Il genocidio armeno in Turchia, fatti e scemenze

CTRiproduco anche qui il mio nuovo post del blog di “cose turche” che tengo per LookOut News

Alcuni giornalisti italiani affermano che parlare di “genocidio armeno” in Turchia “costituisce reato”. Beh, no: ci sono stati in passato alcuni casi di pesanti strumentalizzazioni del codice penale (dell’articolo 301, che vietava le “offese alla turchicità” e adesso “alla Nazione turca”), ma dopo una rivisitazione nel 2008 il rischio in buona sostanza non c’è più; in ogni caso, non è mai esistita una norma che identificava esplicitamente come reato “il riconoscimento pubblicamente espresso del genocidio armeno”.

Prova determinante ne è il fatto che, ormai da alcuni anni, le vittime degli eventi tragici del 1915 – definiti senza mezzi termini “genocidio” – vengono commemorate il 24 aprile a piazza Taksim e in altri luoghi fortemente simbolici di Istanbul (come in altre città), vengono pubblicati libri dal titolo “Genocidio 1915” e persino organizzate conferenze accademiche in cui si dibatte “Il genocidio armeno”. E’ veramente surreale che professionisti dell’informazione neghino il cambiamento, utilizzando episodi di 10 anni fa per deformare la realtà di oggi.

Ripeto: oggi in Turchia si può liberamente sostenere che gli eventi del 1915 costituiscono un genocidio, pur se lo Stato turco propone ufficialmente una visione alternativa, pur se le autorità turche s’infuriano se politici stranieri si arrogano il diritto di decidere al posto degli storici.

Parteciperò in prima persona ad alcuni degli eventi in programma nei prossimi giorni, ne darò conto sul blog. E’ comunque bene precisare che si tratta di una commemorazione organizzata dalla società civile e non dalle autorità turche: che col premier Davutoğlu – in un messaggio, ieri – hanno ribadito le condoglianze espresse già lo scorso anno da Erdoğan e il rifiuto categorico di un riconoscimento del genocidio, rigettando inoltre l’idea che chiunque offra interpretazioni alternative – anche tra i professionisti della ricerca storica – debba essere automaticamente bollato come “negazionista” (e sostenendo che non sono stati solo gli armeni le vittime di quel periodo turbolento, che inizia con la pulizia etnica dei musulmani ottomani dopo le guerre balcaniche del 1912-1913).

Precedente La nuova metro Levent-Hisarüstü e l'università del Bosforo Successivo Un premio per San Ciriaco a Diyarbakır

4 commenti su “Il genocidio armeno in Turchia, fatti e scemenze

  1. endometrio il said:

    Gli storici hanno già deciso. E’ stato genocidio. Chi si arroga il diritto di decidere al posto della storia è il governo turco, sono loro i negazionisti, come la metti la metti.

  2. endometrio il said:

    Si, certo: esistono gli storici negazionisti. Se è questa la posizione che si sposa in questo blog, anche nei termini di “dubbio” che il genocidio sia mai avvenuto, allora sarebbe opportuno fare una bella premessa. Così che il lettore sa cosa aspettarsi.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.