La Galleria Nazionale di Atene riapre per il 1821

(articolo scritto per Il Giornale dell’Arte)

l bicentenario della guerra d’indipendenza dall’Impero ottomano – 1821/2021 – ha fornito l’occasione per programmare una serie di mostre a carattere storico in tutta la Grecia, da marzo in poi. Ad Atene c’è però un ulteriore motivo per celebrare: la riapertura il 24 marzo, con la partecipazione del premier Kyriakos Mitsotakis, della Galleria nazionale di pittura con spazi espositivi raddoppiati – il totale supera i 20.000 metri quadrati – e nuovi ambienti che la rendono più funzionale e accogliente.

La direttrice Marina Lambraki-Plaka, alla guida del museo dal 1992, ha raccontato a Il Giornale dell’Arte i dettagli di un’operazione apparentemente quantitativa che rappresenta però anche un salto qualitativo: “è praticamente un nuovo museo che offre uno spettacolo nuovo, con un allestimento rinnovato secondo moderni criteri museografici”. Si è spesa personalmente per il progetto di rinnovamento: “è stato un sogno lungo tre decenni, la mia battaglia adesso vinta”. I fondi necessari ai lavori sono sia arrivati sia dal governo sia da mecenati, con menzione speciale per la Fondazione Stavros Niarchos che ha stanziato 13 milioni di euro.

LEGGI ANCHE: 1821, filellenismo antiquario e indipendenza greca

Istituita nel 1900, la Galleria nazionale possiede oltre 11.000 dipinti e complessivamente circa 20.000 opere: in precedenza poteva esporne solo 400, adesso superano i 1.000 (le sculture dal 2004 sono ospitate in una gliptoteca ricavata nelle vecchie scuderie reali). Si tratta della più importante collezione di arte moderna greca: costituita nel tempo grazie ad acquisizioni mirate e specialmente a doni, contiene i più importanti pittori greci del post-indipendenza come Nikolaos Gysis, Nikiphoros Lytras, Demetrios Galanis, Konstantinos Parthenis, Yiannis Tsarouchis, oltre a qualche capolavoro della precedente epoca “post-bizantina” – tre opere di El Greco, ad esempio – e della pittura europea.

Insieme al nuovo allestimento e alla nuova facciata in vetro e acciaio, i visitatori trovano anche un nuovo grande ingresso, un salone per le attività didattiche, una sala conferenze, postazioni per l’accesso digitale alle collezioni e agli archivi, un negozio-libreria, due caffè-ristoranti in giardino e sulla terrazza del nuovo terzo piano aggiunto dal progetto (ospita anche i servizi amministrativi e laboratori di restauro).

Nel sottosuolo, oltre ai depositi, c’è poi una galleria per le mostre temporanee di rilievo internazionale: quella inaugurale è proprio sul 1821 con dipinti di argomento storico, tutti però della propria collezione; il primo grande appuntamento è invece previsto per novembre: una mostra studiata in collaborazione col Louvre e quindi con molti prestiti, che avrà come tema “l’arte del ritratto” nella storia.

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
https://www.facebook.com/IstanbulEuropa
https://twitter.com/IstanbulEuropa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.