Eataly a Istanbul

Notizia di gioiosa e golosa utilità per gli italiani che vivono a Istanbul, in effetti anche per i turchi e per gli altri abitanti della metropoli sul Bosforo appassionati di Italia: lunedì 16 dicembre è entrata in funzione una delle nuove sedi all’estero di Eataly, una sorta di ambasciata supplementare dell’italianità (gastronomica). Il giorno di apertura non c’è stata una vera e propria inaugurazione, sono andato con calma un paio di giorni dopo: ad un orario non di punta, così da poter fare quattro fugaci chiacchiere col personale italiano. Innanzitutto, la cornice: una scelta particolarmente prestigiosa e azzeccata, il nuovissimo Zorlu Center – centro residenziale/alberghiero/commerciale/culturale di lusso – in cui sono stati impiantate altre grandi marche italiane di moda e che è stato battezzato nella sua sezione culturale da un concerto di Ludovico Einaudi; si trova sulla sponda europea di Zincirlikuyu, su di una collina che dà sul Bosforo: un autentico gioiello architettonico con 4 torri abitative, molto ben collegato con i mezzi pubblici – bus, metro, metrobüs – al resto della città (anche alla sponda asiatica).

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La formula è la stessa degli Eataly in Italia, anche se non ne ho visitati altri all’estero immagino la stessa dappertutto: qualità e ricercatezza, professionalità, varietà, ristoranti incorporati. E’ molto grande, si estende su 2 piani: gli orari sono generalmente 10-22, fino alle 23 il venerdì e sabato (con delle variazioni per i singoli esercizi). Al piano inferiore si trovano: panineria, piadineria romagnola, pasticceria, gelateria, cioccolateria Venchi, caffè italiano (Illy) e turco (Selamlique), verdure e frutta; al secondo: rosticceria focaccia e pizza Romagna, salumi e formaggi, carne e rosticceria, pesce e fritto, pizza e pasta, un altro caffè (stavolta Vergano), vineria, birreria. Il personale è giovane, per la maggior parte turco: ma c’è anche un drappello di italiani che per almeno un anno provvederà alla formazione “sul campo”; sono anche previste attività culturali, educazione alimentare per i bambini e corsi di degustazione e cucina (compresi incontri coi grandi chef). Per me, la priorità è un altra: la mozzarella! La fanno proprio sul posto, c’è un casaro pugliese che la lavora ogni mattina in un mini-caseificio “a vista”: cioè, i clienti possono assistere alla preparazione (certo, poi prima di essere venduta rimane a riposare per un po’); mi hanno detto che il rituale si consuma la mattina, troverò sicuramente il modo di andarci a breve. Ulteriore incentivo, le terrazze: ma anche in questo caso debbo ancora controllare com’è la vista; e poi vendita di prodotti italiani – ma anche turchi, sempre di qualità – in ogni angolo del grande negozio: incluse macelleria e pescheria al piano superiore, libri e utensili Guzzini a quello inferiore. Tutto impeccabilmente organizzato. I prezzi però non sono modici, ma in generale abbastanza alti.

Mi hanno detto che in ogni caso nei primissimi giorni c’è stato il pienone, ieri – quando sono andato io – ho incrociato moltissimi curiosi e soprattutto giovani: alcuni armeggiavano con l’iphone, decisi a portare anche a casa un assaggio preliminare di Italia. Nei pannelli informativi, anche dei richiami ai rapporti secolari tra l’Italia e la Turchia: Venezia proprio all’ingresso, Genova e la torre di Galata evidentemente un po’ nascosti perché non sono riuscito a localizzarli.

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Un commento su “Eataly a Istanbul

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