La torre di Galata sulla via della cultura

(articolo pubblicato nel numero di ottobre 2020 de Il Giornale dell’Arte; aggiungo qualche foto dalla spettacolare cerimonia di inaugurazione del 6 ottobre, nel corso della quale la torre di Galata ha fatto da schermo per uno show di luci colorate)

Galata

Istiklal caddesi, o corso Indipendenza, è il cuore pulsante della Istanbul europea: percorsa ogni giorno da milioni di persone, locali e turisti. A cavallo tra il XIX e il XX secolo era la “Grande rue de Péra”, l’arteria principale di un quartiere allora cosmopolita, con negozi eleganti, caffè alla moda, hotel per una clientela internazionale e teatri d’opera, studi fotografici e botteghe artigiane, cinema e chiese. Negli ultimi decenni, pedonalizzata, è stata abbandonata al turismo di massa e ai negozi chiassosi delle grandi catene, perdendo gran parte della sua anima e del suo fascino.

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Un progetto del governo vuole però contribuire, insieme ad altre iniziative private, a restituire al quartiere di Beyoglu la sua vocazione culturale e a richiamare turismo di qualità: attraverso un percorso che inizia idealmente dal nuovo porto crocieristico sul Bosforo, sale per la iconica torre di Galata, si snoda per un paio di chilometri fino a raggiungere piazza Taksim.

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La torre della colonia genovese è interessata in restauro conservativo, al suo interno verranno ricavati degli spazi museali per raccontarne la storia plurisecolare. Nel frattempo sono però esplose delle feroci polemiche a causa di foto circolare sui social: ritraggono operai che smantellano il cemento armato aggiunto negli anni’ 50 coi martelli pneumatici, provocando danni alla muratura storica. Il ministero si è scusato per i metodi poco ortodossi, ma gli ispettori inviati dalla municipalità di Istanbul (l’amministrazione locale è retta dall’opposizione) sono stati respinti. La riapertura prevista per settembre è slittata al 6 ottobre.

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In ogni caso, lungo il percorso s’incontrano poi l’han Narmanli (in precedenza abitato da artisti e intellettuali) con punti ristoro e caffè, un centro culturale con spazi per rappresentazioni, la residenza musealizzata dell’autore dell’inno nazionale Mehmet Akif Ersoy, il cinema Atlas trasformato in museo del cinema turco, per finire il grande centro culturale Ataturk ricostruito e ampliato – con teatro d’opera e altri spazi per teatro e mostre – dopo esser stato demolito nel 2018. L’inaugurazione dell’AKM di piazza Taksim è prevista per l’anno prossimo.

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