Erdoğan, l’8 marzo e le donne turche

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Già in passato mi sono più volte occupato della disinformazione sul ruolo delle donne in Turchia, più precisamente su come il presidente Erdoğan e il partito d’ispirazione islamica Akp le considera: disinformazione basata su ben radicati pregiudizi, alimentata da frasette estrapolate e manipolate per dare l’impressione di maschilismo puro e di conseguente sottomissione della donna, privata dei più elementari diritti ed esclusivamente dedita alla procreazione e al focolare domestico. In più, la situazione attuale vien contrapposta alle libertà e alle carriere emancipate di donne moderne in quanto “laiche”. I miei interventi precedenti potete leggerli qui sotto:

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E allora ho pensato di mostrarvi questa foto, che ritrae per l’appunto Erdoğan con le donne rettori di università turche, ricevute in occasione delle celebrazioni dell’8 marzo al palazzo presidenziale (il presidente ha organizzato una grande giornata tutta al femminile): immagino molte delle quali nominate nel corso del lungo periodo di governo – dal 2002 a oggi – dell’Akp. Ecco, a me queste donne non sembrano né “velate” (ma anche se lo fossero, che differenza farebbe?), né forzatamente “islamizzate”, né sottomesse, né tantomeno obbligate a rimanere a casa. Questo non vuol dire che non ci siano problemi, forme odiose di discriminazione e violenze anche diffuse: ma sono problemi comuni, non legati a una presunta “islamizzazione” – ancora aspetto che qualcuno mi spieghi cosa voglia significare in concreto, questa abusata espressione – della Turchia a causa dell’Akp e di Erdoğan.

Dicono che un’immagine vale più di mille parole, spero che questa aiuti a combattere i troppi pregiudizi che purtroppo da noi – in Italia, ancor più che altrove – trovano diffusori compiacenti (o semplicemente ignoranti) e terreno fertilissimo.

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