Gli edifici ottomani di Istanbul, Beylerbeyi

E’ il mio preferito, tra i palazzi imperiali ottomani. E’ una residenza estiva, fatta costruire dal sultano Abdülaziz – tra il 1863 e il 1865 – direttamente sul Bosforo al posto di un casino di caccia in legno, andato ovviamente in cenere: sulla sponda asiatica di Istanbul, oggi praticamente sotto la campata del primo ponte.

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E’ di dimensioni modeste, circondato da un giardino più che da un parco; racchiude però delle decorazioni di estrema raffinatezza – degne per l’appunto di un sovrano – e degli ambienti di una lussuosità inebriante. Non è frequentitissimo, molto meno di Dolmabahçe o Topkapı: qualche gruppo di turisti però ogni tanto ci arriva.

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Il sistema di visita purtroppo è penalizzante: non sono consentite quelle individuali, è obbligatorio l’accompagnamento di guide che parlano in turco o in inglese (tutto compreso nel prezzo: 15 lire turche, l’equivalente al momento di 6 euro); i gruppi partono ogni 30 minuti circa, la visita dura altrettanto: decisamente sbrigativa, le guide più di tanto non dicono. Nonostante le restrizioni, ne vale comunque la pena: anche solo per la sua posizione sull’acqua.

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E’ un edificio “all’europea”, come Dolmabahçe: un unico blocco e non a padiglioni come Topkapı, eccezion fatta per due – separati per gli uomini e le donne – proprio sul Bosforo. La luce è meravigliosa. Era una residenza estiva per la famiglia imperiale, ma anche una guesthouse per ospiti illustri: come l’imperatrice Eugénie di Francia, che sostò a Beylerbeyi nel 1869 in rotta verso Suez per l’inaugurazione del canale. Vi abitò il deposto sultano Abdülhamid II, dal 1912 al 1918.

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In tutto ci sono 26 stanze su due piani, private e di rappresentanza (sempre mantenendo la bipartizione tra harem e selamlık: per le donne e la famiglia, per gli uomini e gli ospiti). A far colpo sui visitatori – del passato e del presente – sono soprattutto la sala per le udienze al primo piano, con al centro una grande fontana di marmo; e l’omologa al piano superiore, con decorazioni orientaleggianti e colonne dipinte di blu.

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Una particolarità sono le statue, in bronzo e in marmo, nel giardino: soprattutto cervi e leoni, ordinati da Abdülaziz dopo il suo viaggio in Europa insieme a un suo busto; da Beylerbeyi, ad esempio, proviene anche il famoso toro in bronzo di Kadıköy. Usciti dal palazzo, vi consiglio una passeggiata – breve – verso il molo: circondato da ristoranti e caffè di ogni tipo (ma ce n’è uno anche nei giardini del palazzo).

Attenzione: Beylerbeyi è chiuso il lunedì e il giovedì; l’orario di apertura è dalle 8.30 alle 17 (16.30 in estate).

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