fa la notizia di rima pagina sui quotidiani locali era quella di una coppietta di fidanzati braccata da un tizio desideroso di mostrare i suoi attributi… In questo senso, davvero tutto il mondo è paese. Buon inizio di giornata!

  2. Katerina tu xè rasista!
    La diferensa che in Polesine oltre a le pugnete ogni tanto si lavora mentre i teroni fan solo le
    pugnete!
    Il polesine no xè sonachioso e ancha ti lo riconosi almeno in manera implicita ostaria!
    Il tipo che voleva mostrar la sua mercansia a la copieta de inamorati non poteva sonechiar!
    E in quanto ai due inamorati lo sa il Signor che rasa de porcharie divartenti i faceva insieme
    per far arapar il esibisionista!
    Viva la mona
    Buleghin de Venexia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.