Io, Salvini e la fatwa (tra islam e giornalismo)

Io, Salvini e la fatwa. Sembra il titolo di un film di Totò: ma vi assicuro che è tutto vero. Tutto vero, tutto documentato: come scoprirete leggendo e seguendo i link di volta in volta indicati.

Il punto di partenza di questa ricostruzione è l’attacco terroristico nella cattedrale di Nizza. Alcune testate italiane – chi in modo diretto, chi in modo indiretto – hanno accusato il presidente turco Erdoğan di esserne il responsabile, anche solo morale.

fatwa

LEGGI ANCHE: Nizza, Erdoğan e la turcofobia a mezzo stampa

Ho allora deciso di intervenire sul quotidiano online La Luce, per il quale scrivo di Turchia (soprattutto cultura). Nell’articolo “La turcofobia della stampa italiana, tutta colpa di Erdogan” ho evidenziato le accuse più folli contro Erdoğan, ho chiesto fatti e riscontri perché il giornalismo è così che dovrebbe funzionare, ho auspicato iniziative per contrastare questa disinformazione antiturca.

Mi ha risposto uno dei colleghi chiamati in causa, Francesco Giubilei (sempre sul sito di Nicola Porro). Tuttavia, costui non ha assolutamente fornito quegli elementi concreti che sono indispensabili per muovere accuse; invece, si è trincerato dietro il diritto di critica e la libertà di espressione e ha invocato un’alleanza dell’Italia con Grecia e Armenia perché “cristiane”.

LEGGI ANCHE: Francesco Giubilei, la Turchia e il giornalismo militante

Ho replicato con l’articolo “Il delirio di Porro & Co, se critichi le loro panzane gridano alla fatwa“, spiegando che criticare qualcuno e accusarlo di essere “come Osama bin Laden” non sono la stessa cosa. Ma c’è davvero bisogno di spiegarlo, a un giornalista? E ho fatto notare che se vuoi l’alleanza con X e non con Y perché il primo è cristiano e il secondo è musulmano, allora hai degli evidenti pregiudizi: una confessione in piena regola.

Ringrazio anche chi ha voluto commentare la disputa e offrire un ragionamento puntuale sulle alleanze a base confessionale che orienterebbero la politica estera dei sovranisti/leghisti: “La Turchia è il partner ideale dell’Italia nel Mediterraneo“.

Fin qui, tutto più o meno nei limiti della correttezza. Poi però a qualcuno la situazione è sfuggita di mano. Mi riferisco a due articoli di Libero e de Il Giornale: che citano il mio articolo, ma poi attaccano non me ma il direttore di La Luce Davide Piccardo (esponente della comunità islamica italiana).

Perché quest’attacco? Non so, posso ipotizzare motivi politici. L’ulteriore problema, però, è che questi due articoli stravolgono il senso del mio intervento. Io ho semplicemente chiesto riscontri alle accuse contro la Turchia, costoro hanno inventato “minacce”, la volontà di far “tacere” i “giornalisti scomodi” [sic], le “liste” (di proscrizione?), addirittura una “fatwa”. Ma scherziamo?

Da ultimo, persino Matteo Salvini si è inserito in quella che è diventata una disputa, con interventi sui suoi social networks: ha rilanciato l’articolo de Il Giornale, ha commentato sostenendo che “Se questi sono gli “islamici moderati” in Italia, siamo a posto… Solidarietà ai giornalisti minacciati! Stop all’estremismo islamico.

Io tra l’altro neanche sono musulmano, né ho in programma di diventarlo. Le minacce – la fatwa: vabbè! – sono una pura e semplice invenzione. Se questi sono i giornalisti e i politici in Italia, siamo a posto…

Ultimo capitolo della saga (almeno per ora): la risposta di Davide Piccardo – pacata, documentata, ineccepibile – direttamente su La Luce: “Salvini mi accusa di aver fatto una fatwa ai giornalisti, perchè non ammette che i musulmani possano dire la loro“.

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
https://www.facebook.com/IstanbulEuropa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.