Il 19°Festival del Teatro di Istanbul risveglia le coscienze?

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“Un popolo che non aiuta e non favorisce il suo Teatro, se non è morto, sta morendo.” Federico Garcia Lorca

Il Teatro è Arte, è comunicazione? E’ finzione o realtà?

Il Teatro ha sempre avuto una grossa importanza nella mia vita, ad oggi fa parte anche della mia professione, ma non ho mai smesso di rimanere incantata e nello stesso tempo sentirmi tremendamente e meravigliosamente responsabile: sì perché il Teatro, Signore e Signori, è una necessità collettiva, è un bisogno del cittadino sin dai tempi antichi. E’ espressione, è connessione, è immagine. è percezione, è specchio del nostro Io e della nostra Società. E’ la nostra coscienza, il nostro Grillo Parlante che alle volte ci fa tremendamente paura perché ci constringerebbe a prendere una posizione, a metterci in gioco, ad emozionarci e sentirci socialmente responsabili e parte dei cambiamenti.

Ebbene, non importa in che lingua sia (alcuni spettacoli sono in inglese, altri con sottotitoli, ma non tutti), la comunicazione teatrale va al di là delle barriere linguistiche, avete tre settimane per sentirvi invadere emotivamente dalle 100 e più performance che il Festival del Teatro di Istanbul ci offre: dal 9 Maggio al 5 giugno ci sarà la diciannovesima edizione del Istanbul Theather Festival!

” Il nostra priorità è quella di portare una ventata di aria fresca, attraverso il nostro Festival al mondo del Teatro di Istanbul” ha detto il Presidente di IKSV, la Fondazione di Istanbul per la Cultura e le Arti, organizzatrice di questo Festival.  Bülent Eczacıbaşı aggiunge anche che al fine di promuovere il ruolo guida del Teatro ad Istanbul, continueranno a contribuire al suo futuro con workshop e programmi educativi. Il Team ha fatto un ottimo lavoro di ricerca e Direzione Artistica, consci e ambiziosi di voler riconfermare Istanbul come una delle Capitali Culturali Europee. L’energia di vita viene dal Teatro, e l’energia del Teatro viene da noi.. Che cosa aspettiamo?

 

Il Festival esiste dal 1989; durante la sua evoluzione è diventato biennale dal 2002, ma la politica è sempre stata la stessa: una grossa attenzione verso progetti e artisti che siano in qualche modo aperti verso nuovi orizzonti che possano essere tali sia per il target del pubblico che per il target più nicchia del mondo teatrale pescando tra il nazionale, l’internazionale, il classico e il contemporaneo con una particolare attenzione verso le co-produzioni.

Questo Festival fa parte di Kadmos: network dei Festival Mediterranei che insieme ad Istanbul raccoglie insieme anche Avignon Festival, Athens & Epidaurus Festival, e Grec Festival. Questo network si propone di supportare le co-produzioni ma anche gli ambiti educativi comuni, addirittura fornendo oppurtinità per giovani artisti o drammaturghi per aiutarli a partecipare a Festival stranieri. Inoltre, insieme al Piccolo Teatro di Milano, Il Festival di Istanbul ha all’attivo un progetto educativo: Progetto Mediterraneo.

Quest’anno il Festival non delude le aspettative e si fa sempre più ambizioso: più di 100 performance, 7 compagnie straniere e 35 compagnie turche si esibiranno su 13 palchi diversi, sparsi per tutta la città, controllate qui il programma, e su Biletix trovate i biglietti e se poi vedete un’italiana pazza e invasata per questo Festival, beh quella sarò io! Vi aspetto!

 

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