Tutti i gatti che vivono ad Ayasofya

Gatti

Ci sono novità, non tutte positive, sui gatti che vivono stabilmente nella basilica e oggi moschea di Hagia Sophia (in versione turca, Ayasofya). Gatti, al plurale: perché prima ce n’era uno solo, ma adesso sono diventati due.

Che ci fosse un gatto stanziale – non nel giardino, ma proprio all’interno dell’immenso edificio – l’ho scoperto di persona, in un modo divertente perché surreale. Ero con un gruppetto durante una visita riservata serale, quindi senza turisti. Ad un certo punto mi sono ritrovato da solo e ho provato a scattare qualche foto: e proprio mentre mettevo a punto l’inquadratura, un micione si è messo in posa esattamente davanti a me.

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Mi sono informato, ho capito che Gli – questo il suo nome – si comportava proprio così con tutti, perfettamente a suo agio coi turisti che per l’appunto si divertivano a immortalarlo. Non sapevo che era diventato famosissimo anni prima, perché accarezzato dal presidente Obama in visita a Istanbul. Vabbè, c’è addirittura una pagina di wikipedia a lui dedicata e persino un account instagram (non ufficiale) con 100.000 seguaci.

Comunque, subito dopo la riconversione di Ayasofya in moschea, a luglio, i gatti sono diventati 2: con l’arrivo di Kılıç (spada, in turco) da Ankara. Io non sono un esperto, ma mi sembra uno dei gatti di Van: pelo bianco, un occhio blu e un occhio giallo. In ogni caso, l’idea dichiarata era quella di far compagnia a Gli. Da quello che ho capito sono tutte e due femmine.

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Nel frattempo, però, c’è un ulteriore sviluppo poco piacevole: Gli è stata dichiarata malata ed è confinata in una stanza, quindi non più a contatto coi visitatori. Del resto ha 16 anni (è nata nel 2004), un’età penso piuttosto avanzata. Insomma, non vorrei per forza pensar male, perché nell’arrivo di Kılıç potrebbe esserci qualcosa di diverso della volontà di far compagnia a Gli.

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